Feeds:
Articoli
Commenti

Archivio per dicembre 2011

Mancuso: non abbassare la guardia

MICHELE MANCUSO

Il presidente del Consiglio provinciale di Caltanissetta Michele Mancuso interviene a proposito dell’incendio che a Milena ha distrutto l’automobile di Paolino Diliberto, l’imprenditore agricolo che anni addietro aveva denunciato il racket delle estorsioni, consentendo alle forze dell’ordine di assicurarne alla giustizia i presunti responsabili.

Alla luce delle tante vicissitudini che Milena ha attraversato negli anni passati l’odierno auspicio è che quest’ultimo episodio non rientri in quel clima di intimidazioni che il paese vuole ormai dimenticare definitivamente. Per questo, mi auguro che le forze dell’ordine possano accertare l’esatta dinamica di tale episodio, appurandone l’eventuale accidentalità e ridando così tranquillità alla collettività milenese: giacché, in caso contrario, saremmo costretti ancora una volta a prendere atto di una nuova espressione di quella cultura mafiosa, contro cui rinsaldare ancor di più l’impegno di ciascuno di noi.

Read Full Post »

Fumo e fiamme di fine anno

di Salvatore Ferlisi

Pubblicato il 30/12/11 da Piazzetta Comunista

Ieri sera, intorno alle ore 18.00, un fumo acre, nauseante e untuoso, ha avvolto il paese, spinto da un leggero venticello, come a voler annunciare nei diversi angoli, del centro agricolo di Milocca, che nulla è cambiato e che tutto è come prima e come sempre.
Saranno coincidenze o casualità: ma i fatti si ripetono e coinvolgono sempre le stesse persone, ed il sospetto nasce spontaneo.
Il coinvolgimento diretto delle stesse persone, non deve indurre ad alzare le spalle, come per dire, a me la cosa non mi tocca.
Non è cosi !
Ogni atto criminale ( se atto di criminalità è ) ci tocca tutti.
E’ sempre un vulnus alla libera convivenza ed alla democrazia.
Noi ( comunisti ) siamo per la democrazia popolare.
Non possiamo accettare che la libertà individuale e collettiva possa essere regolata, frenata od imbavagliata da organizzazioni dedite al crimine ed al malaffare.
Al concittadino che ha subito il danno va la nostra solidarietà, piena, totale ed incondizionata.
Al contempo, invitiamo quanti sanno od hanno visto qualche cosa od atteggiamento sospetto di rivolgersi alle forze dell’ordine per metterli in condizione di operare ed intervenire.
La mala pianta del crimine, non può essere combattuta solo dall’alto delle forze dell’ordine, dobbiamo essere noi cittadini, i primi, a stringerci attorno alle vittime ed alle forze dell’ordine per abbattere la mala pianta che tanto male sta facendo alla nostra terra.
Siamo passati, nel corso dei decenni, in questo piccolo paesino, dai fuochi ( VAMPE ) votivi, che si accendevano negli slarghi dei villaggi, per pregare, ed incontrarsi, alle fiamme distruttive e nauseanti .
E’ come essere passati dall’amore all’odio.

Read Full Post »

Niente botti, siamo animali

Botti di Capodanno vietati, per non spaventare cani e gatti

VanityFair
.

Capodanno senza botti. O quasi.

A Torino la giunta ha deciso di estendere all’intero suolo comunale «il regolamento per la tutela e il benessere degli animali». Il provvedimento, entrato in vigore il 14 marzo, prevede sanzioni per chi utilizza petardi e botti che spaventano cani e gatti. Insomma, chi festeggerà il nuovo anno con la classica e rumorosa festa pirotecnica, rischierà multe che vanno da 25 a 500 euro. Non solo: i trasgressori potrebbero anche essere denunciati. Vietati anche i canonici giochi d’artificio in piazza: per festeggiare Capodanno, a Torino ci sarà soltanto la musica di Renzo Arbore.

«In realtà – spiega Enzo Lavolta, assessore comunale all’Ambiente a “Repubblica” – già un precedente regolamento di polizia urbana vietava l’esplosione di botti o petardi in luoghi pubblici dove erano presenti altre persone, o comunque nel raggio dei 200 metri da scuole, ospedali e ricoveri di animali». Adesso, però, non saranno ammesse eccezioni: «È vietato su tutto il territorio comunale far esplodere petardi, botti, fuochi d´artificio e articoli pirotecnici in genere». L’amministrazione del capoluogo piemontese ha fatto sapere di aver lavorato «molto sulla prevenzione, sequestrando botti e petardi». Ma molti cittadini sono all’oscuro del nuovo provvedimento. E quindi, magari senza volerlo, potrebbero incorrere nelle sanzioni.

Tra l’altro, proprio in questi giorni – e non solo nella città di Torino – la Lav sta diffondendo un decalogo: come comportarsi con gli animali durante le feste di fine anno. Prima di tutto, consiglia, limitatevi al brindisi. E proteggeteli dal fracasso: non lasciateli all’aperto; non teneteli legati alla catena perché potrebbero strangolarsi; non lasciateli sul balcone perché potrebbero gettarsi nel vuoto; dotateli di tutti gli elementi identificativi possibili (oltre al microchip, medaglietta con un recapito); se si nascondono in un luogo della casa, lasciateli tranquilli: considerano sicuro il loro rifugio; cercate di minimizzare l’effetto dei botti tenendo accese radio o TV; prestate attenzione anche agli animali in gabbia e non teneteli sui balconi. «Un rumore improvviso così forte, di cui non possono conoscere la fonte, li terrorizza» spiega a “TgCom” la veterinaria Alida Rovera, «ma soprattutto li disorienta». Il loro istinto è di scappare via senza pensare a nulla, con il rischio di perdersi o peggio di finire sotto una macchina.

Read Full Post »

Questa è la vera l’Ultima Cena!

Read Full Post »

Francesco e Giulia su tutti

Popolazione, Istat:

Francesco e Giulia i nomi preferiti dai neo genitori

ASCA

 

.

Sulla base delle informazioni contenute nella rilevazione degli iscritti in anagrafe per nascita, l’Istituto di statistica presenta come di consueto la distribuzione dei 30 nomi maschili e femminili più frequenti nel 2009. Dunque, a livello nazionale Francesco e Giulia mantengono il loro primato seguiti, a breve distanza, da Alessandro e Sofia.

I nomi più diffusi in Italia

Nomi maschili Nomi femminili
Francesco
Alessandro
Matteo
Andrea
Lorenzo
Gabriele
Mattia
Riccardo
Davide
Luca
Leonardo
Marco
Federico
Giuseppe
Simone
Tommaso
Antonio
Giovanni
Alessio
Filippo
Christian
Pietro
Samuele
Daniele
Cristian
Emanuele
Michele
Edoardo
Diego
Nicolò
Giulia
Sofia
Martina
Sara
Giorgia
Chiara
Aurora
Alessia
Alice
Francesca
Anna
Gaia
Emma
Elisa
Giada
Matilde
Noemi
Beatrice
Elena
Greta
Federica
Rebecca
Nicole
Arianna
Asia
Viola
Ilaria
Vittoria
Ginevra
Marta

I nomi più diffusi per regione

I nomi più diffusi per regione (Istat)
I nomi più diffusi per regione (Istat)

(more…)

Read Full Post »

Top ten dell’umorismo

Un 2011 di battutacce: la mia top 10

 di Alfonso Biondi
.
 
Il 2011 se ne va e porta con sé il fottìo di battute che ho scritto comodamente seduto sul cesso di casa mia. E’ bello scrivere battute mentre caghi, l’importante è che non utilizzi la stessa mano per pulirti il culo. Ecco a voi la mia top 10:
 
1. Uccise il figlio autistico, Napolitano lo grazia: “Ho firmato di peggio.
————————————————————————————————————–
2. A Milano studenti in piazza contro Berlusconi: alcuni gli han dato del puttaniere, altri del porco, altri del colluso. Altri invece l’hanno insultato.
————————————————————————————————————–
3. Crisi economica, l’Unione Europea scrive all’Italia: “εὑχαριστέω ὑμῖν”.
————————————————————————————————————–
4. Ibrahimovic: “Non mi diverto più”. Marrazzo: “33569496790″.
————————————————————————————————————–
5. Marchionne guadagna quanto 6400 operai. Ma indossa sempre lo stesso maglione per non farglielo pesare.
————————————————————————————————————–
6. Le femministe del gruppo Femen hanno protestato in topless contro Berlusconi. Il Cavaliere: “Perché non ne parliamo davanti a un palo?”
————————————————————————————————————–
7. Minzolini sarà rimosso. Una notizia che comunque non avrebbe dato.
————————————————————————————————————–
8. Il Consiglio dei Ministri ha approvato una norma che toglierà alla scuola 13 miliardi in 3 anni. I bambini dovranno portarsi i maestri da casa.
————————————————————————————————————–
9. Cina: sul web ragazze vendono ovuli e altri piatti tipici.
————————————————————————————————————–
10. Sarkozy fuori onda: “Berlusconi è patetico”. Ma poi si scusa: “Credevo di essere in onda”.
————————————————————————————————————–

NOTA: le battute n. 2 e 8 sono state pubblicate sul blog di Daniele Luttazzi (la n. 2 anche sul Fatto Quotidiano del 6 marzo); le battuta n. 5 su Spinoza. Una risata vi disseppellirà; le n. 1,3,4,6,7,9 e 10 sul blog Acido Lattico e su Satiraglio.

Read Full Post »

Straordinari vigili

Straordinari della Pm nel 2012

.

 

L’amministrazione comunale ha disposto le somme che dovranno essere previste a titolo di straordinario per il lavoro prestato dai componenti della Pm in orario fuori dal proprio servizio.

La somma che è stata indicata per il 2012 è di 4.051 euro.

Read Full Post »

L’auto si è incendiata da sola o è stata incendiata?

.

Comunque sia avvenuto quest’incendio, non c’è pace in chi subisce questo tipo di danno. In molti ci si illude che possa essere stato un corto circuito all’origine dell’incendio che ha distrutto la mercedes dell’imprenditore Paolino Diliberto. Ma dati i precedenti atti intimidatori subiti dallo stesso fatto oggetto di estorsione e anche di colpi di arma da fuoco, sono in pochi a credere all’incidente. E così la mente ritorna a quei tristi tempi quando gli era stata assegnata la scorta dopo gli arresti dei presunti estortori e gli  interminabili processi di una giustizia lumaca che fa decorrrere i tempi di carcerazione senza emettere sentenze di condanne o di assoluzioni.

Sia come sia, erano circa le sei di ieri sera in via Rimembranza, nei pressi del municipio dove abita il Diliberto, quando dal cofano della vettura si è sprigionato del fumo seguito poi da fiamme altissime. Alcune macchine vicine alla mercedes sarebbero state allontanate dal pericolo d’incendio mentre dei volontari intervenivano prontamente con gli estintori, ma senza risultato. Altri cittadini incuranti del pericolo versavano acqua sulla vettura ma inutilmente. L’autovettura continuava a bruciare e le fiamme si alzavano più alte.

Tutti si allontanavano comunque quando cominciavano le esplosioni dei pneumatici e andavano in frantumi i vetri dell’abitacolo. Sul posto giungevano subito i carabinieri, poi anche i pompieri impegnati un paio d’ore nello spegnere definitivamente l’incendio. Danneggiati qualche portone e alcune finestre delle case vicine, annerite le facciate.

Numerosi curiosi hanno assistito alle operazioni di spegnimento. Molti amici sono stati vicini a Diliberto e ai suoi familiari visibilmente emozionati e colpiti da questa nuova disgrazia che ci si augura sia stata spontanea e non provocata da qualche malavitoso.

(more…)

Read Full Post »

La banda del fil di rame

LA SCOCCIATOIA DEL CAVO TELEFONICO

.

Ieri sera s’incendia un’autovettura e oggi, prima dell’alba, i soliti ladri, ignoti a noi ma forse non agli inquirenti, hanno messo a segno l’ultimo colpo dell’anno.

Hanno anticipato i botti di fine d’anno, di un 2011 che sta per chiudersi in bruttezza, con il paese che si rivela indifeso da ogni attacco e ritorna nei gorghi della delinquenza.

La banda dei ladri di rame ha fatto colpo portandosi via un paio di centinaia di metri di filo. Il bottino poteva essere più ricco se qualcuno forse non li avesse disturbati nel loro lavoro.

I passanti per il bivio Masaniello stamattina hanno visto l’insolito spettacolo di quei fili pendenti, e qualcuno di spirito civico ha avvertito i carabinieri che hanno iniziato il sopralluogo e dato via alle indagini. Sul posto si è recato pure il sindaco visibilmente contrariato per questo altro colpo che mina la tranquillità del paese.  

I ladri quindi hanno abbandonato Bompensiere, paese in cui nel passato sono stati commessi parecchi furti  simili, e si sono spostati a Milena. 

Riusciranno i nostri rappresentanti a monitorare meglio il paese? E le forze dell’ordine ad acchiapparli?

Queste le domande che si fanno i cittadini di Milena alla fine dell’anno che si chiude male, malissimo.

(more…)

Read Full Post »

Milena compie 88 anni

VITTORIO EMANUELE III PER GRAZIA DI DIO E PER VOLONTÀ’ DELLA NAZIONE RE D’ITALIA

.

In virtù della delegazione dei potere conferiti al Governo con legge 3 gennaio 1922 n. 1601; Veduta la legge Comunale e Provinciale, testo unico 4 febbraio 1915, n. 148; Udito il Consiglio dei Ministri; Sulla proposta del nostro Ministro Segretario di Stato per gli affari dell’Interno. Presidente del Consiglio dei Ministri; Abbiamo decretato e decretiamo:

    • Art. 1

Le frazioni di Milocca e San Biagio di Campofranco sono distaccate dai rispettivi Comuni di Sutera e Campofranco e costituite in unico Comune con il nome di MILOCCA.

    • Art. 2

Il territorio del nuovo Comune è costituito dal territorio giudiziario già assegnato a Milocca in virtù della legge 16 aprile 1819 n. 1565 e del territorio attualmente appartenente al comune di Campofranco, indicato in catasto sotto la denominazione ex-feudo San Biagio.

    • Art. 3

Il Governo del Re è autorizzato ad emanare le norme per la esecuzione del presente decreto. Ordiniamo che il presente decreto, munito dal sigillo di Stato, sia inserito nella raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti del Regno d’Italia, mandando a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.

Dato a Roma, addì 30 dicembre  1923

Vittorio Emanuele

Mussolini

Storia del comune
MILENA NOTIZIE STORICHE

Milena è Comune della provincia di Caltanissetta da cui dista 45 Km e a cui è collegato dalla strada provinciale n. 24. E’ collegato alla Agrigento Palermo da un braccio stradale di 9 Km. Ha una popolazione di 3.300 abitanti ed è posta ad un’altitudine media di m. 420 s.m. Il suo territorio amministrativo è rappresentato per intero nel foglio della Carta d’Italia 1:250.000 n. 26 II-NO Montedoro. Si estende per 24.26 Kq e confina a Sud con la provincia di Agrigento (Comuni di Racalmuto e Grotte), ad Ovest con il Comune di Campofranco, a Nord con quello di Sutera (antichissima città medievale) e ad Est con quello di Bompensiere.I terreni di questo territorio appartengono ad un’età geologica compresa tra il Miocene Medio Superiore ed il Pliocene Inferiore. Tutta la zona in cui sorgono i nuclei abitati, Centro Urbano e Villaggi, è formata da trubi che poggiano direttamente su gessi in gran parte selenitici; ed è questa la parte del territorio più ricca di acque e coltivazioni arboree.

Principale prodotto del territorio è il grano, ma hanno sempre avuto grande importanza economica la coltivazione dell’olivo e del mandorlo e, negli ultimi decenni, ripresa su scala moderna, la coltivazione della vite con impianto di vigneti razionali, già presente e molto sviluppata nei secoli passati, ma quasi del tutto distrutta nel 1850 dall’oidio, detto da noi “male nero”.

Come Comune autonomo, Milena è nato dalla fusione delle frazioni di Milocca, appartenente al Comune di Sutera e di San Biagio del Comune di Campofranco, per effetto del Regio Decreto n. 3032 del 30 dicembre 1923 col nome di Milocca. Le due frazioni suddette, a loro volta erano formate da un certo numero di isolati detti “robbe”, sorte nei due feudi finitimi di Milocca e San Biagio, che fino agli ultimi del 1300 avevano formato il feudo di Milocca.

Le “robbe” prendevano la loro denominazione dalle famiglie che inizialmente le avevano costruite, oppure dai soprannomi di queste o da ragioni storiche diverse. Così, ad esempio, si diceva “robba di San Martino” il nucleo abitato costituito dal vecchio edificio di San Martino dei padri Cassinensi. Nel 1928 i vari isolati vennero, dalla allora Amministrazione comunale, raggruppati in tredici Villaggi più un Centro Urbano, allora perfettamente distinte, ma oggi molto di meno a causa della grande espansione edilizia degli ultimi tempi. A questi Villaggi furono attribuiti dei nomi di fatti e personaggi della nostra storia nazionale, secondo lo spirito dominante dell’epoca: Centro Urbano, San Martino, Vittorio Veneto, Cavour, Piave, Crispi, Roma, Monte Grappa, Cesare Battisti, Masaniello, San Miceli, Mazzini, Garibaldi, Balilla. Questo assetto da allora è rimasto quasi invariato, anche se alcuni Villaggi o parti di essi si sono saldati al Centro Urbano, ma che nella parlata locale continuiamo a chiamare col nome tradizionale della robba.

Nel febbraio del 1933 il Podestà del tempo, Avv. Carmelo Cipolla espresse alle autorità provinciali le ragioni di dare al Comune di Milocca la denominazione di Villa Littoria, ma fu concordato il cambiamento in Littoria Nissena e nel maggio successivo fu inoltrata la richiesta di autorizzazione a cambiare il nome di Milocca in quello di Littoria Nissena che, avuto parere favorevole dal Rettorato della provincia, fu statuito con Decreto Reale del 4 agosto 1933 n. 1177 ed il Comune di Milocca, da quella data cambiava il proprio nome in quello di Littoria Nissena. Il 28 ottobre dello stesso anno era ancora proposto il cambiamento del nome Littoria Nissena in Milena ed ottenuto il parere favorevole dal Rettorato della provincia il 10 novembre 1933 il Comune di Littoria Nissena fu autorizzato a cambiare il proprio nome in quello di Milena, con Regio Decreto del 4 dicembre 1933 n. 1794.

ECONOMIA

Milena, a tutt’oggi, resta un paese ad economia prevalentemente agricola. Negli ultimi tempi, accanto alle colture tradizionali e cereagricole, l’interesse degli operatori del settore si è orientato verso quello dell’ortofrutta. E’ possibile che questo interesse nuovo, per queste nuove colture, se inserito in un processo più ampio e di armonico sviluppo economico, possa rappresentare un fatto di enorme portata per le sue possibili implicazioni. In sostanza si vuole fare riferimento alle colture fortemente specializzate capaci di inserirsi nel gioco dei mercati.

La caratteristica tipicamente agricola del Comune di Milena trova riscontro anche nella letteratura recente tant’è che Leonardo Sciascia nel suo libro “Occhio di capra” usa l’appellativo di “Milucchisi” come sinonimo di contadino, così come quello di “Salinaro” etichetta i cittadini di Racalmuto per le sue tradizioni minerarie. Anche se al momento, manca uno studio completo di questo Comune teso ad individuare le possibili linee di sviluppo dell’immediato futuro e tenuto conto della particolare vocazione agricola del suo territorio è probabile che l’agricoltura continuerà ad essere un elemento portante della sua economia.

Sempre negli ultimi tempi è emersa una attenzione specifica da parte dei “responsabili locali e non”, verso la forestazione nella convinzione che tutti i terreni incolti o mal coltivati potessero essere interessati da un intervento di questo tipo per trasformarli in una fonte occupazionale non indifferente, senza tralasciare i benefici effetti sul piano della difesa ambientale.

Il Comune di Milena si differenzia da quelli contermini anche per il fatto di non essere stato interessato nel corso della sua storia dalle miniere di zolfo così come invece è accaduto per tante realtà della Sicilia. Tuttavia negli ultimi anni è stato individuato nel suo territorio un esteso e consistente giacimento di cainite che ha giustificato la costruzione di una miniera sita in contrada “Margiu Natale” al momento non in produzione per le note vicende che hanno contraddistinto il settore estrattivo siciliano. Non c’è dubbio che questa miniera potenzialmente potrebbe trasformare radicalmente questo Comune inserendolo in un circuito economico nuovo e verso il quale, come si è detto Milena è sempre stata estranea.

Sempre da un punto di vista economico, un altro fenomeno interessante che è emerso ed è possibile cogliere, è quello relativo alla scoperta della cosiddetta “vocazione turistica” di Milena. Essa pur conservando la fama di “Capitale della Civiltà contadina” è diventata meta non solo per il turismo di passaggio, ma per il suo patrimonio storico-archeologico ancora non sufficientemente valorizzato. Giova ricordare che essa è stata inserita in interessanti itinerari turistici che ha consentito l’arrivo di parecchi visitatori interessati anche alla sua originale struttura urbanistica che nell’ambito regionale non trova nessun riscontro.

Interessa anche ai visitatori la valenza storica di questa piccola realtà che non si ferma solo al periodo Miceneo, testimoniata dalla scoperta delle “Tholos” di Milena, ma arriva fino ai nostri giorni: è sufficiente una visita alle campagne del paese per rendersi conto e toccare con mano le vestigia delle varie epoche che Milena ha vissuto dai Romani ai Bizantini, agli Arabi, ai Normanni etc.

La realizzazione del museo etnico-antropologico è quello di una mostra permanente sulla “Civiltà contadina” assieme ad una ancora inesistente struttura alberghiera potrebbero rappresentare un elemento propulsivo per la sua economia. Queste sono sommariamente le principali linee lungo le quali potrebbe realizzarsi lo sviluppo economico e sociale di Milena, evidentemente le considerazioni sopra esposte non hanno assolutamente un carattere fortemente esaustivo perché si è fatta una ricognizione incompleta e deficitaria. Certo la sua particolare conformazione topografica continua a rappresentare un elemento di richiamo che sembra prevalere sugli altri che certamente esistono. Il recupero e la conservazione di un “Villaggio” a testimonianza di quanto sopra è una scelta che se fatta si muove sicuramente nella direzione.

ARTE E CULTURA

Il Comune di Milena, pur essendo da un punto di vista amministrativo di recente formazione, e quindi povero di storia ufficiale, conserva da un punto di vista artistico e culturale un patrimonio di non scarso rilievo. Accanto alla sua tipicità urbanistica, di una certa importanza sono i resti del “Convento di San Martino”, al momento ridotto ad un ammasso di macerie perché i tentativi di un suo restauro sono stati tardivi. Ad ogni modo costituisce sempre motivo di attenzione e di studio. Interessantissimi sono pure le cosiddette “robbe rurali” situate nelle campagne del suo territorio e fino a pochi decenni addietro pulsanti di vita e di storia. Nelle contrade di “Cinque grana, Zillante, Spagnolo, Aquilia, Bennardo, Santa Maria etc.” esistono ancora e in buone condizioni le abitazioni dei grossi proprietari terrieri dell’epoca, che servivano anche per “ospitare” i cosiddetti “rubbittieri” che erano i guardiani fedeli degli interessi del padrone.

Queste “robbe” sono interessanti anche da un punto di vista architettonico, perché la loro suddivisione è veramente originale e tipica. In parecchie di queste costruzioni rurali esistono ancora i segni concreti di dove alloggiavano e vivevano come bestie i “rubbittieri”. Si tratta di magazzini utilizzati per la conservazione dei prodotti cereagricoli e pastorizi. In sostanza queste costruzioni erano state concepite come una sorta di micro-villaggio del tutto autonomo e molto funzionale ai bisogni e alle esigenze della vita dei feudi e di chi in essi viveva.

Per quanto riguarda l’aspetto culturale del Comune di Milena è necessario premettere che a tutt’oggi risente moltissimo della cultura contadina. Se fino a pochi anni addietro scarseggiavano le pubblicazioni sui vari aspetti della sua vita e della sua storia, in poco tempo si è riusciti a colmare una lacuna molto grave. Infatti, gli studi e le pubblicazioni sul Comune di Milena sono numerosi e tutti di buon livello scientifico: • Milocca a sicilian village (Charlotte Gower Chapman); • Milocca un villaggio siciliano (traduzione di Vito Messana); • Da Milocca a Milena (Arturo Petix); • I canti della tradizione popolare di Milena (Arturo Petix); • Leggende di Milocca (Arturo Petix); • Mutuo soccorso e cooperazione a Milocca-Milena, dall’Ottocento ad oggi (Giuseppe Testa); • Milocca al Nord: una comunità di immigrati siciliani ad Asti (Giuseppe Virciglio); • Milena un paese siciliano sessant’anni dopo (Caterina Pasqualino); • Milena: analisi del sistema urbano (Michele Mulè); • Sicilia interna: Assoro e Milena (Fernanda D’Amore, Maria Scuderi); • Tipologie costruttive ed uso dei materiali per l’edilizia “povera” di Milena (Onofrio Raimondi); • Studio geobotanico del territorio amministrativo del Comune di Milena (Francesca Vitellaro);. • Idrogeologia della zona di Milena (Miche D’Auria); • Sopralluoghi e ricerche attorno a Milena nella media valle del Platani (Vincenzo La Rosa); • Un insediamento neolitico a Serra del Palco di Milena (Vincenzo La Rosa); • La media età del bronzo nel territorio di Milena (Vincenzo La Rosa); • Dalle capanne alle robbe. La storia lunga di Milocca-Milena (a cura di Vincenzo La Rosa). • C’era una volta Milocca. Viaggio a Milena – Comune d’Europa (a cura di Tommaso Palumbo e Vincenzo C. Ingrascì).

Milena vanta anche una buona tradizione culinaria e “lu pani” di Milena e “li mbriulati” sono prodotti fortemente richiesti dai cittadini dei paesi limitrofi. Milena ha anche buone tradizioni storico-politiche, infatti, ha partecipato, e in alcune fasi anche da protagonista (vedi i fasci dei lavoratori siciliani), alle vicende nazionali.

Per concludere, Milena è un paese della zona interna della provincia di Caltanissetta che vale la pena di conoscere e visitare.

Read Full Post »

Older Posts »

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 74 follower

%d bloggers like this: