Cristenzio addio
di Alfonso Cipolla
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Conobbi “il compagno Cristenzio” quando facevo le elementari e non capivo un’acca di politica. Abitavo in via Rimembranza proprio davanti il municipio.
Quando si teneva consiglio comunale si vedevano le persone affollare la sala. Dalle finestre aperte uscivano grida e fumo.
Erano i tempi in cui la lista rossa aveva vinto la Democrazia cristiana. Ma ad un certo punto, il dottore Giuseppe Luparelli e il professore Cristenzio Mancuso si erano divisi: da alleati erano diventati acerrimi avversari.
Una volta andai nell’aula consiliare con mio padre, attaccato alla sua giacca. La gente affollava. Sentivo parlare quello che chiamavano “Cristenzio”, secondo la mia testa di bambino aveva pure ragione, quasi tifavo per lui. Però al momento del voto, lui perdeva sempre e l’altro che aveva i numeri vinceva sempre: chi era favorevole restava seduto e chi contrario doveva alzarsi in piedi. Così, in piedi, vinto ma non convinto ricordai sempre “il professore”.
Il professore, sì perchè Mancuso Cristenzio era un ottimo professore. Proveniente da famiglia umile era riuscito molto ricco di cultura. Alle medie era benvisto dalle ragazzine e benvoluto dai ragazzini ai quali non lesinava pillole di politica. Ricordo che un’estate mi diede qualche lezione di francese, finimmo per svicolare sul latino a commentare il De bello gallico. Mi colpirono la sua cultura, il suo timbro di voce, scolpito, unico.
Poi ci perdemmo di vista, io a studiare fuori, lui all’estero ad insegnare italiano in oriente. Da Istambul percorse migliaia di chilometri. Fu lì, dov’era fuggito dall’amara patria e dall’ingrata Milena, che conobbe e sposò Mariana che gli diede tre figli.
Poi tornò in paese e riprese la lunga tenzone con Pepè Luparelli. Tutti ricordano i comizi infuocati in piazza Garibaldi. Non ci fu casa in cui non bussò a portare volantini e il messaggio comunista. Comunista dalla prima ora lo fu il compagno Cristenzio, con i rappresentanti storici locali e provinciali partecipò alle occupazioni delle terre, ribelle come lo sono tutti i giovani idealisti.
Legò con i compagni della provincia, fece coppia fissa con Federico Messana attuale sindaco di Montedoro. Mentre compagni anziani si ritiravano dall’attività politica, lui restava. Fu anche presidente provinciale del partito. Le delusioni più amare le ebbe proprio nel suo paese, non sempre i compagni locali ne compresero l’intelligenza politica, qualcuno volle fargli come si dice le scarpe, senza riuscirci: prevalsero sempre la sua ostinazione, la sua militanza, la sua cultura. Amato allo stesso modo che odiato. Se ne dissero tante contro di lui. Ne disse altrettante contro chi lo denigrava.
Intorno agli anni ’80 capì che con il sistema maggioritario non avrebbe mai potuto battere gli odiati socialisti. Ma il potere creato da Luparelli era troppo forte, imbattibile per una Dc lacerata al suo interno in cui prevalevano interessi e vendette personali. Fu in quegli anni che rincontrai Cristenzio. Il compagno comprese che per vincere doveva cercare un’alleanza con i democristiani, ma questa linea era proibita a livello provinciale e regionale. Con tatto contattò l’arciprete Taffaro, strinse contatti con i Mantione che avevano in mano la Dc, si avvicinò all’emergente Carmelo Cordaro, infine a me nonostante la mia provenienza dall’Msi. Era consapevole che per battere il genio politico di Luparelli bisognava unirsi tutti insieme. Non fu facile. Decine di capetti Dc giurarono se entra lui, usciamo noi. Si portò appresso le giovani leve Vincenzo Nicastro e Salvatore Ferlisi che affiancarono Tommaso Palumbo nell’avventura del 1990. La lista civica Insieme per Milena vinse le elezioni.
Furono tra i migliori anni politici della nostra vita.
Lo osservai da vicino in giunta, lui fece altrettanto. Insieme riuscimmo a ridimensionare la mentalità democristiana della gestione dell’amministrazione, dandole, assieme a Carmelo Cordaro, una forte impronta popolare e sociale. Fu una giunta tra le migliori della storia politica del paese che trovò la massima rappresentazione nel sindaco onorevole Carmelo Mantione che così concludeva la sua lunga storia politica.
“Siete liberi” disse la sera della vittoria balzando con un solo agile salto sulla fontana della piazza simbolo dell’avversario storico. Non tutti lo sanno, ma Cristenzio fu anche uno sportivo, un calciatore. Nel ’9o giocammo una partita di vecchie glorie in un campo polveroso.
Quella lista che pareva dovesse durare per molto tempo implose sotto imprevedibili attacchi mafioso-delinquenziali. Prima incendiarono il palazzo municipale, poi distrussero tutti gli automezzi comunali, infine presero di mira alcuni amministratori facendoli oggetto di buste-lettere minatorie con proiettili dentro o lasciati a dozzine davanti la casa di chi scrive. Eppure ci fu chi, in malafede e con perfidia, portò avanti e seguì la pista di una inesistente lotta intestina. Finì come tutti sanno.
Dopo le divisioni delle forze componenti la lista civica, ritornarono al comune i socialisti. Si aprì un’altra era. Dopo un periodo di transizione, dopo un clamoroso e storico bacio in piazza di riappacificazione con il dottore Luparelli, Cristenzio tornò al municipio come vicesindaco di Giovanni Randazzo, deciso a migliorare i socialisti dall’interno. Poi il professore piano piano si allontanò dalla direzione del partito e piano piano uscì, suo malgrado, dalla politica amministrativa.
Ultimamente, si era avvicinato a Rifondazione. Il richiamo del partito comunista lo portò ad affrontare duemila chilometri in bus per manifestare a Roma assieme ai giovani compagni Ferlisi e Nicastro, infine riappacificati.
Ora, nella mattinata di questo 22 settembre, è morto. E’ andato a raggiungere un altro illustre compagno, quel Luparelli assieme al quale ha rappresentato per quasi cinquanta anni la storia democratica del nostro paese. Un paese che, come me, non lo dimenticherà.











Uno dei migliori professori a livello culturale che abbiamo avuto a Milena se non a livello provinciale…. vorrei ricordare un particolare di quando alla fine degli anni ottanta insegnava a me personalmente: “Se nel mio giro in macchina di oggi pomeriggio, incontrerò qualcuno di voi (studenti) prima delle ore 17 domani lo interrogherò” perchè lui stesso pensava che ogni giorno bisognava mettersi a studiare non meno di 2 ore riposo compreso.
Pertanto terrorizzati da queste parole su scritte ogni qualvolta uscivamo prima evitavamo alcune vie dove sapevamo che lui si aggirasse… sempre umile quando entrava nelle case della gente, prima a far capire con discorsi politici quello che stavamo attraversando in quel periodo, e poi se fosse possibile dare almeno un voto in famiglia a quel partito che lui ha amato fino alla fine.
Grazie Professore per il tuo insegnamento….. e per tutte le cose di vita che ci hai insegnato!!!!
Ciao professore, non ti dimenticherò.
Con la scomparsa del compagno Cristenzio Mancuso oggi a Milena si viene a creare un vuoto politico e culturale, difficilmente lo si puo colmare. Il compagno Cristenzio ha dato tutto di se per la nosta comunita’ Milenese a partire dagli anni 60 ha portato avanti tante battaglie politiche cercando di far valere i diritti della povera gente, che in quei tempi venivano calpestati ed umiliati in tutti i sensi, ma tanti questo ancora non l’hanno capito. Mancuso uomo di sinistra in tutti i sensi durante il Suo ultimo mandato politico era sempre presente al Municipio, tra la gente, disponibile con tutti, cercava sempre di risolvere qualsiasi problema per quel che poteva, al contrario di certi amministratori che non sapendo dare risposte ai cittadini fuggono e si nascondo dietro l’angolo. Ma Mancuso era anche un eccezionale insegnante difficilmente sostituibile per la sua cultura e preparazione.
Anche i giovani avranno un bellissimo ricordo, quanto Lui li incontrava si fermava sempre a parlare con loro cercando di capire le loro esigenze e i loro problemi e sempre con la battuta scherzosa.
Addio professore.
Cristenzio Mancuso,un uomo politico e intellettuale di prim’ordine, una vita spesa per la gente, un amico…
Addio cristenzio.
Ciao prof. mi mancherai … lei non ci credeva… ma io so che ci rivedremo … e parleremo ancora di letteratura e politica … arrivederci ….
Addio Prof.
un buon insegnante non è chi dispensa nozioni, ma chi riesce a trasmettere curiosità e acutezza nell’osservare ed è questo che ha fatto il mio grande prof…per la vita nel cuore
Non ti ho mai votato ma ti ho sempre stimato, riposa in pace professore
UN AMICO-NEMICO
ADDIO PROF.GIA’ MI MANCHI
Tanta gente in chiesa e in piazza ai funerali di Cristenzio Mancuso e una piccola folla fino dentro il cimitero per la tumulazione. Molti suoi colleghi di partito e di scuola da ogni parte della provinicia, tra gli altri Tirrito e Dolce.
In piazza c’erano anche gli ex sindaci Carmelo Cordaro, Antonio Ingrao e Giovanni Randazzo. C’era Michele Mancuso. C’erano tanti amministratori passati e presenti.
Non ho visto il sindaco di ora, sempre presente in cose meno importanti, non ho visto il gonfalone del comune, nemmeno il vicesindaco con la fascia tricolore, non ho visto sfilare una bandiera con la falce e il martello.
Perchè non si è voluto dare degnamente l’ultimo saluto al professore Mancuso?
I comunisti di Milena hanno perso una grande occasione. In assenza del sindaco il vicesindaco avrebbe potuto/dovuto mettersi la fascia e leggere due parole sul compagno Cristenzio. Se non lo permettevano in chiesa, fuori dalla chiesa o al cimitero. Sarebbe bastato questo per fare qualcosa di doveroso, di politico, di sinistra.
Vogliamo fare i nostri complimenti al dottore Cipolla per l’articolo che ha scritto, per quello che ha scritto e per come l’ha scritto. Ha fatto in pochi righi 50 anni di storia politica veritiera con cuore e intelligenza.
Vorrei ringraziare il dr.Cipolla per il bel ritratto che ha scritto del professor Mancuso.
Incontrai per la prima volta il prof.Mancuso nell’agosto del 2006 quando fui loro ospite per alcuni giorni. Lui e sua moglie Mariana rappresentarono per me l’essenza della bellezza siciliana sia per l’estrema cortesia e generosità che mi dimostrarono sia per il senso di cultura e tradizione che permeava la loro quotidianità. La loro era una casa piena di libri, buona cucina e ospitalità. Con il professore e suo figlio Onofrio godetti dalla sua adorata Campanella di uno dei più bei tramonti che abbia mai visto. Il professore non amava solo la politica e la cultura, ma anche la terra, la sua terra dove affondava mani e sudore. Quando nacque Filippo ci venne a trovare e parlando gli dissi che speravo che Filippo crescesse buono, gentile e disciplinato, lui mi rispose un po’ rassegnato e un po’ stizzito: “un borghese!!”
Povero nonno che delusione, suo nipote non sarebbe mai diventato un emule di Che Guevara con la mamma che si ritrovava…
Ci mancherà tanto….
Laura e suo nipote Filippo.
le parole, l’affetto, i pensieri che trovo in questo blog valgono molto ma molto di più di una strada intitolata, di un mezzo busto in bronzo …. ,di un’aula di comuter dedicata … e perfino di una lapide!
Ho saputo della morte del Compagno Cristenzio durante una telefonata con un caro amico di Milena: ho avuto il cuore che ha sospeso per più di un attimo il suo battito ed è cominciato nella mia mente, per autocurarmi la tristezza, il mio “film affettivo e politico culturale” su Cristenzio.
Ritorno a quanto lo riconobbi come persona, io persona si sinistra, giovane maestro e psicologo con passioni antropologiche, e lui maturo politico ed intellettuale: ricordo alcuni giri in macchina con lui e con Masino, su verso la parte alta del paese, sopra Robba Ranni, quasi da carbonari, partendo dal basso per capire le regioni della bassezza della politica per sospingerci verso la bellezza dell’utopia.
Ma dentro di me non sono mai riuscito a comprenderlo fino in fondo a Cristenzio, anche se c’era una stima reciproca forte, sia per le nostre comuni umili origini, sia per appartenenza di area politica e culturale, sia per una vena di parentela.
So che con alcuni compagni ho vissuto una personale “stonatura”, tra la troppa rigidità pregiudiziale delle relazioni politiche e i loro vissuti personali con accenti non sempre coerenti alla prosa ideologica.
Con il passare del tempo sono diventato in parte più tollerante, e oggi mi piace poter continuare a Dialogare anche con quelli che sono stati i limiti di Cristenzio e con quelli che sono stati i suoi pregi: se la storia si potesse fare con i “se”, avrei voluto essere al suo fianco “nella lotta per la terra”.
Ma a volte siamo figli del tempo e dei nostri paradossi: vi può essere stato un rischio nell’amore della terra di Cristenzio? Forse sì? Ma preferisco dire: “Evviva le buone debolezza dell’umanità”. Cristenzio forse è comprensibile in una lettura a tutto tondo, che io posso solo ipotizzare, dei suoi rapporti con la dimensione del potere a Milena, del suo bisogno di realizzazione e della sua leadership, dei conflitti che furono politici, pubblici, ma che ebbero risonanze private.
Ricordo l’ultima volta che recentemente ho visto Cristenzio: sono stato, sospirando con me stesso, ad osservarlo con discrezione e con affetto, cogliendo il suo dolore esistenziale, una sorta di turbamento: non è facile per chi nasce di umili origini, ma ha grandi doti, armonizzare la propria esistenza tra dimensione personale e dimensione pubblica organizzativa.
Ti voglio bene Cristenzio, non solo perchè anch’io sono un po’ Mancuso (questo era il cognome di mia madre), ma perchè ci appartiene la parte “mancusa”, ovvvero quella “sinistra” malattia e pathos (passione) per lo spirito critico, un tormento amorevole per una umanità migliore. Ti Abbraccio insieme a chi ti ha voluto bene e ti vuole bene, per il contributo che hai potuto dare per lo sviluppo del senso del ben comune. Giuseppe Virciglio