L’85% degli assunti alla Imìbmei erano immigrati meridionali, e le due comunità più rappresentate erano Milena e San Rufo (SA)
di Giuseppe Virciglio
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Ci occuperemo ora della Ibmei, azienda che è stata legata, più o meno direttamente alla storia della maggior parte delle famiglie originarie di Milena.
Delle altre due aziende metalmeccaniche, la Weber (carburatori) e l’Ibmec (oggi Gate), basti ricordare semplicemente che la prima è stata un’azienda in crescita fino al 1980, raggiungendo gli 8o9 addetti, e tra questi pochi milocchesi (10), mentre la seconda prima in crisi ospitava una quarantina di natia Milena, oggi è in forte espansione con circa 900 addetti, dove i figli dei milocchesi, ma non solo loro, cercano di farsi assumere.
Nata ad Asti nel 1964 la Ibmei si caratterizzò subito come industria tesa a sfruttare tutte le possibilità per accaparrare contributi e agevolazioni di enti pubblici. Molti venivano assunti ma anche in molti si licenziavano, questo tstimonia come l’Ibmei non fosse ritenuta una fabbrica sicura, di prestigio, anche perchè pagava meno delle altre industrie metalmeccaniche, per cui chi riusciva si faceva assumere in altre aziende.
Racconta Antonio Di Marco di aver lavorato alla Ibmei per mezza giornata nel 1969, riuscendo a farsi assumere alla Fiat dove lavorò per un mese e mezzo e concludendo la sua scalata con l’assunzione alla Way-Assauto, la più ambita tra le fabbriche astigiane. Per seguire il percorso del Di Marco bisognava avere delle buone raccomandazioni.
Vediamo invece quali erano le modalità di assuszione alla Ibmei, direttamente connesse alla seconda ondata migratoria verificatasi a cavallo degli anni ’70. “
Fino al 1969, anno in cui si passò dalla commissione interna al consiglio di fabbrica” dice Giuseppe Buttaci ancora oggi membro del consiglio di fabbrica “le assunzione venivano fatte tramite il segretario provinciale dellla Cisnal (sindacato legato al Msi), “braccio destro” del dottor Arrighi, direttore del personale. Il portinaio ti faceva firmare dei fogli di adesione alla Cisnal”.
Contemporaneamente alle modalità di assunzione di cui sopra, si sviluppa una rete capillare di mediatori, ovvero di operai, che dimostrando buona volontà nel lavoro (in quegli anni lo straordinario era ufficiosamente obblicatorio, e c’è ch ricorda di avere lavorato per 20 ore consecutive), riuscivano tramite i capireparto a far assumere familiari, parenti ed amici. Questa rete di assunzioni di persone spesso della stessa famiglia, aveva una funzione di controllo sociale.
L’85% degli assunti alla Imìbmei erano immigrati meridionali, e le due comunità più rappresentate erano Milena e San Rufo (SA). Nei primi anni 70 gli operai originari di Milena toccarono la punta massima di 128, il 7% del totale degli addetti.
Dal 1970 quando alle elezioni sindacali la Cisnal fu sconfitta presero forza la Cgil e la Uil. Due membri, tra gli otto componenti dell’esecutivo del Consiglio di fabbrica, erano milocchesi: Giuseppe Buttaci attivista della Cgil, e Giuseppe Virciglio che in quegli anni fu leader sindacale della Uil a livello cittadino.
La combattività operaia a causa delle sue richieste, accelera il proceso di ristrutturazione tecnologica che consente di diminuire la forza lavoro, così che nel novembre 1973 fu annunciato che il numero degli addetti da 2000 sarebbe stato ridotto a 800.
Ne seguì una imponente mobilitazione di massa sindacale e politica che diede forma ad una forma simbolica di presidio permanente dei cancelli dello stabilimento, durata qualche mese.
Nel 1974 scatto la cassa integrazione finchè il 5 ottobre 1977 fu dichiarato il fallimento con relativa chiusura dello stabilimento. Nel 1978 riaprì sotto gestione commissiarle della Gepi con riassunzione di 655 addetti. Per circa 500 ex addetti si ottenne la disoccupazione speciale, ovvero un assegno mensile di 250.000 lire che ancora oggi invariato, è percepito da circa 300 persone per lo più donne. Tra questi disoccupati circa una sessantina sono originari di Milena.
Sardo Sutera, dottore commercialista originario di Favara (AG), consigliere comunale della DC più volte presentatosi come candidato meridionale, votato da molti milochesi, in quel periodo consigliere provinciale, litigò con l’o. Sodano Dc di origini stigiane: “Quando disse di vedere chi c’era dei loro impiegati (piemontesi) per salvaguardarlo, con un impeto di rabbia presi il tavolo e lo rovesciai”.
La vicenda prendeva un taglio meridionalista come emerge anche da una gtestimonianza di Giuseppe Virciglio, leader sindacale oggi diventato caposorvegliante alla Nuova Ibmei: “La classe meridionale ha fatto il boom e poi hanno voluto sdradicarla. Riuscimmo solo ad ottenere la disoccupazione speciale”.
Dal 1982 l’azienda, ormai “risanata”, è stata acquistata prima da un gruppo finanziario milanese e poi da imprenditori spagnoli. E’ stata chiamata la “Nuova Ibmei” con 478 addetti e, quì sta il nuovo, ha aumenatto la produttività.
Oggi sono rimasti 19 lavoratori originari di Milena.














Grazie infinite e sentite professor Virciglio per questo grande film su Milocca al Nord, e grazie a Milocca Milena Libera per questo bel lavoro di farci scoprire domenica dopo domenica le vite dei nostri emigrati ad Asti.
Non nascondo una certa commozione.
Grazie e continuate.