Lettera aperta del prof. Calogero Miccichè al dott. Salvatore Paolo Cantaro, direttore generale dell’Asp di Caltanissetta
«Ho avuto l’opportunità di leggere online il Suo brillante curriculum dal quale emergono le Sue indubbie competenze, costellato com’è di titoli e di benemerenze. Non posso, pertanto, che prendere atto della sua brillante carriera, degli innumerevoli titoli di studio e di carriera collezionati, della qualità delle strutture in cui Lei ha svolto la Sua encomiabile attività, della partecipazione ad innumerevoli corsi per cui molti hanno potuto attingere alla Sua strabiliante cultura in ambito medico e non solo, dell’intensissima attività di studio e di ricerca per cui tanti possono fruire di una produzione scientifica particolarmente varia e di ottimo livello.
Ma dopo la nomina a Direttore generale della Asp di Caltanissetta, che spero sia l’esito “fisiologico” di un percorso così qualificato sotto il profilo professionale e non il risultato di una mera spartizione politica, Le manca un ulteriore tassello: l’acquisto di qualche barella, di qualche sedia a rotelle per i pazienti, ma anche di qualche panca e di qualche sedia (non poltroncine in pelle!) per quanti sono e saranno costretti ad assistere i propri familiari in quel purgatorio (o inferno?) che è il Pronto Soccorso del “Sant’Elia” di Caltanissetta. Mi permetto di dare la mia disponibilità, nel caso in cui la struttura da Lei diretta non fosse in grado di affrontare una spesa certo non indifferente, per una colletta che possa coinvolgere il maggior numero di cittadini possibile.
A parte l’ironia che caratterizza questa nota, Le assicuro che, malgrado la mia riconosciuta mitezza, sono inviperito; dopo l’allucinante esperienza da incubo vissuta al Pronto soccorso fra le ore 12,30 di lunedì 27 e le 12,30 di martedì 28 dicembre per assistere “in piedi” la madre novantaquattrenne politraumatizzata, prima del definitivo trasferimento al reparto di Ortopedia dove è tuttora degente, mi vergogno di essere siciliano e nisseno in particolare.
Se Lei vorrà in qualche modo trovare una motivazione della mia rabbia, provi ad assicurare una Sua più frequente presenza in un reparto che è un eufemismo definire “pronto”. Ovviamente, dal momento che non è costume uscire dall’orticello dei miei studi classici, non ho la pretesa di giudicare la qualità del “soccorso”. A Lei un augurio di un 2011 ricco di altri successi».
Prof. Calogero Micciché











al pronto soccorso in un caos da inferno ho trovato solo un medico che scriveva ed un altro che parlava al telefono un infermiere che dannatamente cercava di fare qualcosa e altri tre infermieri che facevano sfilate di moda per un pubblico composto da una ventina di persone che avevano maledettamente bisogno di aiuto. cantaro o cantàro? ai post l’ardua sentenza
Al Pronto soccorso del S.Giovanni di Dio di Agrigento la realtà è praticamente identica.
Personalmente non credo che si tratti (solo) di personale nullafacente, io li dentro ho visto gente darsi da fare davvero, le cause a mio avviso sono molteplici:
- il bacino d’utenza è grandissimo;
-nessuno si rivolge ai piccoli nosocomi ( Mussomeli, Mazzarino, San Cataldo,Canicattì, Licata o Sciacca) perchè tanto poi tanto ti trasferiscono sempre;
- nisseni e agrigentini soprattutto anche per un semplice mal di pancia vanno in ospedale;
- per qualsiasi consulenza (cardiologica, ortopedica, neurologuica…) il medico del pronto soccorso deve rivolgersi al medico di reparto, il quale visto il suo lavoro in corsia non sempre è prontamente reperibile;
- i laboratori diagnostici il pronto soccorso deve dividerseli con i reparti. Se ci sono esami in corso bisogna per forza attendere.
Le soluzioni?
Vista la molteplicità delle concause non sono semplici da trovare.
Io sono favorevole a chiudere San Cataldo, Mussomeli e Mazzarino a patto che le energie di questi passino al S. Elia.
c’è qualcuno che vive su un altro pianeta e come dice il ns grande silvio quando il milan vince in parlamento sono tutti più contenti… poveri noi! c’è un problema di energie? ma come, la regione sicilia secondo gli ultimi dati ha assunto migliaia di persone nella sanità e abbiamo tutti questi disservizi? boh! meno male che silvio c’è e il milan vince… così possiamo essere contenti anche noi… anche al pronto soccorso!!!
si chiudiamo mussomeli, tanto con le autotrazzere che si hanno nel vallone in un baleno siamo al s. elia di cl!
«Carenze al Pronto soccorso»
Fino a qualche anno fa, l’ospedale era uno dei «gioielli» di Caltanissetta, oltre a rappresentare la prima «fabbrica» della città, per il numero di persone, tra diretto e indotto, che ogni giorni vi lavoravano.
Negli ultimi anni si è assistito a una pericolosa inversione di tendenza, con la chiusura di alcuni reparti, a causa di lavori infiniti, ma anche per carenze di vario genere, con i posti per i ricoveri ridotti e pazienti costretti, per patologie gravi, a correre da una parte all’altra della Sicilia, per le cure necessarie.
La situazione del pronto soccorso è veramente drammatica: tanti i cittadini costretti a subire disagi, da mesi, con attese snervanti.
Per non parlare della mancanza di privacy, con pazienti costretti a stare, per tante ore, accanto ad altre persone, con patologie gravi, e le carenze igienico-sanitarie che tanti cittadini lamentano.
Non c’è più tempo da perdere e bisogna intervenire per porre rimedio a questa situazione gravissima, che non fa onore nemmeno alla riforma in corso e all’impegno assicurato dall’assessore regionale Massimo Russo.
Lettera firmata
-
Sulla vicenda dell’attesa al pronto soccorso del S. Elia di una donna di 94 anni, si registra un intervento del parlamentare del Pdl, Alessandro Pagano, che pubblichiamo:
La lettera del prof. Calogero Miccichè al quotidiano «La Sicilia», pubblicata il 3 gennaio, in cui vengono denunciate le carenze e i disservizi del Pronto Soccorso del Sant’Elia di Caltanissetta, purtroppo, non è che l’ennesima testimonianza di una condizione di degrado e malfunzionamento della struttura ospedaliera nissena che va avanti ormai da lungo, troppo, tempo.
Come si evince dalla denuncia, con riguardo a quanto subìto da un congiunto del lettore nel nosocomio nisseno, nonostante l’impegno e le dichiarazioni fatte dal manager, dott. Salvatore Paolo Cantaro, di cui riconosciamo la buonafede, è giudizio universalmente condiviso che i servizi erogati dalla struttura sanitaria da lui diretta risultino ancora carenti e inadeguati. I cittadini bisognosi di cura e assistenza non necessitano infatti di migliorie strutturali di mero carattere estetico, limitate cioè alla sola imbiancatura o ampliamento dei locali, bensì di prestazioni maggiormente efficienti ed efficaci.
Questo stato della Sanità sul nostro territorio non è più tollerabile! Non si può più continuare ad assistere, impotenti e rassegnati, agli effetti negativi della malasanità sull’intera popolazione nissena, costretta a lunghe attese e a ricevere prestazioni non all’altezza. Ritengo necessario aumentare gli attuali organici e verificare che il personale in servizio non sia stato sottratto ai propri reparti, né che si tratti di elementi cosiddetti imboscati.
Per queste ragioni, chiederemo con vigore e insistenza la creazione di una opportuna task-force che affianchi la direzione sanitaria nissena al fine d’incrementare, attraverso un aumento del personale sanitario, la qualità dei servizi e il miglioramento delle prestazioni. Ci aspettiamo che questa task-force interna offra immediate soluzioni ai problemi emersi.
On. Alessandro Pagano
Componente Commissione finanze della Camera