MOMENTI D’INCONTRO TRA PARENTI
di Giuseppe Virciglio
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Il grado della “milocchesità” varia considerevolmente all’interno della comunità di milocchesi residenti ad Asti, come dal modello dei cerchi concentrici; nel primo cerchio metteremo la parentela e via via l’amicizia, il vicinato per arrivare alla comunità.
Iniziamo delineando dapprima i momenti d’incontro caratterizzanti la “frequentazione”, con particolare riferimento, nell’ordine, ai rapporti tra le famiglie, ai luoghi di ritrovo degli uomini milocchesi e, infine, alle manifestazioni pubbliche di richiamo per la comunità.
A livello di parentado ci si può ritrovare anche più volte alla settimana.
Cognati e cognate, fratello e sorella, suocere e nuore, figli sposati e genitori, solitamente hanno in comune forme minimali di cooperazione per attività legate alla gestione della famiglia e al tempo libero, che possono presupporre uno scambio di oggetti o di servizi, che spesso si risolve in brevi, ma ripetuti, contatti. Questa modalità di rapporto è consacrata con apposite visite ai parenti, relegate perlopiù al pomeriggio della domenica, che sono considerate il simbolo dell’unione tra parentado e sottintendono disponibilità alla solidarietà in caso di bisogno.
Anche se con minore frequena, possiamo ritrovare scambi di visite domenicali tra amici spesso legati dal vincolo di comparatico.
In questo tipo di incontro vi deve essere un rigido equilibrio nello scambio delle visite, nel senso che gli incontri debbono avvenire alternativamente a casa di uno o dell’altro, per dimostrare la tendenza equalitaria del rapporto.
Esiste poi una rete di incontri, costituita da scambi di visite che si estendono alla parentela allargata, sia agnatizia che cognatizia e ai “conoscenti”, ovvero persone con le quali si è avuto un buon rapporto di vicinato a Milena e ad Asti.
Questo scambio di visite è legato a decessi, nascite, e malattie; in quest’ultimo caso se la malattia è grave sarà fatta durante la degenza, comunque, necessariamente, dopo la guarigione. Spesso le persone più anziane si preoccupano di non far sapere che un congiunto è affetto da una malattia cronica, perchè provano segno di vergogna, ritenendo che, se gli estranei vengono a conoscenza della salute cagionevole del congiunto, possa essere intaccato l’onore della famiglia.
La visita è la sopravvivenza più o meno formale dell’antica solidarietà che prevedeva uno scambio alimentare: una volta, al paese era solitamente costituito da pacchi di pasta, olio, uova e galline, nei primi casi; e zucchero, uova e ciambelle in caso di malattia; ora avviene solamente lo scambio di generi voluttuari (zucchero, caffè, dolci e bottiglie di liquore), ricalcando il modello della vecchia aristocrazia milocchese.


















