INTERVISTATO da Maria Teresa Prestigiacomo
Approda a Roma la silloge poetica “La vita come mito e rappresentazione” del medico, il poeta IVAN PAOLO TONA, dal nome evocatore della grande storia da Ivan il Terribile, alla serie televisiva della nostra prima giovinezza di giornalisti anni sessanta: “ Ivanoe” che narrava le gesta dell’affascinante cavaliere senza macchia e senza paura. Un cavaliere, un cavalier servente dalla cultura piena e corposa, anch’egli è TONA, senza macchia e senza paura… di sforare i tradizionali canoni della poesia del Novecento. Il poeta affronta le tematiche d’attualità, tra le più scottanti, con rimembranze di quel classicismo che ha sempre permeato il suo percorso letterario, nuovo, fuori dagli schemi, come si diceva, ma pur sempre unico, originale.

Presid. del Consiglio Prov.le di Caltanissetta Dr. M Mancuso, poetessa Daniela Crasnaru, poeta-medico Ivan Paolo Tona, Prof.ssa Maria Teresa Prestigiacomo
IL 29 ottobre, a Roma, nella sede privilegiata da noti giornalisti d’assalto, alla presenza del Presidente del Consiglio Provinciale di Caltanissetta Dr. M. MANCUSO, è stata presentata la silloge poetica “La vita come mito e rappresentazione”: “ Un libro che ci meraviglia, osservandolo per quanto sia piccolo, raccoglie, corposamente le riflessioni più profonde dell’anima dell’autore sui problemi dell’esistenza”- afferma DANIELA CRASNARU – uno dei massimi esponenti della poesia romena.
MARIA LUISA SPAZIANI, poeta dell’eccellenza italiana, candidata al Nobel di Stoccolma, interpellata per esprimere un giudizio sulla silloge poetica di Tona, si esprimeva con compiacimento, ravvisando, già nel titolo stesso che introduce la silloge, un’evocazione shopenauriana d’intenso fascino.
ALESSANDRO BENINI si è soffermato sui toni distintivi del poeta, sul suo diffuso classicismo che rimandano, con eleganza e sobrietà nel ritmo ai classici greci e latini di forte impatto emotivo, da Catullo a Seneca e Lucilio. La produzione di Tona non si esaurisce a questo testo, altri quattro libri completano il quadro letterario, in questo momento, dell’autore nisseno di profondo fascino. Uno, tra questi libri, porta con se il titolo “ Poesie internettiane” e, pertanto, esplica immediatamente, il senso, il messaggio sotteso: quello di poesie futuriste veicolate con il più global dei sistemi: internet che ha la magia di veicolare , nel mondo, la poesia.
Come recitava una canzone francese: “ Quando i poeti moriranno, le loro poesie andranno girovagando sulla bocca di persone di tutti i ceti e di tutto il mondo perché la poesia non muore mai…o come aggiunge Pippo Ferraù, poeta messinese scomparso….”I figli dei poeti non sono orfani, mai”.
Abbiamo incontrato il poeta, medico, coltissimo uomo, diremmo “ d’altri tempi” per la sua cultura e per la sua signorilità, per la sua sensibilità di interrogarsi sul mondo e sui fatti della vita, per la sua voglia di esorcizzare la morte, entrando, verso per verso, in confidenza con la stessa.
D. Lei, a vent’anni, scrive poesie: quale fu la sua principale fonte d’ispirazione? (Mi riferisco all’opera La vita come Mito….) Oggi, che senso ha poetare in stile Dark, dialogando con la morte, sua compagna nei libri e nella sua vita di uomo-medico?
R. Penso di essere LUMINOSO ma mi rendo conto (sarà forse la professione?) della caducità dell’esistenza non solo personale ma di tutto l’universo e questo mi fa apparire un po’ OSCURO anche nello stile della scrittura, sarà forse un istintuale esorcismo (solo pochi minuti fa scherzando con amici ho detto di credere di essere immortale e subito dopo tra me e me ne ho sorriso)
D. La sua poesia, oltre ad essere gotica è anche barocca: potrebbe definirsi per analogia allo stile architettonico, uno stile “ Gotico-fiorito”, quello delle case di Venezia, misteriose, nella loro anima medievale. Che ne pensa di questa definizione?
R. Non ho mai amato molto Venezia e debbo dire che su me ha poco fascino ho sempre preferito Milano (non la Milano d’ora ma quella di trent’anni fa), certo però che a volte passeggiando solitario per le calli Veneziane mi ci sono ritrovato in una Venezia oscura e sanguigna.
D. Che differenza fondamentale ritiene vi sia tra la raccolta “ La vita come Mito e rappresentazione” e l’ultima sua raccolta? Cosa è cambiato da allora in Ivan Paolo, il poeta, l’uomo?
R. Quello che io scrivo è sempre un work in progress come la Vita come Mito e Rappresentazione (il tipografo non era molto esperto) è cambiato quello che cambia naturalmente nella vita di un uomo cioè il crescere l’assunzione di responsabilità lavorative e civili, per il resto credo di essere sempre me stesso con la differenza che guardo con occhio più lontano certe idee del passato come se assistessi imperterrito alla caducità dell’esistenza e alla sua naturale fine
D. Quali sono i suoi “modelli poetici”, tra i valenti maestri della Letteratura del Novecento Italiano?
R. Borges, Kavafis, Elliot, Pound, Ritsos e un pò tutti i poeti di questo secolo anche i minori in particolare Lucio Piccolo e i suoi “canti barocchi” ma all’inizio era tutta la mistura della letteratura greca e latina vagliata al suono dei poeti maledetti in particolare Baudelaire Verlaine e Mallarmé (che detto tra parentesi sono gli unici francesi che rispetto considerandoli i costruttori della poesia moderna)
D. Un titolo salta all’occhio nella sua penultima raccolta “ Poesie internettiane”: vi può, dunque, essere poesia nel mondo del social network, internet, face book? O la tecnologia regola i nostri sentimenti, la voglia di riscattare la nostra solitudine, di incontrare la nostra anima gemella….?
R. Visto il crollo della moderna poesia che non riesce più a portarsi in mezzo al popolo con altri amici abbiamo trovato la “corrente” letteraria dei “POETI INTERNETTIANI” . Ci siamo ritrovati su internet poeti di tutto il globo terrestre e ci siamo scambiati poesie abbiamo creato un nostro sito (www.ilgattopardo.altervista.org) abbiamo organizzato premi letterari il tutto insieme ad altri amici che girano sul web con I loro siti per togliere la poesia dalle mani delle consorterie letterarie e renderla fruibile a chiunque volesse accostarvisi. Ci siamo resi conto che il prodotto “libro di poesie” é un prodotto che non si vende e che le case editrici non sono degli istituti di beneficenza , allora abbiamo provato con internet a diffondere I nostri versi io so che le mie poesie sono lette negli States, in Inghilterra in Brasile In Argentina nelle Filippine in Messico in Germania in tutto il mondo insomma dove esiste qualcuno che si colleghi ad un pc e scriva nel motore di ricerca POESIA e inizi a navigare tra I siti poetici
D. Se si dovesse definire lei, si definirebbe un poeta “underground”, fuori dagli schemi, dai canali privilegiati che siano le antologie destinate ai Licei classici scientifici da far prendere in considerazione agli alunni delle scuole d’Istruzione Superiore?
R. E’ una domanda strana cui vorrei rispondere con un’altra domanda: qual’é la strada per finire nelle antologie dei licei…sinceramente mi farebbe piacere anche se so che la mia poesia é una poesia solo per pochi.
D. Cosa significa essere poeti, oggi? Per spiegarmi meglio, le ricordo che Salvatore Quasimodo nella poesia “Alle fronde dei salici” esprime il suo rammarico per aver dovuto appendere la cetra alle fronde dei salici, nel periodo bellico. Oggi, qual è il suo rapporto con la poesia e la poesia che rapporto ha col mondo?
R. Ricordo che era appesa per “voto” come un sacrificio che si dava agli dei di una cosa sublime in cambio della pace. Noi in Europa viviamo un’epoca lunghissima e inimmaginabile di pace le guerre le viviamo come se si vedesse un film tutto sommato non ci riguardano perché le bombe I morti I mutilati la fame la polvere non li percepiamo la guerra per gli europei é solo una soap opera. La poesia per me é la mia stessa essenza ed il mio modo di essere al mondo. Sono molto contento quando RIESCO A SCRIVERE UNA POESIA PERCHE’ PER ME SCRIVERE E’ INUMANAMENTE DIFFICILE.










opoetapoliticoopoliticopoetaèpossibile?
Caro elettrore@nonimo
non potrebbe essere,a suo gentil pensiero, che paolo ivan tona sia semplicemente un poeta e un poeta e basta(magari un grandissimo poeta) senza nessuna politica? non ha mai ricoperto cariche politiche e quella rara volta che ha osato mettere la sua faccia in prima pagina obtorto collo e solo dietro richiesta di amici che contavano sul suo buon nome per racimolare qualche voto di opinione visto il tradimento perpetrato all’ultimo secondo da chii le ronfa accanto in questa amministrazione invece di voti ha rimediato tanti calci nei denti che è ancora costretto a ricorrere alla cure odontoiatriche. Il poeta non ha niente da recriminare sull’insuccesso elettorale anche perchè la politica attiva non è mai stata una sua aspirazione e le assicuro che se avesse aspirato a ricoprire cariche politiche non avrebbe certo aspirato ad essere sindaco o assessore comunale ma molto molto di più che più in alto non si può e le assicuro che in ci sarebbe riuscito
Riposi tranquillo e non sia colto da incubi inesistenti anche perchè il poeta, che ormai vi conosce personalmente, non si limiterebbe a sorridervi come si sorride ai fanciulletti scemi e come ha sempre fatto,alle vostre dicerìe e infamità ARTE quella dell’infamia e della calunnia, DOVE ELLA ECCELLE SOLITARIO risponderebbe come veramente meritate olè caro amico si goda la vita e non si arrovvelli in errati pensieri