Sarkozy-Lula e il terrorista impunito
di Tony Zermo
.
Quello che dà il voltastomaco è che il terrorista pluriomicida Cesare Battisti porti il nome di un patriota italiano impiccato dagli austriaci e che abbia sempre quel sorrisetto sfottente da impunito, senza mai essersi pentito di alcunché.
Perché la Francia abbia permesso che si rifugiasse in Brasile, evitando di rispondere alla richiesta di estradizione da parte della magistratura italiana, è spiegabile col fatto che questo terrorista accolto dai francesi in base alla dottrina Mitterrand di accoglimento dei rifugiati politici, ha scritto dei «gialli» di un certo successo e quindi è entrato a far parte di una cerchia di «scrittori dannati» che tanto piace alla gauche e in particolare alla cantante piemontese che è diventata la signora Sarkozy.
Dunque il primo schiaffo all’Italia è partito dalla Francia ed è da supporre che la fuga di Battisti sia stata «agevolata».
Quanto all’ex presidente Lula, che ha avuto un passato di contestatore e di ricercato, l’aver voluto fare un favore alla Francia a dispetto dell’Italia dipende proprio dal suo passato.
Ma come, la Fiat ha creato due stabilimenti in Brasile e ne sta cominciando un terzo, ci sono lì in attività nostre importanti industrie come la Telecom e Pirelli, in ballo una decine di miliardi di investimenti, e Lula preferisce un accordo con la Francia che non ha in Brasile gli stessi scambi commerciali con l’Italia? Questo fa parte delle incongruità del leggendario personaggio che pure ha salvato il suo Paese dalla miseria più nera. Lula è indubbiamente un grande, ma in questa occasione aveva il binocolo al contrario perché ha visto i crimini di Battisti come reati piccoli piccoli consumati tanti anni fa.













