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Archivio per 28 maggio 2011

Ob…sessed

Mister Obama, ai em persequitated …

ENNESIMA BUFFONATA DI SILVIO

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Durante   i lavori del G8 si avvicina, quatton quattoni, a Barack e gli pronuncia frasi  strane:
- Mister Obama, ai em persequitated …
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in un inglese maccheronico che induce l’interprete a precipitarsi in  mezzo alla coppia di fatto per cercare di far comprendere al Presidente ( quello  vero, a stelle e strisce ) il significato di certe assurdità in lingua – questa  volta – inglese.
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- Ai  hev a niu magiority
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minchia … avrà studiato ad Oxford ???
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Risultato:  il solito sfogo contro i giudici di sinistra e giramento di palle di Obama, con  sguardo commiserativo della Merkel e di Sarkozy.
Un’altra  figura di merda che l’Italia poteva risparmiarsi.

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Souvenir de Milena

Fotomostra dell’arch. Licata ad Aix-les-Bains

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Dirigenti di MILENA MIA con il presidente del consiglio comunale di Milena Salvatore Tona

E’ ritornato da Aix-les-Bains soddisfatto del suo viaggio l’architetto Giuseppe Licata che ha tenuto una mostra fotografica su Milena e il suo primo pensiero va a: Joseph Tona, Evelyn e Giuseppe Cacciatore e Josette Cannella presidente dell’associazione “Milena Mia” e soprattutto al sindaco di Aix Domenique Dord per l’accoglienza che gli è stata riservata.

La mostra è stata ben accolta e ha riscosso un grande successo, le gigantografie dei vari scorci di Milena, una volta chiuso l’evento, sono state donate all’associazione degli immigrati nella cittadina della Savoia. Sono tutte belle, ma ce n’è una, panoramica, che le supera tutte per bellezza: Milena emerge dalla nebbia e in lontananza si vede il vulcano innevato dell’Etna.

Il resto delle foto intende sottolineare il nostro paese come Città-Giardino, come in effetti è per essere immerso nel verde collinare. L’architetto, in una nota scritta in francese (che pubblichiamo alla fine dell’articolo) che accompagna la mostra descrive la storia del nostro paese.

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Artigianato doc MM

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di C.L.

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La privacy dei cittadini, secondo quanto prevede la legge, va rispettata, oppure il presidente del consiglio ed i consiglieri, nell’esercizio delle loro funzioni, possono accedere a questioni personali di privati cittadini?

Il nuovo difensore civico è il dott. Giuseppe Claudio Sestilio Cipolla

Il difensore civico di Milena

E’ l’interrogativo venutosi a determinare in occasione dell’ultima seduta consiliare a proposito del punto relativo alla relazione del difensore civico Giuseppe Claudio Sestilio Cipolla riguardo alla sua attività svolta nel periodo 2009/ 2010.

E’ accaduto infatti che il presidente del consiglio Salvatore Tona ha chiesto e ottenuto il rinvio del punto all’ordine del giorno. Salvatore Tona aveva indirizzato al difensore Civico richiesta formale e per iscritto per avere copia di alcuni atti relativi alle attività svolte dallo stesso.

A tali richieste, tuttavia, il Difensore Civico non avrebbe ritenuto di rispondere, con la conseguenza che, secondo il presidente del consiglio, mancando tali documenti, né lui né altri consiglieri comunali avrebbero potuto esprimere in consiglio alcuna valutazione sul contenuto della relazione del difensore civico e sull’attività da lui svolta. Il difensore civico, che svolge la sua funzione gratuitamente, nella sua relazione ha però eccepito di non poter rilasciare copia degli atti in quanto si tratta di questioni tutelate dalla legge sulla privacy.

Una presa di posizione che, tuttavia, secondo il presidente del consiglio, sarebbe “infondata”, per cui lo stesso Salvatore Tona ha chiesto di mettere ai voti la proposta di rinviare il punto all’ordine del giorno, con invito al difensore civico di trasmettere copia di quanto richiesto sino ad ora da parte del presidente del consiglio o di quanto sarà richiesto in futuro dai consiglieri nell’esercizio del loro mandato.

La votazione ha visto la proposta del presidente del consiglio accolta a maggioranza con 8 voti favorevoli e 7 contrari da parte dei consiglieri Cipolla, Vitellaro, Mattina, Di Marco, Mantione, Ferlisi, Carlino.

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L’attuale conflitto anti Gheddafi riporta alla mente il ruolo dell’Italia nel 1911 e l’illusione siciliana di trovare nuove terre dove emigrare

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La guerra in Libia? Già cent’anni fa ci provammo a fare colonialismo

di Filippo Falcone

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Come è noto – per i recenti fatti legati alla rivolta popolare anti Gheddafi – la questione libica è tornata negli ultimi tempi alla ribalta internazionale.
Con questo paese del nord Africa l’Italia ha, nei decenni, avuto rapporti invero assai travagliati e controversi. Ciò a partire dall’impresa italiana di Libia del 1911 (che cadeva proprio nel primo cinquantesimo dell’unità d’Italia). Quella scelta fu tra le più importanti, di politica estera, dell’allora presidenza Giolitti.
Anche l’Italia, dunque, con la conquista della Libia, dopo Inghilterra, Francia e Germania decideva di intraprendere una politica coloniale in nord Africa. Quella decisione comportò una dura presa di posizione antimilitarista dei socialista italiani, che organizzarono in tutto il Paese la «Settimana rossa», con scioperi e agitazioni che si svolsero tra il 7 e il 14 giugno di quell’anno.
In Sicilia le manifestazioni più imponenti si ebbero a Palermo, Catania e Messina.

Nel  settembre 1911 l’Italia, sotto la ferrea guida del comandante Luigi Caneva, dichiarava guerra alla Turchia per il possesso della Libia. Va ricordato che in quelle operazioni militari non mancarono processi sommari, impiccagioni e fucilazioni nei confronti dei ritenuti “ribelli” libici.
L’adesione all’impresa Tripolitana venne vista positivamente dai siciliani – come giustamente scrive Esperia Ghezzi Ganazzoli, nel suo libro «Le agitazioni antimilitariste in Sicilia e i socialisti» (1981)  -  soprattutto perché essi speravano di ricavarne notevoli vantaggi economici. La povertà del deserto libico invece si presentò ben presto in tutta la sua dura realtà. Maggiormente provati infine ne risultarono proprio i siciliani.
Le iniziali entusiastiche aspettative isolane, si erano fatte sentire anche a Caltanissetta. Uno dei portavoce ufficiali pro-impresa libica fu G. Messina Averna, che, nel 1912, pubblicò un libricino dal titolo «Il moderno imperialismo e la conquista della Tripolitania».

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Casalinghe disperate in cerca di un aiutino

Elvira Seminara

di Elvira Seminara

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Bree ha sotterrato un marito e un amante, sistemato un altro marito in sedia a rotelle, accompagnato un figlio (omicida per caso) in istituto di rieducazione, e aperto e chiuso nel frattempo un’azienda di catering che l’ha resa anche scrittrice di successo, il tutto prima da alcolista poi da sobria. Adesso ha un compagno di vent’anni meno e cura solo i fiori.
La sua amica Gabrielle ha sposato due volte lo stesso uomo intervallato da  un altro marito (che ha tentato di uccidere) e da un amante minorenne, ha assistito il primo marito – carcerato e poi cieco – lo ha recuperato quando stava per scappare con una suora (laica) e pure quando lui era in bancarotta, fino a impazzire scoprendo che sua figlia in realtà non è tale, perché l’hanno scambiata in culla.
E che dire di Susan, illustratrice per l’infanzia  e poi spogliarellista sul web? Per fortuna è divorziata prima che la conoscessimo, ha avuto una serie  di compagni, ha cercato il padre sconosciuto e si è infine fermata con un improbabile idraulico ex detenuto poi tossico, che fra un lavandino e uno scaldabagno trova il tempo per qualche atto sanguinoso. Ora lei ha perso un rene, la casa, il lavoro, ma non le amiche di cui sopra.
Fra cui Linette ovviamente. Sempre lo stesso marito, solo un amante ma tanti lavori (top manager e poi titolare di pizzeria, che bella la flessibilità d’America) e tanti figli, di cui uno con fidanzata uccisa e un altro indiziato per attentato. E poi un tumore sconfitto… Confusi?

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