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Archive for 26 giugno 2011

I consiglieri comunali di Solidarietà – Sviluppo – Legalità Giovanni Randazzo, Gioacchino Palumbo, Salvatore Schillaci, Giuseppe Mugavero, Sonia Provenzano e Domenico Geraci propongono un Atto di indirizzo  finalizzato alla revoca in autotutela dell’Ordinanza  Sindacale n.11 del 22.06.2011 avente ad oggetto “Instaurazione Sensi unici in via Nazionale e Via Gioberti”.

LA MINORANZA CHE SPIEGA I MOTIVI PER CUI VA REVOCATA L’ORDINANZA DEL SINDACO SUL SENSO UNICO

Visto lo Statuto comunale che stabilisce che Il Consiglio comunale è il massimo organo istituzionale elettivo del Comune e, rappresentando l’intera comunità, determina l’indirizzo  politico, amministrativo ed economico del Comune e ne controlla  l’attuazione, esercita la potestà decisionale, normativa e di auto-organizzazione in conformità alle leggi e alle norme statutarie .

Vista l’Ordinanza Sindacale n. 11 del 22 giugno 2011 avente ad oggetto “Instaurazione Sensi unici in via Nazionale e Via Gioberti” pubblicata in data 22/06/2011 basata sulla considerazione del sindaco che nel periodo estivo, in concomitanza con l’afflusso turistico, si verifica un incremento della
circolazione stradale in modo speciale nella via Nazionale
;per cui sente la necessità di migliorare la circolazione viaria, nella via Nazionale, e di conseguenza nella via V. Gioberti, rendendola fluida e senza pericolo mediante l’adozione di sensi unici;

Vista la nota del 23/06/2011 a firma della maggioranza dei commercianti di Via Nazionale assunta in pari data al protocollo del Comune di Milena al n. 3915 con la quale si chiede l’annullamento del senso unico di Via Nazionale

Rilevato che agli inizi degli anni ’90 fu adottato un simile provvedimento che suscitò vibranti proteste da parte di molti concittadini, così come oggi, che portò l’allora Amministrazione ad annullare il provvedimento

Visti gli articoli 6 e 7 del D.L.vo 30.04.1992 n. 285, citati in detta Ordinanza, dalla lettura dei quali non si ravvisano gli estremi per l’adozione di quanto disposto con la suddetta Ordinanza

Considerato che detta ordinanza crea, oltre che alle problematiche sollevate dai commercianti, uno stravolgimento di tutta la circolazione veicolare del centro aumentando notevolmente il traffico veicolare in alcune strade di carreggiata notevolmente inferiore

Ritenuto che detta Ordinanza:

- è carente di motivazioni, in quanto nel periodo indicato non sono mai avvenuti incidenti o fatti tali che possano determinare e giustificare l’adozione di una Ordinanza di tal genere

- è contraddittoria in quanto si cita il periodo estivo come periodo critico ma nel dispositivo l’Ordinanza non fissa un termine temporale ma è a tempo indeterminato

- mira al raggiungimento di interessi particolari di pochi a danno degli interessi della quasi totalità dei cittadini

Considerato che si ravvisa una ingerenza da parte del Sindaco in quello che è un adempimento di natura gestionale e che, quindi, rientra nel novero delle competenze dirigenziali,

Rilevato che preliminarmente alla emanazione di detta Ordinanza, da parte del dirigente, è necessaria la delimitazione del centro abitato con relativa deliberazione da pubblicarsi per trenta giorni all’albo pretorio

Ritenuto che il Consiglio Comunale debba esprimersi in ordine agli indirizzi da dare alla Giunta Municipale in ordine al Piano del Traffico, anche se il nostro è un Comune al di sotto dei 30.000 abitanti

Ritenuto inoltre che in riferimento alla problematica in oggetto sia auspicabile la massima condivisione su una problematica di carattere generale

Tutto ciò premesso e ritenuto, CHIEDE

- al Sindaco la immediata revoca dell’Ordinanza Sindacale n.11 del 22.06.2011 avente ad oggetto “Instaurazione Sensi unici in via Nazionale e Via Gioberti” e il conseguente ripristino dei sensi di marcia revocati con detta Ordinanza, per le superiori considerazioni,

di impegnare il Consiglio Comunale, con successivo provvedimento, ad adottare una delibera nella quale si diano  indirizzi di carattere generale per l’adozione del Piano del Traffico.

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LEGGI L’ATTO DI INDIRIZZO INTEGRALE (altro…)

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Partecipazioni alla manifestazioni pubbliche religiose

di Giuseppe Virciglio

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1963 – Padre Taffaro in visita pastorale ad Asti

Affrontiamo ora il discorso della partecipazione dei milocchesi alle manifestazioni pubbliche organizzate appositamente per richiamare la loro presenza. Gli elementi di richiamo sono stati, nel tempo, di carattere religioso, polito-religioso, folcloristico, teatrale e culturale in senso stretto.

Il soggetto-oggetto catalizzatore della stragrande maggioranza di questi appuntamenti è stato l’arciprete di MilenaL’arciprete, le cui visite hanno assunto nel tempo una totalità quasi democristiana, è stato soprattutto per i meno giovani, una sorta di specchio su cui poter proiettare la propria identità etnica.

A cavallo degli anni ’70, ben tre paesani di Milena, da poco ordinati sacerdoti, vennero ad Asti a celebrare messa e furono accolti calorosamente dai loro compaesani immigrati.

Inoltre, sempre nello stesso periodo, l’altro sacerdote di Milena, don Girolamo Falcone, venne diverse volte ad Asti per fare visite pastorali che avevano un carattere più informale di quelle dell’arciprete Taffaro.

A proposito di religiosità, c’è da dire che la maggior parte degli immigrati seguono la chiesa cattolica. Al di là di una certa conflittualità con la figura del prete, il milocchese continua ad avere con i santi un vincolo di tipo comparatico e pensa sostanzialmente che non sia necessario frequentare assiduamente la chiesa.

Accanto ai cristiani cattolici, un’ottantina di milocchesi ad Asti partecipano attivamente, in parte al culto della Chiesa Evangelica e, in maggior numero, a quello della Sala del Regno.

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Le ultime su di…pietro!

Se Antonio Di Pietro riceve i complimenti di Silvio Berlusconi e le accuse del Pd, c’è qualcosa che non va…

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Il leader di Italia dei Valori nelle ultime ore ha cambiato strategia in modo tanto spettacolare quanto sospetto.

In occasione della verifica di maggioranza, ha invitato l’opposizione ad evitare di unirsi solo per colpire Berlusconi e di provare a proporre, una buona volta, qualcosa di concreto. Ha invitato Bersani, insomma, a dimenticare l’opposizione e candidarsi a vera alternativa di governo. Fiato sprecato? No, perché la vecchia volpe Tonino sta cercando un riposizionamento elettorale in vista delle urne. Che il voto sia anticipato al 2012 o arrivi a scadenza naturale nel 2013 poco cambia. Idv non è e non vuole più essere considerata la ruota di scorta dei democratici, accanto a Sel e Vendola. “E’ l’ora di lanciare l’Idv2, da forza d’opposizione a forza di governo”, annuncia Di Pietro sul Manifesto. E poi la bordata: “L’opposizione non si fa solo a sinistra”. L’ex pm riserva sorprese anche sul caso P4. Da giustizialista, ci si aspetterebbero toni infuriati su Bisignani e chi è finito nella rete delle intercettazioni, e invece Di Pietro usa l’estintore: “Non si vedono reati”. Altro colpo a chi spera sempre nella spallata al Cav.
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Ricevo e volentieri pubblico un articolo dell’amico Marco Invernizzi, apparso sul giornale elettronico labussolaquotidiana.it del 13/06/2011. Alessandro Pagano

LADY GAGA. LE MENZOGNE E IL POTERE

di Marco Invernizzi

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La menzogna più grave è quella che si cerca di fare apparire normale ciò che non lo è. Questo è accaduto a Roma, sabato 11 giugno al Circo Massimo, al termine dell’Europride, con il comizio di Lady Gaga e la venerazione mediatica che ha accompagnato l’evento.
Si è cercato infatti di fare apparire come normale l’amore “senza limiti”, come ha detto la popstar, l’amore che prescinde dalla natura.

La  “rivoluzione dell’amore” evocata durante l’evento del Circo Massimo viene da lontano, almeno dal 1968, e si vuole estendere a tutti i Paesi che, come l’Italia, non hanno ancora riconosciuto giuridicamente il matrimonio gay, come esplicitamente Lady Gaga ha detto al termine del suo discorso, proponendolo come obiettivo politico da raggiungere nel “tempo presente” e fornendo l’elenco di questi Paesi, come per annunciare un itinerario politico da perseguire nell’immediato futuro: Lituania, Russia, Polonia, Libano ecc…

Tutto il resto è di contorno, anche se un contorno importante che merita di essere ricordato. Intanto, risulta patetico il tentativo di fare apparire come parte perseguitata il mondo GLBT (gay, lesbica, bisessuale, transessuale) che riceve un messaggio del segretario di Stato Hillary Clinton, che riesce a far venire appositamente a Roma, attraverso la mediazione dell’ambasciatore americano, la star considerata da Forbes (2011) come la celebrità più potente del pianeta, che mobilita i media di tutto il mondo.

Ma c’è di più. C’è una pressione straordinaria concentrata contro chi è rimasto fedele a una dottrina che riconosce l’esistenza della natura sessuata, dell’amore come progetto per sempre fra un uomo e una donna, e dell’esistenza di limiti morali che la stessa natura indica come non valicabili, appunto non negoziabili. Ma chi nel mondo occidentale è rimasto ancora fedele a questa prospettiva oltre al Papa, al suo Magistero e ai cattolici che gli sono accanto? La domanda non è peregrina.

Quali pressioni sono state esercitate affinché il sindaco di Roma on. Gianni Alemanno, concedendo il patrocinio all’Europride e dando il benvenuto a Lady Gaga perdesse l’onore e l’apprezzamento di molti dei suoi sostenitori che hanno faticato per farlo diventare sindaco nel 2008? E chi ha spinto la
Presidente di centro-destra della Regione Lazio Renata Polverini a intervenire alla manifestazione per prendersi una selva di fischi?

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Geronticidio in Sardegna

di Claudia Zedda

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KALARIS di Claudia Zedda

La tradizione sarda è ricca di misteri alcuni più cruenti di altri, e non di rado a scoprirli e rispolverarli sorprendono e disarmano. E’ questo il caso del geronticidio. Chiunque conosca il significato della parola storce il naso, gli altri probabilmente attendono una spiegazione.

La pratica è attestata dai commentatori classici anche per la Sardegna e prevedeva la morte rituale degli anziani che avessero superato il settantesimo anno di vita da effettuarsi ad opera dei propri figli.

A rendere tanto spregevole il rituale è la decontestualizzazione, e seppure mai giustificabile, l’assassinio rituale ha delle spiegazioni fortemente
connesse a quel ciclo infinito che vede come protagonista ed antagonista rispettivamente la vita e la morte.

La pratica prevedeva che il padre settantenne venisse accompagnato dal figlio, probabilmente il maggiore che ne avrebbe poi fatto le veci, presso un dirupo o un baratro a seconda di ciò che la morfologia del territorio offriva. E’ probabile che l’anziano non presentasse lamentele, i rituali hanno il
pregio e il difetto di essere pienamente prevedibili. Raggiunto il luogo l’anziano veniva bastonato e gettato dal figlio contro il dirupo trovando ovviamente morte certa.

A sorprendere più di altri particolari il ghigno e le disumane risa stridule di cui si riempiva, sempre secondo quanto riportato dai commentatori classici, il volto dei giovani assassini e delle vittime. Un riso forzato che alcuni chiameranno poi Riso Sardonico.

A parlare di questa pratica per altro diffusa in buona parte del territorio mediterraneo fra i primi ci pensa Timeo di Turomenio, che riporta l’uso anche per la realtà isolana. Le uccisioni secondo quanto riportato da Timeo erano portate a termine in onore di Kronos. Demone ed Eliano da Palestrina si spingono oltre e ricordano per l’isola non solamente l’usanza del Geronticidio, ma parlano anche di quel forzato riso che dipingeva le facce degli
assassini rituali e vittime, ricordando come fosse provocato dall’uso di un erba particolarmente diffusa su tutto il territorio sardo.  La spiegazione all’utilizzo di quest’erba risulta semplice. Avvicinarsi alla morte impauriti e vili sarebbe stata cosa turpe.

Quello che davvero sorprende è quanto a lungo la memoria di un rito tanto antico si sia mantenuta. Ancora oggi a Gairo è comune sentire la frase “is
beccius a sa babaiecca”, i vecchi alla babaiecca e in quest’ultima si dovrebbe ritrovare l’etimo babai,  padre. Babaiecca è effettivamente una roccia a picco distante più o meno un chilometro dalla vecchia Gairo e tradizionalmente si ritiene che quella fosse il luogo in cui anticamente il rituale si svolgeva. La gola profonda otto metri e ricerche recenti paiono attestare il fatto.

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Gran Bretagna. Uno studio britannico pubblicato sulla rivista richiede nuove strategie coraggiose e aggressive sul fronte della Sanità pubblica

Lancet: «L’alcol è più dannoso dell’eroina e del crack»

di Alessandra Baldini

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Londra. L’alcol è la droga più dannosa di tutte: è persino più nociva di eroina e crack quando ne vengono presi in considerazione i danni per la salute di chi lo usa e anche per il resto della società. Lo sostiene uno studio britannico pubblicato sulla rivista Lancet.
Una ricerca condotta da David Nutt, l’ex consigliere del governo per la lotta alla droga licenziato lo scorso anno dal ministro dell’Interno, suggerisce che il danno complessivo prodotto dagli alcolici richiede strategie coraggiose e aggressive sul fronte della sanità pubblica.
Lo studio riapre il dibattito sulla classificazione degli stupefacenti in Gran Bretagna e sulla necessità di una campagna complessiva contro l’alcolismo.
Proprio ieri in tutto il Regno Unito è stato lanciato un appello al ministero dell’Interno perché affronti i problemi posti dall’alcolismo «passivo», muovendosi sull’esempio delle campagne contro il fumo passivo: «Troppe aree del Paese sono vittima di vandalismi, vomito, risse e altri comportamenti asociali» legati al consumo eccessivo di alcolici, si legge nel documento di tre organizzazioni tra cui «Open All Hours?», un gruppo che si batte per una regolamentazione degli orari dei pub.

Lo studio di Lancet va un passo oltre: se le droghe fossero classificate per il danno che producono, sostengono Nutt e i suoi colleghi dell’Independent Scientific Committee on Drugs, gli alcolici, venduti liberamente in Gran Bretagna a differenza di droghe come ecstasy o marijuana, dovrebbero rientrare nella categoria A con l’eroina e il crack.
Nella classificazione di Lancet, su una scala di nocività da 1 a 100, l’alcol è a quota 72, l’eroina a 55 e il crack a 54.
Gli alcolici sono tre volte più dannosi di cocaina (27) e del tabacco (26), si legge sulla rivista scientifica britannica, mentre i danni dell’ecstasy (9) sono appena un ottavo al pari degli steroidi e prima dell’Lsd (7) e dei funghi allucinogeni (5).

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Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Giovanni 6,51-58.

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Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane  vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del  mondo».
Allora i Giudei si misero a discutere tra di loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?».
Gesù  disse: «In verità, in verità vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avrete in voi la vita.
Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno.
Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda.
Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue dimora in me e io in lui.
Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia di me vivrà per me.
Questo  è il pane disceso dal cielo, non come quello che mangiarono i padri vostri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno».

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