Scienza e Società fra Fede e Ragione
di Alessandro Pagano
Il Prof. Antonino Zichichi e il Ministro Angelino Alfano non hanno deluso le attese, ricevendo entrambi alla fine dei loro interventi applausi lunghi e fragorosi, e il convegno nazionale “Scienza e Società fra Fede e Ragione” non poteva avere epilogo migliore. Ma perché questo convegno? E soprattutto, perché ora? Perché con questi relatori? “C’è una umanità spenta ”, dicono i sociologi.
Tutti e in particolare il mondo giovanile, stanno attraversando una inquietudine che genera sofferenza, preoccupazione, solitudine, disorientamento, delusione, paura, mancanza di prospettiva, noia, aridità nelle relazioni, apatia, scetticismo, sfiducia. Non è una esagerazione, perché questa è una “società liquefatta” come dice Zygmund Bauman. Meglio ancora una “società coriandolizzata ” come dice Giuseppe De Rita, Presidente del CENSIS. Ecco perché abbiamo avuto l’ idea di far riflettere il corpo sociale, e poi fargli una proposta. Perché si sa, chi non semina, non raccoglie ! Dice Gianni Cantoni: “Gli uomini sono più figli del loro tempo, che dei loro genitori ”. E gli educatori devono essere sempre in competizione con il TEMPO che si sta vivendo, cioè con le tendenze culturali dell’epoca.
Sin da quando è nata l’umanità, gli educatori, per essere competitivi rispetto alle tendenze trasgressive, devono possedere almeno due fattori:
- a) devono essere esempi di vita, cioè Testimoni.
- b) devono creare oasi culturali che formino, che diano senso alla vita, che sappiano rispondere alle grandi domande dell’uomo, che indichino la rotta.
Oggi la rotta sta nel ritrovamento della Speranza!
Quella Speranza che sembrava monopolio delle filosofie utopistiche del 20° secolo, razionalismo, progressismo e soprattutto marxismo e che poi si sono rivelate portatrici di disperazione. Giovanni Paolo II, che proprio il 1° Maggio u.s. è stato proclamato Beato, ci ha invece spiegato che la speranza sta nella Fede, coniugata con la Ragione. Quel suo “ Aprite le porte a Cristo “, nell’economia, nel diritto, nella politica, nella scienza, e così via, questo voleva intendere. E infatti con parole diverse, ma assolutamente in linea, il Prof. Antonino Zichichi, nella sua testimonianza ci ha spiegato da scienziato, che l’atto di fede è dono di Dio e si coniuga con l’ atto della Ragione. Anch’essa dono di Dio.
E la scienza non oscura le leggi divine, semmai le rafforza giacché nessuna scoperta scientifica ha mai messo in dubbio l’esistenza di Dio. Anzi! Di altrettanto spessore è stato il messaggio del Ministro Angelino Alfano , tutto incentrato su una visione antropologica e cristiana della vita. Alfano ha richiamato alle nostre radici e ad un nuovo umanesimo fondato sui Valori imperituri, irrinunciabili e non negoziabili. Valori solidi, concreti, ben ancorati in una fede verso quel Cristo che, come dice Benedetto XVI, è “la via dell’ uomo”.
Il richiamo ad una fede autentica capace di diventare cultura, è stato nella sostanza il messaggio di Alfano, che ha ripreso le parole di Giovanni Paolo II. C’erano oltre 1500 persone quel giorno al Palasport di San Cataldo e tutti alla fine se ne sono andati più fiduciosi, forse anche più gioiosi. E tra questi, soprattutto i più giovani!











Non una parola sulla ragione ufficiale dell’evento.
“Peppe Maira da giovane giocava al calcio da
mediano, prima nelle giovanili dei Salesiani a
San Cataldo e poi, a Caltanissetta, indossando la
maglia della Libertas Giammei. La passione per
il calcio stava per portare Peppe Maira, persona
altruista e generosa, a prendere le redini della
Sancataldese, la maggiore squadra di calcio cittadina
che negli anni ’80 non versava in una situazione
economicamente florida. Ma a San Cataldo
dal 1974 comincia a crescere un’altra realtà
sportiva, una società di volley femminile, la
Nike, che da squadra parrocchiale (nasce nella
canonica della Chiesa di Santo Stefano), diventa
ben presto punto di riferimento per il volley
isolano. Infatti, la Nike, con una attenta organizzazione
di tipo manageriale, anno dopo anno,
centra sempre gli obiettivi del campionato cui
partecipa e, partendo dai campionati provinciali,
con un manipolo di “coraggiose” ragazzine
(nel 1972 non era per niente facile riuscire a superare
le ritrosie dei genitori per andare in trasferta
a… Caltanissetta, o nella lontanissima…
Gela); nel giro di qualche lustro arriva a disputare
prima i campionati regionali (Serie D, C/2,
C/1) e poi quelli nazionali (serie B/2, B/1, A/2).”
Fonte La Sicilia del 7 maggio 2011 p. 44.