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Archivio per gennaio 2011

Bongiorno, il Grande Zio

di Gero Difrancesco

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La perdita degli animali, specialmente quelli da lavoro, in una realtà esclusivamente agricola, dove tutto era finalizzato al raccolto, rappresentava per i contadini una  disgrazia equiparabile “alla morte di un figlio maschio”.

Altro che “onorata società”! Quella combriccola di delinquenti, che proliferava all’ombra di un sistema di protezioni e di connivenze politiche, si manifestava doppiamente criminale perché non solo esprimeva una violenza e una sopraffazione quotidiana esagerata ma la riversava sui contadini poveri ed indifesi. Non erano più i latitanti o i briganti a commettere i reati, come era avvenuto nel recente passato, ma tante  organizzazioni criminali che vivevano la realtà sociale dei loro  paesi e ne condizionavano le dinamiche. Gli animali derubati venivano restituiti quasi sempre alle vittime  dopo il pagamento del riscatto, cui fungeva da intermediario il mafioso di turno, “amico degli amici”.

Addirittura i derubati dovevano essere riconoscenti al mafioso che aveva fatto recuperare gli animali ad un costo inferiore alle pretese degli “ amici “, con l’obbligo dell’omertà nei confronti degli inquirenti. Guai a ricorrere alle forze dell’ordine! Le rappresaglie sarebbero arrivate puntuali e feroci, mentre tutti i reati continuavano a rimanere impuniti.

Era necessaria per questo tipo di delinquenza una ripartizione territoriale che evitasse sovrapposizioni e  sconfinamenti ed una regia  unica, quella di un  “ Grande Zio “, che impedisse  contrasti e scontri tra le mafie locali e ne garantisse l’incolumità giudiziaria.

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«Le “lucciole” a Pian del lago»

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In Italia è sempre più raro trovare le lucciole, insetti con la parte finale dell’addome che si illumina. Ma non a Caltanissetta purtroppo. Infatti le “lucciole”, illuminate di notte dai fari delle auto di passaggio e di giorno dai raggi del sole di una Caltanissetta che ha voglia di riscattarsi, hanno colonizzato la zona sud della città.
E’ frequente ormai incontrarle nei pressi dello stadio Pian del Lago, vederle passeggiare, sostare ed attendere. Basta fare un giro da quelle parti e la situazione è chiara a chiunque, diventando a tratti imbarazzante.
Vedere rallentare le auto, accostarsi, chiedere e concordare il tutto non può che lasciare un senso di mestizia nel cuore di chi ama Caltanissetta. Si tratta di donne provenienti dall’Africa, che di certo sono arrivate in Italia per assicurarsi un futuro migliore.
Tuttavia si sono scontrate con il bisogno e con “la domanda”, per cui per alcune di esse “l’offerta” è stata un passo forse non obbligato ma quasi necessario.

Hanno scelto una zona periferica è vero, ma proprio quella zona che tutti i nisseni sportivi frequentano. Ed è amaro vedere che non vi è nessun controllo, nessuna dissuasione e nessun intervento di chi avrebbe la competenza e l’onere.

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Il battesimo dell’Escort

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Filastrocca catanese

 

A calata da marina
sciddicau na signurina
sciddicau ccu l’anghi aperti
e si visti u trentasetti.

 

Avanti, avanti, avanti
ca passunu i briganti
arreri, arreri, arreri
ci su i carabineri.

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Settimana record

44.557 visite in una settimana, con media giornaliera di 6.365 e record del giorno con 10.156 contatti il 27 gennaio.

Ecco giorno per giorno come è andata la settimana 24 -30 gennaio:

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Fratelli d’Italia comunque

«Riscrivere la storia dell’Unità»

di Alessandro Pagano

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Molti sanno che l’Unità d’Italia è nata in modo sbagliato, ma in qualunque caso oggi è un valore.

 Aldilà degli errori storici e delle vittorie di chi forse non doveva vincere, siamo convinti che ormai essa deve essere difesa così com’è. Proviamo a spiegare il perché. Viaggiando per l’Italia tutti notano che c’è un evidente “fil rouge” che la tiene tutta assieme e che, pur nelle molteplici ed infinite differenze, fa percepire bene che si vive nella stessa casa, in un territorio che sentiamo nostro.

Pur non di meno il 150° anniversario dell’Unità d’Italia che si sta festeggiando quest’anno offre lo spunto per ribadire che questo Stato è nato in modo sbagliato.

Alessandro Pagano

L’on. Luciano Violante che certamente non è, nè culturalmente nè politicamente, dalla mia parte, in occasione del suo insediamento quale Presidente della Camera dei Deputati, il 10 maggio 1996 affermava: «Le due grandi vicende della storia nazionale, il Risorgimento e la Resistenza, hanno coinvolto solo una parte del Paese e ed una delle forze politiche. […] Oggi del Risorgimento prevale un’immagine oleografica e denudata dei valori profondi che lo ispirarono […]».
La penso come lui!

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Milena 3 – Mussomeli 2

LA CAPOLISTA SE NE VA

di Totò Falcone

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Importante successo del Milena sul Mussomeli, in un partita ricca di emozioni dall’inizio alla fine.  

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3^ giornata di ritorno del campionato di II^categoria. Il Milena, primo in classifica, affronta tra le mura amiche il Mussomeli secondo in classifica ad un solo punto di distacco.

Sugli spalti ad applaudire i 22 in campo oltre 500 tifosi tra cui un centinaio del Mussomeli e altri ancora dai paesi vicini, per assistere alla partita che potrebbe dare una svolta al campionato. Anche sul nostro sito http://www.asdmilenacalcio.it i contatti sono numerosi. Il terreno di gioco non è in perfette condizioni, allentato dalle piogge della settimana. 

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Acquaviva 1 – Milocca 2

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Berlusconi in ritirata

Silvio Berlusconi

Il PDL fa marcia indietro e cancella la manifestazione indetta da Silvio Berlusconi contro i p.m. di Milano.

Nel partito vi sono i primi segni di cedimento e Pisanu si dissocia.
L’Anm risponde agli attacchi ricevuti: “Basta delegittimazioni”.

Le donne vanno in piazza a Milano, cori rivolti a Berlusconi: “Difendiamo la nostra dignità”

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Milocca alla Fiat /2

La visita del Vescovo e dell’Arciprete

di Giuseppe Virciglio

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Dal 1972, cominciarono una serie di scioperi alla Fiat. Dopo una serie di blocchi ferroviari, che  comportarono l’arresto di alcuni manifestanti, tra questi un giovane milocchese, i pendolari riuscirono finalmente ad ottenere l’istituzione di treni che percorrono il tratto Asti-Torino in tempi ridotti. Adesso il tempo necessario per esercitare il proprio diritto-dovere al lavoro è di circa dieci ore (c0ntro le tredici di prima).

Si è venuti a conoscenza di altri canali di assunzione nella fabbrica che prevedevano preti come terminali e burocrati politicizzati come intermiedari rispetto all’azienda. La Chiesa ha spesso  giocato un ruolo normalizzatore nell’ambito della società e questo nel tenpo è stato gradito ai potenti.

Nell’ottobre 1965 il vescovo di Caltanissetta per doveri pastorali si trovava a Torino e d’accordo con l’arciprete di Milena, padre Salvatore Taffaro, organizzò una visita agli immigrati provenienti dalla sua docesi. Ecco il ricordo dell’arciprete: “La Fiat mise a nostra disposizione una ‘ Fiat 2500 ‘ con relativo autista per trasferirci da Torino ad Asti”.

Questo episodio la dice lunga sull’importanza attribuita dalla Fiat ai ministri della Chiesa nel loro ruolo di mediazione e di prima selezione attraverso la raccomandazione dell’operaio modello. Il passo seguente, riportato dal bollettino parrocchiale di S. Paolo – Asti nel novembre 1965, è eloquente: “Il vescovo ha raccomandato agli immigrati di inserirsi utilmente nella vita cittadina, di farsi onore con l’onestà e l’amore al lavoro e al risparmio e di restare fedeli alle tradizioni religiose del paese natale”.

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