Archivio per 6 dicembre 2011
Non ci resta che piangere…
Postato in Umorismo il giorno 6 dicembre 2011 | 2 Commenti »
Il piacere di chiamarsi Orlando
Postato in Milena il giorno 6 dicembre 2011 | 1 Commento »
A 45 anni vuole cambiare il nome
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Un uomo di 45 anni, nato e residente a Milena, ha deciso di cambiare il proprio nome aggiungendo a quello che figura nell’anagrafe comunale fin dalla sua nascita un altro nome: Orlando. Di tale scelta non se ne conoscono le ragioni, ma si sa che l’uomo è apparso deciso come non mai ad aggiungere il nome di Orlando a quello già posseduto.
Per questa ragione s’è rivolto al Prefetto di Caltanissetta per chiedere l’autorizzazione a cambiare il proprio nome in maniera tale da poter aggiungere a quello già esistente un secondo nome.
Il Prefetto di Caltanissetta, dal canto suo, proprio nei giorni scorsi, ha autorizzato la pubblicazione all’Albo Pretorio del Comune di Milena, per un periodo di 30 giorni, del sunto della richiesta con cui l’uomo ha chiesto di essere autorizzato a cambiare di nome da Armando a Armando Orlando.
Il Prefetto di Caltanissetta, con proprio decreto numero 215/2011 del 23/11/2011 ha autorizzato la pubblicazione all’Albo Pretorio del Comune di Milena, per un periodo di giorni 30, del sunto della richiesta con cui il Sig. Cordaro Armando, nato a Milena il 10/07/1968 , residente a Milena in via Indipendenza, n. 11 , chiede di venire autorizzato a cambiare di nome (6) da “ Armando” a “ Armando Orlando ”.
Chiunque crede di averne interesse, può opporsi nei modi e nel termine previsti dalle leggi in vigore.
Dopo di che, trascorso tale termine senza che nessuna doglianza sia giunta da parte di alcuno, Armando potrà finalmente coronare il suo piccolo sogno: chiamarsi anche Orlando.
Socrates anticipa l’uscita
Postato in Milena, Sport il giorno 6 dicembre 2011 | Lascia un commento »
Addio al «Dottore» il Brasile piange Socrates
da La Sicilia
Una vita fatta di battaglie, in campo come in politica per un sogno chiamato democrazia. Davanti all’ultima, quella contro la grave infezione intestinale dovuta ad anni di sregolatezze ed alcol, si è dovuto arrendere.
Socrates Brasileiro Sampaio de Sousa Vieira de Oliveira, noto solo come Socrates non ce l’ha fatta, è morto avantieri mattina all’alba nell’ospedale Albert Einstein di San Paolo, dove era ricoverato già da alcuni giorni. A 57 anni l’ex capitano del Brasile degli anni ’80 lascia in lutto un intero paese che lo aveva amato per le sue qualità di calciatore, ma anche per il suo carisma.
Nato a Belem il 19 febbraio 1954, Socrates apparteneva a quella generazione di grandi giocatori brasiliani (come Zico) che non riuscirono a conquistare la Coppa del mondo: lui era capitano della Selecao che al mundial spagnolo nell’82 fu eliminata da quell’Italia di Bearzot che poi avrebbe vinto il titolo iridato. Memorabile la sfida con gli azzurri in cui il gol di Socrates a Zoff non bastò a fermare il ciclone Italia.
Nato in una famiglia di origini umili, ma in cui non mancavano i libri, Socrates si appassionò al pallone e giocò come centrocampista offensivo: veniva chiamato il «Dottore» e lui medico lo era sul serio, perchè si era laureato in medicina. Iniziò la sua carriera sportiva nel Botafogo nel 1974.
Dal 1978 all’84 vestì la maglia del Corinthians di cui diventò subito un idolo, e non solo per le doti con la palla al piede. La politica – era militante di sinistra, con il mito di Che Guevara – scorreva nelle sue vene al pari della passione per il calcio, e proprio nel club paulista mise in piedi una sorta di autogestione senza allenatore che venne definita «democrazia corinthiana» e che portò anche un titolo. Genio e sregolatezza, giocò anche in Italia nel 1984 vestendo la maglia della Fiorentina.
La donna delle lacrime
Postato in Politica il giorno 6 dicembre 2011 | 1 Commento »
Le lacrime di Elsa Fornero: significati, reazioni e automatismi di massa
di Giovanna Cosenza
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La commozione di Elsa Fornero mentre pronuncia la parola «sacrificio» in conferenza stampa si guadagna, com’era prevedibile, la prima pagina di quasi tutti i quotidiani.
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Le decine di commenti sulle lacrime, fra ieri e oggi, si dividono in due:
- quelli/e che le valorizzano positivamente, vedendo la commozione di Elsa Fornero come un segno di grande coinvolgimento personale e sottolineando come l’episodio sia servito a scaldare la complessiva freddezza della conferenza stampa (vedi per esempio «Anche i tecnici hanno un’anima» di Filippo Ceccarelli su Repubblica, ma anche le dichiarazioni di Cristina Molinari, presidente di Pari o Dispare, riprese da La ventisettesima ora del Corriere);
- quelli/e che al contrario ne sono infastiditi, perché «siamo noi a dover piangere, non lei», perché «basta con questa storia che le donne piangono in pubblico», o addirittura perché «è chiaramente una messinscena per tenerci buoni»: vedi per esempio Libero, che oggi titola «Il governo chiagne e fotte», e il Giornale che titola «Piange il governo, noi di più».
Su entrambi i fronti stanno anche alcuni estremismi: dal lato dei favorevoli, c’era ieri chi salutava le lacrime di Elsa Fornero come (prendo a caso da Twitter e Facebook) un «evento storico», «il momento più alto della politica italiana da decenni»; dal lato dei denigratori, c’era invece chi si scandalizzava perché «ora tutti si concentreranno sulle lacrime e nessuno parlerà dei contenuti della manovra», perché «un ministro non deve piangere», o perché «un ministro non deve piangere, specie se donna, perché altrimenti tutti dicono che le donne sono deboli».
Volendo stare al di qua degli estremismi da ambo le parti, vale la pena precisare alcune cose:
Il popolano padano
Postato in Politica il giorno 6 dicembre 2011 | Lascia un commento »
Indipendenza
Molto specializzato in porcate,
Dal crollo ci salvi il Papa
Postato in Politica il giorno 6 dicembre 2011 | 3 Commenti »
Sottopongo a quanti fosse sfuggito la sintesi di un articolo del sempre attento Antonio Socci apparso su Libero del 27 novembre 2011. Alessandro Pagano
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LA CAUSA DEL POSSIBILE CROLLO E PERCHÉ PUÒ SALVARCI IL PAPA
Dove sono finiti tutti i mistici dell’euro – economisti, giornalisti, politici, intellettuali – che dieci anni fa imperversavano su tutti i pulpiti per decantare le virtù taumaturgiche della moneta unica e “le magnifiche sorti e progressive” dell’Italia nell’euro? Sarebbe interessante pure andarsi a rileggere gli scritti dell’attuale premier e dei tecnici che compongono la sua squadra di governo chiamata a evitare il disastro.
Io spero che ce la facciano, ma non ricordo che, a quel tempo, ci abbiano messo in guardia sull’euro. Anzi… E dov’è finito il centrosinistra dei Ciampi, dei Prodi, dei D’Alema, degli Amato che da anni rivendica come proprio merito storico “l’aver portato l’Italia nell’euro”?
[…] Eppure c’erano fior di paesi europei – come la Gran Bretagna – che nell’euro preferirono non entrare. Quindi i dubbi erano più che fondati. Gli italiani invece non hanno nemmeno potuto esprimersi con un voto. L’euro infatti era un dogma di fede e i dogmi non si discutono.
I cittadini italiani così hanno dovuto subire senza discutere una serie di stangate finalizzate alla moneta unica, un cambio lira/euro penalizzante, un micidiale raddoppio dei prezzi che li ha impoveriti tutti, la fine della crescita dell’economia nazionale (con annessa disoccupazione giovanile), il ribaltamento dall’attivo al passivo della bilancia dei pagamenti e – come premio per questo bagno di sangue – adesso addirittura la prospettiva infernale del fallimento (quando invece era stato promesso il paradiso).
Complimenti! Chi dobbiamo ringraziare?
[…] Sugli stessi giornali su cui ieri si alzavano inni all’euro, oggi tutti ammettono che è un’assurdità il creare una moneta senza avere dietro uno Stato, senza una banca nazionale, senza un governo federale, con politiche fiscali e monetarie contrapposte e senza nemmeno una lingua comune.
Le nozze d’argento di Padre Sorce
Postato in Notizie da altre città il giorno 6 dicembre 2011 | 4 Commenti »
La festa canora per i 25 anni di Casa Famiglia Rosetta
di Carmelo Barba
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Un quarto di secolo di vita del Centro di riabilitazione “Mons. Spinnato” dell’associazione “Casa Famiglia Rosetta” è stato consegnato alla storia, sabato pomeriggio, presso la Palestra comunale di via Madonna di Fatima di Mussomeli, in occasione della XVI rassegna canora, con “un bellu viaggiu”, scritto in gergo da Cettina Genuardi, presentato con maestria sul palco da Gero Riggio ed accompagnato alla chitarra da Danilo D’Amico. A coordinare e presentare la rassegna è stato il già collaudato Billy Scalzo, che ha saputo simpaticamente evidenziare “il bello della diretta”, in presenza di qualche imprevisto, prontamente rimediato.
Sabato si sono concluse le manifestazioni per il 25° anniversario della struttura mussomelese del sodalizio di cui è presidente padre Vincenzo Sorce.
Il numero uno del sodalizio ha ringraziato quanti, con la loro presenza, hanno partecipato alla rassegna, ripercorrendo sinteticamente i 25 anni di servizio, ricordando figure, personaggi ed operatori che si sono spesi per il sodalizio ed ha invitato a proseguire sul sentiero tracciato, guardando con ottimismo al futuro. Ha chiesto l’aiuto di tutti per affrontare anche eventuali sfide che il futuro stesso potrebbe riservare. «Quando facciamo sinergia, riusciamo a creare sviluppo», ha detto rivolgendosi agli amministratori locali, presenti all’evento.
Tutte le realtà operative in Sicilia di Casa Rosetta hanno dato testimonianza del loro esserci, appunto, con canti e balli caratterizzando la manifestazione canora.
Un grande palco, messo a disposizione del Comune di San Biagio Platani, assai capiente, dove dominava la scritta “Uno sguardo al passato, protesi verso il futuro”, li ha accolti con applausi ed ovazioni che hanno confermato la riuscita della manifestazione. Soddisfatti gli organizzatori che si sono spesi per la riuscita della ricorrenza che ha visto protagonisti proprio i “diversamente abili”.
L’itagliano /5 – Abiti di cera
Postato in Umorismo il giorno 6 dicembre 2011 | Lascia un commento »






















