LA VEGLIA, POI LA GRAN FESTA DELLA NATIVITA’
.
Poco prima della mezzanotte, i più avvezzi si recheranno a messa per partecipare alla funzione religiosa, nella quale vi è la rievocazione della nascita del bambino Gesù, luce del mondo, la luce del cero natalizio lo simboleggia e la fiamma a proprio questo significato, anticipata dal periodo dell’Avvento, natività ricordata soprattutto con l’allestimento del presepe.
Di questa pratica c’è lo ricorda il Pitrè, nei tempi antichi il popolo si recava in chiesa di buon’ora, portandosi dietro abbondanti libagioni con le quali accompagnava devotamente la sacra funzione.
Sono gli evangelisti Luca e Matteo a descrivere la natività, nei loro sacri testi, mettendo in evidenza la sacra rappresentazione della famiglia: Maria, Giuseppe e Gesù, il messia. Questa scena verrà raccontata durante la messa notturna in chiesa con la partecipazione dei vari componenti la comunità parrocchiale, che allo scoccare della mezzanotte farà nascere il bambinello per porgerlo in una mangiatoia di un allestito recinto, il nome latino di presepium, che la tradizione vuole come il “presepe”, ovvero recinto chiuso. Questo simbolo voluto da San Francesco che la notte del 1223 volle che si riproponesse nella santa messa notturna a Greggio piccolo paesino dell’Umbria, dove successivamente Origene, aggiunse il bue e l’asinello che divengono simboli del popolo ebreo e dei pagani.
La prima serie di novene, cioè subito dopo l’Immacolata dove per l’occasione vengono festeggiate le varie “concette e concetti” che a Palermo erano diffusi tra i nomi popolari.
Si prepara “u prisepiu” da parte di uno dei genitori, ma solitamente a questa pratica era preposto il papà, la mamma in tempi più moderni e velocizzati prepara “l’arvulu di natali”, simbolo della tradizione del Nord Europeo.
Il giorno di Natale, ossia il 25 dicembre, data che fu preferita nel IV secolo dalla chiesa universale in opposizione alla festa pagana del solstizio d’inverno che cade il 21 dicembre, il sole rinasce ed aumenta la luce, la scelta di tale giorno fu consacrata nel 354 da papa Liberio.
Tale giorno la famiglia in tutta la sua entità gerarchica riunita attorno al tavolo della stanza da pranzo per celebrare un rituale atto a santificare la festa con il copioso banchetto.














