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Archivio per 25 maggio 2011

Ecco l’elenco degli incidenti nucleare di cui abbiamo notizia

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1952 Chalk River (Canada). L’errore di un tecnico provocò una reazione che portò alla semidistruzione del nocciolo del reattore.

1952 Usa. Un incidente con reattore Argon. 4 morti accertati.

1955, febbraio, Atlantico. La nave appoggio Fori-Rosalie della Royal Navy affonda nell’Atlantico 1500 recipienti contenenti ciascuno una tonnellata di residui atomici a 1.600 Km dalle coste inglesi e a 2.000 metri di profondità.

10 marzo 1956 – Mar Mediterraneo. Un bombardiere B-47 precipita nel Mediterraneo con a bordo due capsule di materiale fissile per la realizzazione di bombe nucleari.

27 luglio 1956 – Gran Bretagna. Un bombardiere B-47 in Gran Bretagna slitta sulla pista e va a colpire un deposito contenente sei bombe nucleari.

1957, ottobre. Windscale (GB). Fusione del nocciolo (l’incidente più grave che possa accadere in una centrale). Il reattore viene inondato. Fuga di radioattività pari al 1/10 della bomba atomica di Hiroshima. La nube radioattiva arriva fino in Danimarca. La radioattività su Londra si eleva 20 volte oltre il valore naturale (Londra dista da Windscale 500 km). Il consumo di latte è vietato in un raggio di 50 km (ogni giorno vengono gettati 600.000 litri di latte).

7 ottobre 1957 -Sellafield (Gran Bretagna) (scala Ines 5). Nel complesso nucleare di Windscale in Gran Bretagna, dove si produce plutonio per scopi militari, un incendio nel nocciolo di un reattore a gas-grafite (GCR) genera una nube radioattiva imponente. I principali materiali rilasciati sono gli isotopi radioattivi di xenon, iodio, cesio e polonio.La nube attraversa l’Europa intera. Sono stati ufficializzati soltanto 300 morti per cause ricondotte all’incidente (malattie, leucemie, tumori) ma il dato potrebbe essere sottostimato.

Settembre 1957 – Kyshtym (Unione Sovietica) (scala Ines 6). In una fabbrica di armi nucleari negli Urali, una cisterna contenente scorie radioattive prende fuoco ed esplode, contaminando migliaia di chilometri quadrati di terreno con una nube di 20 milioni di curie. Il rilascio esterno di radioattività avviene a seguito di un malfunzionamento del sistema di refrigerazione di una vasca di immagazzinamento di prodotti di fissione ad alta attività. Vengono esposte alle radiazioni circa 270mila persone. Si stimano per le conseguenze dell’incidente oltre 100 morti.

1958 Usa. Un incidente a Oak Ridge: 12 persone investite dalle radiazioni.

1958 zona Urali (Urss). Catastrofe nucleare a causa dell’esplosione di un deposito di scorie radioattive. Centinaia di morti. Decine di migliaia di contaminati. Migliaia di km ancora oggi recintati.

3 gennaio 1961 – Idaho Falls (USA). A seguito di un incidente in un reattore sperimentale di Idaho Falls negli Stati Uniti, muoiono tre tecnici.4 luglio 1961 – URSS. La fuoriuscita di radiazioni per un guasto al sistema di controllo di uno dei due reattori di un sommergibile atomico sovietico provoca la morte del capitano e di sette membri dell’equipaggio.

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In Italia fino a 25mila morti all’anno Sempre più giovani i bevitori a rischio

di Maria Emilia Bonaccorso

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L’esperto: «L’alcol è una droga-ponte che traghetta verso cocaina e sostanze sintetiche.

In Italia le morti attribuibili all’alcol sono fra le 21 e le 25 mila ogni anno, contro alcune centinaia di morti per droga.

Lo spiega Emanuele Scafato, direttore dell’Osservatorio nazionale alcol dell’Istituto Superiore di Sanità e Presidente della SIA, la Società italiana alcologia, commentando lo studio pubblicato su Lancet che lancia un allarme su quella che viene indicata la più pericola delle sostanze stupefacenti. Un’analisi di fatto condivisa dallo stesso Scafato che definisce l’alcol una «droga ponte» verso altre sostanze.

I nuovi bevitori a rischio in Italia si differenziano dal resto della popolazione italiana che consuma alcol (56,7% del totale) perchè sono giovani, uno su tre ha meno di 24 anni, sono soprattutto maschi e vivono nelle regioni del Nord. A disegnare questo identikit è il rapporto 2009 Passi (Progressi delle Aziende Sanitarie per la Salute in Italia), dell’Istituto Superiore di Sanità.

Da 10 anni, spiega Scafato, si è cominciato a parlare di «binge drinking»: si assumono sei o più unità alcoliche in un’unica occasione (un’unità è pari ad una lattina di birra o a un bicchiere di vino, ndr), ma, a suo parere, non si è colto, nel corso degli anni, «il reale pericolo dell’impatto culturale di un modello del bere che ha portato alla diffusione di questa pratica tra i giovani»: una moda sostenuta in tutta Europa da verificate strategie di marketing e dalla seduzione delle pubblicità.

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Grasso bacchetta Alfano

Riforma Giustizia, match Grasso-Alfano

Il procuratore: «Difficile dialogare con chi ti prende a schiaffi».

Il Guardasigilli: «I magistrati resteranno indipendenti»

di Giorgio Petta
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Palermo. «È difficile dialogare con chi ti prende a  schiaffi. È difficile non essere preoccupati quando i magistrati vengono considerati matti, utopisti, antropologicamente diversi, perfino un cancro da estirpare…». Arrivano come pugni le parole del procuratore nazionale Pietro Grasso. Di fronte a lui, Angelino Alfano, il Guardasigilli.

Ed è la riforma della giustizia – quella che ormai dovrebbe essere in dirittura d’arrivo tra contestazioni e polemiche – il tema del confronto. Rapido e veloce come un round di boxe. Con il giornalista Giovanni Minoli a fare da arbitro di un match che si svolge sotto lo sguardo attento di migliaia di ragazzi che affollano – nel giorno di Giovanni Falcone – la grande astronave verde dell’aula-bunker dell’Ucciardone e che applaudono, condividendole, le parole del procuratore antimafia.

Che torna alla carica. «È difficile – aggiunge – smorzare la tensione. Tenteremo, ma è come cercare di dialogare con chi ci prende a schiaffi. Dobbiamo usare il Vangelo e porgere l’altra guancia. Però la delegittimazione rende tutto più difficile. Più che riforma della giustizia, parlerei di riforma del rapporto tra magistratura e politica. La riforma che i cittadini aspettano – prosegue Grasso – è qualcosa di diverso. È un processo che possa celebrarsi rapidamente, è la possibilità per le vittime di vedere riconosciuti i loro diritti».
«La pietra angolare della nostra riforma – replica Alfano – è la parità tra l’accusa e la difesa. Lavoreremo sempre perché ci sia l’autonomia e l’indipendenza dei magistrati. Nessuna nostra riforma vorrà mai mettere i pubblici ministeri sotto l’Esecutivo, perché crediamo che l’autonomia e l’indipendenza dei magistrati sia un presidio di legalità che non va toccato e sia uno dei fondamenti dello Stato di diritto su cui non vogliamo assolutamente intervenire».

Sulla separazione delle carriere, afferma il Guardasigilli, era d’accordo anche Falcone. Ma Grasso ribatte con veemenza: «Falcone voleva separare
le carriere ma non sottrarre ai pm la direzione delle indagini».

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Referendum al buio? Passaparola!

Oltre ad inoltrare questa email-testimonianza, riporto l’indirizzo di un articolo interessante (http://www.forumcivico.it/referendum-12-13-giugno-2011-325.html), che oltre  a citare il testo integrale dei quattro punti su cui si voterà al referendum, chiarisce due dettagli utili per molti di noi che non sono in Italia o nel proprio comune di residenza:

1. Come vo­tare ai re­fe­ren­dum dall’estero
2. Per le ele­zioni o i re­fe­ren­dum, posso vo­tare in una città di­versa dalla mia città di residenza?

PASSAPAROLA !

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Ciao a tutti,

confermo la necessità di questo passaparola,  aggiungendo che si tratta di informazione per ri-affermare i diritti costituzionalmente garantiti . Il dramma è che sembra la maggior parte della  popolazione non sia consapevole di quanto sta avvenendo. Quello che Vi porto è solo un piccolo esempio. Sono una ricercatrice, mi occupo di diritto ambientale e di risorse idriche. Ieri mattina dovevo intervenire ad un programma RADIO RAI (programmato ormai da due settimane) per parlare del referendum sulla privatizzazione dell’acqua e chiarirne meglio le implicazioni giuridiche. E arrivata una circolare interna RAI alle 8 di ieri mattina che ha vietato con effetti immediati a qualunque programma della RAI di toccare l’argomento fino a giugno (12-13 giugno quando si terrà il referendum), quindi il programma è saltato e il mio intervento pure.

Questo è un piccolo esempio delle modalità con cui “il servizio pubblico” viene messo a tacere e di come si boicotti pesantemente la possibilità dei cittadini di essere informati e di intervenire (secondo gli strumenti garantiti dalla Costituzione) nella gestione della res publica. Di fronte a questa ennesima manifestazione di un potere esecutivo assoluto che calpesta non solo quotidianamente le altre istituzioni, ma anche il popolo italiano di cui invece si fregia di esser voce ed espressione, occorre riappropriarci della nostra voce prima di perderla definitivamente.

Il referendum è evidentemente anche questo!

RICORDATEVI CHE DOVETE PUBBLICIZZARLO VOI IL REFERENDUM…

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