C’è il rischio che tremila minori finiscano sulla strada, è la denuncia dell’Uneba Napoli (unione nazionale istituti e iniziative di assistenza sociale).
In un incontro con il prefetto Andrea De Martino i responsabili dei centri Uneba hanno spiegato: «Non abbiamo più risorse nemmeno per gli alimenti se il Comune di Napoli continuerà a ritardare i pagamenti ai centri socioeducativi, le strutture saranno costrette a sospendere l’attività: rischiamo di ritrovarci, da un giorno all’altro, con 2 o 3 mila minori per strada. E spesso si tratta delle strade dei quartieri e delle situazioni sociali più a rischio».
In attesa dell’arrivo dei fondi, le suore che operano negli istituti anticipano le loro pensioni per permettere di comprare da mangiare per i ragazzi.
All’incontro con il prefetto, arrivato dopo la protesta di laici, religiosi e famiglie dei centri Uneba sotto palazzo San Giacomo (sede dell’amministrazione comunale) erano presenti anche il sindaco Rosa Russo Jervolino e gli assessori Giulio Riccio e Michele Saggese, oltre a dirigenti di tre istituti di credito, Banco di Napoli, Banca Popolare Etica e Monte dei Paschi di Siena.
«Il sindaco Jervolino – riferisce il presidente di Uneba Napoli, Lucio Pirillo – ci ha promesso il pagamento di almeno 2 dei 26 mesi di rette arretrate entro maggio». La situazione a cui gli enti sono giunti a causa dei mancati pagamenti resta drammatica, e con l’attuale crisi che ha colpito l’amministrazione del Comune di Napoli probabilmente ci vorrà molto tempo per giungere ad una soluzione.










