Il «Giardino della legalità» fiorisce nel quartiere S. Luca Messe a dimora 30 querce.
Alla manifestazione sono intervenuti 3 magistrati
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Domenica di festa nel quartiere San Luca dove è stato inaugurato il «giardino della legalità» con l’auspicio che possa diventare un polmone verde per tutta la città. La manifestazione ha riportato a nuova vita un terreno abbandonato e ignorato e che, metaforicamente, attraverso la memoria, ha riportato nel circuito della vita tante vittime della mafia.
La parte centrale della manifestazione è stata la messa a dimora di trenta querce – alberi tipici del nostro territorio – nello spazio di fronte l’Enel; ogni quercia è stata dedicata a una vittima della mafia (magistrati, uomini della scorta, politici, uomini delle forze dell’ordine, giornalisti, preti, cittadini comuni), con il duplice obiettivo di lasciare un ricordo visibile di chi per la legalità ha lottato fino al sacrificio estremo, e di rinverdire il territorio.
Tanti i gruppi che hanno collaborato per realizzare il “giardino”: il Comitato di Quartiere San Luca (il cui presidente, Carlo Campione, ha animato la mattinata), l’associazione “Sunodia”, la scuola secondaria di primo grado “Rosso di San Secondo”, il Movimento Cinque Stelle, l’associazione “Iopervoiperio”, oltre a tanti commercianti del quartiere. Presenti anche assessori e consiglieri comunali, semplici cittadini, movimenti ambientalisti, alunni delle scuole “Pietro Leone” e “Filippo Cordova”.
A sottolineare il valore dell’iniziativa la presenza di tre magistrati: Caterina Chinnici, Gabriella Tomai e Giovanbattista Tona.
- La dott. Chinnici ha espresso la sua gioia nel partecipare a un’iniziativa di questo genere nella città a lei tanto cara, e la soddisfazione di piantare un albero in memoria del padre Rocco Chinnici, che è stato il primo a promuovere, nelle scuole, incontri sul valore dell’educazione alla legalità.
- La dott. Tomai, giudice del Tribunale per i Minorenni, ha paragonato gli alberi ai bambini, che per crescere hanno bisogno di cure e attenzioni; ha inoltre sottolineato la bontà di un’iniziativa che ha visto come protagonisti dei giovani immigrati, che vengono per cercare accoglienza e che possono anche offrire aiuto.
- Il dott. Tona ha voluto piantare l’albero dedicato a padre Puglisi, che lui ha conosciuto, con il quale ha anche lavorato, e che, come ha detto, ricorderà ogni qualvolta che, passando dal “giardino”, vedrà il suo albero crescere rigoglioso.











Sono cose semplici, messaggi semplici per gente semplice che fanno però il solletico alla delinquenza organizzata.
Vanno bene per tempi lunghi e per l’educazione dei giovani che però quando crescono devono trovare lavoro e libertà per non farsi tentare dal denaro facile cvhe gli offre la mafia. Insomma lo stato deve fare subito e sempre la sua parte, a cominciare dal lavoro da dare subito e sempre ai giovani.