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Archivio per 20 maggio 2011

Il prof. Talarico su Raiuno a «mattina in famiglia»

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Il prof. Francesco Talarico (nella foto) è stato invitato a partecipare alla trasmissione televisiva “Mattina in famiglia”  in diretta su Raiuno alle  ore 8 di sabato condotta da Tiberio Timperi e Miriam Leone.

Il prof. Talarico, direttore dell’unità operativa di chirurgia vascolare del presidio ospedaliero S. Elia di Caltanissetta, presenterà i più recenti  risultati delle attività svolte nel reparto nisseno, dove vengono effettuati interventi chirurgici all’avanguardia e sono in corso procedure terapeutiche con metodiche innovative e sperimentali.

Durante la trasmissione sarà anche presentato il Congresso nazionale “Giornate Nissene di Chirurgia Vascolare” Attualità in Chirurgia Aortica e carotidea, alla sua seconda edizione, organizzato dal Prof. Francesco Talarico, che si svolgerà nella sala congressi del Castello di Falconara  a Butera dal 1 al 3 giugno 2011. Al congresso prenderanno parte fra i più importanti chirurghi vascolari e angiologi regionali e nazionali.
Sarà  un’occasione di confronto e aggiornamento, per fare il punto della stato dell’arte nel comparto a livello italiano. Giorno 1 giugno avrà luogo, inoltre, una tavola rotonda alla quale è prevista la presenza di esponenti della politica regionale e dirigenti della sanità siciliana.

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Le fobie pidielline

OMOFOBIA

La Commissione della Camera boccia il testo del Pd

L’ira della Carfagna contro il Pdl

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Martedì si è celebrata la Giornata Mondiale contro l’omofobia e oggi, dopo oltre un anno di dibattito, la Commissione Giustizia della Camera ha bocciato il testo unificato sull’omofobia messo a punto dalla relatrice Paola Concia (Pd). Contro il testo hanno votato i deputati del Pdl, della Lega e e dei Responsabili. L’Udc si è divisa: Luisa Santolini e Roberto Rao hanno votato contro, mentre Lorenzo Ria si è astenuto. Il provvedimento è stato respinto con 26 no e 17 sì. Il Pd ha quindi chiesto che si ritornasse al testo originario, quello firmato da Antonello Soro (Pd). E sarà questo che verrà esaminato dall’aula della Camera il prossimo 23 maggio.
Carfagna: il Pdl ha perso una occasione -
“Il Popolo della libertà, col voto di oggi in Commissione, ha perso un’occasione. Il testo, infatti, non prevedeva il reato di omofobia, ma introduceva aggravanti per i reati commessi a scopo discriminatorio; una norma di stampo europeo. Voterò a favore del provvedimento non appena arriverà in Aula”. Così il Ministro per le Pari Opportunità, Mara Carfagna, dopo il voto in Commissione alla Camera.
Concia (Pd), basta ideologie, approviamo insieme legge -
Ieri la relatrice del testo Paola Concia aveva inviato a tutti i componenti della Commissione Giustizia della Camera una lettera nella quale ricordava che la proposta di legge era all’esame della Camera da 959 giorni; che era già il frutto di una mediazione politica; che si trattava di rispetto dei diritti umani fondamentali. “Questa non è una legge degli omosessuali – aveva scritto Concia – né di una riserva indiana. E’ una legge di civiltà che appartiene a tutta la collettività, come ha ripetuto più volte il nostro presidente della Repubblica Giorgio Napolitano”. Ed è proprio l’appello lanciato ieri dal capo dello Stato in occasione della Giornata contro l’omofobia, che, secondo la Concia, “è stato del tutto disatteso dalla maggioranza”.
No alla presenza della Mussolini -
Durante la votazione, il Pdl, non ha accettato che fosse Alessandra Mussolini a sostituire un esponente berlusconiano assente. “E questo – sostiene la parlamentare – perché sapevano benissimo che io avrei votato a favore di questo provvedimento”. “Quella di oggi – commenta la parlamentare del Pd Barbara Pollastrini – è una pagina cinica, disumana e all’insegna dell’inganno visto che il Pdl continua a sostenere che contro questo testo erano già state votate le pregiudiziali di costituzionalità”. “Cosa falsa – conclude – perché il provvedimento per il quale erano state votate le pregiudiziali era un altro e parlava più in generale di ‘orientamento sessuale’ e ‘identità di generé. Ora invece, nel testo della Concia, si parla di ‘omofobia’ e ‘transfobia’”.

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Più tempo per migliorare il bilancio

DELIBERA N. 14 del 17-05-2011

 

IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO COMUNALE PROPONE MODIFICHE ALL’ART. 13 DEL REGOLAMENTO PER IL CONSIGLIO COMUNALE IN MATERIA DI CONTABILITA’ 

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PREMESSO  che il comma sesto delll’art. 13 del Regolamento di Contabilità attualmente vigente prevede espressamente che

“I membri del Consiglio possono presentare emendamenti agli schemi del bilancio entro 7 giorni dalla data di trasmissione degli stessi al Presidente del Consiglio” e che il termine di sette giorni riduce drasticamente la possibilità di studio e di approfondimento da parte dei Consiglieri Comunali del progetto di bilancio e che, pertanto, un termine così esiguo non permette ai Consiglieri di esercitare in maniera adeguata il proprio mandato e non pregiudicherebbe la procedura di approvazione del bilancio ma garantirebbe ai Consiglieri Comunali maggiore tempo a disposizione per l’analisi del progetto di bilancio e per la presentazione di eventuali

Salvatore Tona - presidente consiglio comunale

CHIEDE di MODIFICARE  l’art. 13 sesto comma del vigente regolamento di contabilità, sostituendo il termine “7” con il termine “20”

  • Si da atto che partecipa l’Assessore Ingrao.
  • Il Consigliere Randazzo ritiene che la partecipazione al bilancio richieda un tempo più lungo di sette giorni per cui la proposta di venti giorni sia un termine ragionevole, invita, infine,  la Giunta ad accelerare i tempi per l’approvazione del bilancio e che ci si confronti su uno strumento finanziario così importante.
  • Il Consigliere Cipolla ritiene i venti giorni eccessivi ritenendo più che sufficienti dieci giorni. Si passa, quindi, alla votazione della proposta di dieci giorni del Consigliere Cipolla che ottiene il seguente risultato: voti favorevoli n. 7, voti contrari n. 8 (Tona, Vella, Randazzo, Palumbo, Schillaci, Mugavero, Provenzano e Geraci), la proposta viene respinta;

IL CONSIGLIO COMUNALE  APPROVA LA PROPOSTA DEL PRESIDENTE

con i voti a favore di Tona, Vella, Randazzo, Palumbo, Schillaci, Mugavero, Provenzano e Geraci  

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di Lameduck
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I telespettatori italiani, di fronte ad un programma intitolato: “Ora ci tocca anche Vittorio Sgarbi”,  hanno avuto l’unica reazione fisiologica e comportamentale possibile: la fuga, che si abbina così bene alla toccata.  Se mi floppi ti cancello. Programma già kaputt.
Stesso successo, più o meno, del programma di Giuliano Ferrara, con annesso crollo verticale di share. Gli agit-prop storici del nano sulla RAI non bucano lo schermo, te lo fanno spegnere proprio. Non so perchè se ne meraviglino.  Sia Ferrara che Sgarbi imperversarono per anni sulle reti Mediaset, spappolandoli a ormai generazioni di telespettatori. Ricordate la predica postprandiale di “Sgarbi quotidiani” e la propaganda
squeeze&serve dell’hamburgerone umano a “Radio Londra?”
La  gente s’è rotta i coglioni. Appena li vede cambia canale. Chiamatelo  effetto boomerang, overloading, eccesso di informazione ma ne è vittima
anche il Bagonghi del Consiglio che ormai, come appare sullo schermo, provoca conati di vomito perfino in casa Bondi.
La fuga dalla televisione è un bene ed è ormai una tendenza inarrestabile.

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La rivincita della capra

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L’eutanasia risponde al comandamento dell’amore per il prossimo

di Renato Pierri – scrittore

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Vi sono azioni che violano la legge morale ma non la legge civile, ed azioni che violano la legge civile ma non la legge morale.

Tra queste ultime a mio parere è da annoverare l’eutanasia, qualora ovviamente risponda solo ed unicamente allo scopo disinteressato di fare del bene a colui che invoca disperatamente la morte non riuscendo ad accettare una vita (già del resto negata dal destino) da lui ritenuta insopportabile. In questo caso l’eutanasia, per quanto possa sembrare strano alle persone religiose, risponde al comandamento dell’amore per il prossimo. E’ contraria agli insegnamenti della Chiesa, ma non è contraria al Vangelo.

Un medico che desidererebbe per sé l’eutanasia nell’eventualità che venisse a trovarsi in situazione grave e insopportabile, farebbe azione conforme al Vangelo qualora esaudisse la preghiera di un malato senza speranza, giacché osserverebbe il comandamento: “Quanto dunque desiderate che gli uomini vi facciano, fatelo anche voi ad essi” (Mt 7, 12). O anche: “Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi” (Gv 15, 12).

Si potrebbe obiettare che l’eutanasia va contro il principio dell’inviolabilità della vita, oppure, secondo un cristiano, contro il quinto comandamento.

Ma il principio dell’inviolabilità della vita non ha valore assoluto. Viene meno, ad esempio, nel caso della legittima difesa. E non si vede perché non possa venir meno nel caso dell’eutanasia, giacché questa non solo è la scelta necessaria del male minore (dal punto di vista del malato), ma a differenza della legittima difesa, non va contro la volontà della persona cui viene procurata la morte. E’ bene tener presente che un’azione è buona qualora buono sia il fine e buono il mezzo per raggiungere il fine stesso.

Accade però alle volte che per raggiungere un fine buono, sia necessario ricorrere ad un mezzo oggettivamente cattivo. Ovviamente non deve esistere altra via percorribile. Il fine nel caso della legittima difesa è buono (salvare la persona aggredita) ed il mezzo è cattivo (uccisione dell’aggressore), ma necessario. Nel caso dell’eutanasia, il fine è buono (liberare il malato da una vita insopportabile) ed il mezzo ( mezzo non fine) è “cattivo”, ma necessario.

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La squadra del Milena premiata in Comune

per la storica promozione in Prima categoria

di C.L.

La squadra è stata ricevuta dall’amministrazione comunale presso i locali della sala “Falcone e Borsellino”. Un incontro che ha visto la presenza del sindaco Giuseppe Vitellaro e degli assessori Carmelo Curto e Giuseppe Ingrao. L’amministrazione comunale ha inteso premiare i giocatori e i dirigenti del Milena calcio per le due promozioni ottenute in altrettante stagioni da una squadra che, guidata da Totò Ingrao, ha saputo passare dalla Terza alla Prima categoria.

«Non posso che elogiare questi ragazzi per l’impegno e la passione con la quale hanno rappresentato il calcio di Milena», ha affermato il sindaco Giuseppe Vitellaro, che ha aggiunto: «Certamente, il Milena, con le sue imprese sportive, ha rappresentato come meglio non avrebbe potuto la nostra comunità portandone alto il nome sul piano sportivo e dell’immagine». Premi particolari sono stati consegnati all’allenatore Totò Ingrao, ma anche ai portieri Salvatore Dimarco e Simone Vitellaro.

La società, tramite il presidente Carmelo Palumbo, ha ringraziato il sindaco e l’amministrazione comunale per la sensibilità dimostrata donandogli una foto/poster con dedica di tutta la squadra e una maglietta autografata da tutti i giocatori per ricordare in maniera indelebile una stagione d’oro per il Milena che è riuscito ad ottenere la promozione in Prima categoria.

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Maurizio Lupi non ha detto il vero
di Attilio Doni
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Recentemente l’on. Murizio Lupi, ha dichiarato: “Purtroppo un tribunale ha deciso con una sentenza quali vite sono degne di essere vissute e quali no”.
Falsità, sicuramente in buona fede, ma falsità.
Sicuramente, giacché non si può dubitare della buona fede di un signore che non perde occasione per dichiararsi cattolico.
Lupi si riferiva alla sentenza che la Corte di Cassazione emise riguardo al caso di Eluana Englaro. La sentenza stabiliva che il giudice poteva autorizzare l’interruzione delle cure soltanto in presenza di due circostanze concorrenti: che fosse provata come irreversibile la condizione di stato vegetativo e che fosse accertato che il convincimento etico di Eluana avrebbe portato a tale decisione se lei (lei, non la Corte caro Lupi!) fosse stata in grado di scegliere di non continuare il trattamento.
E sottolineava: “Ove l’uno o l’altro presupposto non sussista, il giudice deve negare l’autorizzazione, dovendo allora essere data incondizionata prevalenza al diritto alla vita, indipendentemente dal grado di salute, di autonomia e di capacità di intendere e di volere del soggetto interessato e dalla percezione, che altri possano avere, della qualità della vita stessa”.
Come si vede, il signore cattolico ha detto una falsità. In buona fede, ovviamente.

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La minoranza trama

di C. L. da Bompensiere

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La presa di posizione dell’ex sindaco Salvatore Licata sulle dimissioni dei consiglieri di minoranza ha infiammato il clima politico cittadino facendo registrare le repliche del consigliere di maggioranza Salvatore Virciglio e del sindaco Salvatore Lo Sardo.

Secondo Virciglio:«Quanto dichiarato dall’ex Sindaco risulta utile per leggere quelle che sembravano dimissioni individuali. Scopriamo che c’è un disegno politico della minoranza dietro queste dimissioni. Fa anche notizia – ha proseguito Virciglio – che questo segno di politicità sia stato attribuito da una persona che oggi è fuori dalle istituzioni locali e non dalla minoranza. Non riesco a capire le reali motivazioni di queste dimissioni – ha proseguito – per giustificare la mancata rappresentanza del cittadino-elettore bisogna che si verifichi qualcosa di grave. L’ex Sindaco parla di «impraticabilità democratica del consiglio comunale, ma trovo inopportuno definire “ammorbato” un Consiglio nel quale maggioranza e minoranza hanno votato all’unanimità mozioni di indirizzo politico-amministrativo, mostrando dialogo e confronto politico».

Salvatore Licata

Virciglio ha poi concluso: «Oggi, a seguito di queste dimissioni, questo dialogo è momentaneamente sospeso, ma ho fiducia nel rapporto di leale collaborazione che si potrà instaurare con i consiglieri subentranti. Il nostro paese non ha bisogno di fantomatici strateghi della politica. Ognuno che è chiamato alle pubbliche funzioni è tenuto ad adempiervi senza vincoli di mandato, e con un’unica stella polare: l’interesse pubblico».

Il sindaco Salvatore Lo Sardo, ha invece sottolineato: «Rimando al mittente le accuse del signor Salvatore Licata che, evidentemente, a distanza di tre anni, ancora non riesce a digerire la sconfitta elettorale. Mi chiedo cosa ne possa sapere della situazione politica, economica e culturale di Bompensiere, una persona che dopo aver ricevuto la bocciatura alle urne da parte dei cittadini è sparito dalla circolazione trasferendo addirittura la propria residenza in un altro comune.

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