Archivio per 21 dicembre 2010
Da Madagascar un Buon Natale per gli ammalati
Postato in Costume/Società, Salute/Medicina, Temi importanti il giorno 21 dicembre 2010 | Lascia un commento »
Un dubbio ci assale…
Postato in Milena il giorno 21 dicembre 2010 | 1 Commento »
Dice il proverbio: “Le cose si apprezzano quando si perdono”
Ma è davvero così?
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E’da alcuni giorni che tentiamo di ragionare su questo proverbio, gira e rigira, ‘ncumincia e finisci, torniamo sempre al punto di partenza e visto che a tutt’oggi ancora non ne siamo pienamente convinti, vogliamo provare a parteciparvi le nostre considerazioni, sempre consapevoli che, nonostante il periodo natalizio, non tutto può essere sempre condivisibile, ma appunto perché Natale quantomeno accettabile.
Non siamo convinti per i motivi che andremo ora ad esporvi, sperando che questo servirà a trovare il bandolo della matassa e a risolvere questo “rebus”. Purtroppo il proverbio ci resta sul groppone, vogliate scusare l’immagine esteticamente poco confacente, ma in realtà noi ci rispecchiamo in una scuola di pensiero opposta, ovvero siamo del partito che APPREZZA LE PERDITE (soprattutto “certe” perdite).
Dicevamo di apprezzare, appunto, determinate perdite, in special modo se ciò che si perde è stato “acquisito” controvoglia; ci spieghiamo meglio.
Si parla di perdita quando si smarrisce qualcosa, si parla di perdita quando si tiene a qualcosa… allora sì che si parla di perdita, ma se smarrendo un oggetto non proviamo patimento, o restando privi di qualcosa non sentiamo infelicità, sofferenza e neanche dolore, allora non possiamo parlare di perdita.
A nostro avviso si perdono soltanto le cose che si possiedono, quindi se la perdita corrisponde a qualcosa che non abbiamo mai posseduto o che ci è stato imposto di possedere, non possiamo che essere felici, al massimo indifferenti per la dipartita, come dire: il cane che si era stabilito abusivamente ed arbitrariamente nel mio giardino va via, ma non era mio allora non me ne occupo e non me ne dolgo!
Lo sgambetto di Calderoli
Postato in Politica il giorno 21 dicembre 2010 | 2 Commenti »
Italia capovolta, è polemica sugli auguri di Calderoli – Italia – l’Unità
L’Italia a testa in giù
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Un’Italia capovolta al posto dell’albero di Natale, e invece delle palle colorate, ci sono i dicasteri. “Stiamo capovolgendo il Paese. Via da Roma i ministeri”. E’ questo il biglietto di auguri che sta inviando in queste ore il ministro alla Semplificazione Roberto Calderoli.
Nella cartolina dell’esponente leghista, le amministrazioni centrali finiscono concentrate tutte al Settentrione. Dislocati a Genova, Venezia, Milano e Torino i dicasteri all’Istruzione, all’Agricoltura, ai Trasporti, all’Economia, allo Sviluppo e alle Pari Opportunità.
Non basta, nell’Italia di Calderoli, anche la Consob e il Senato Federale si trasferiscono al Nord. “Auguri”, scrive di suo pugno il ministro.
Uno alla volta per carità
Postato in Comune, Lavoro il giorno 21 dicembre 2010 | Lascia un commento »
Cantieri di lavoro stabilite le priorità dei 4 cantieri di lavoro finanziati dalla Regione Siciliana
- sistemazione del tratto di strada che va dalla piazza Noto alla via Costa e del tratto di strada di via Caltanissetta che va dall’incrocio con la via Cannella e la via Archimede per un importo di 78.797 euro;
- sistemazione locali del cimitero per un importo di 103.008 euro;
- sistemazione del tratto di corso Nenni che va dall’incrocio con la via Rimembranza e la strada di collegamento corso Nenni e la piazza Noto; sistemazione della strada di collegamento tra il corso Nenni e la piazza Noto per un importo di 107.384,00 euro,
- e infine sistemazione delle banchine di via Pellico e via Ragazzi del ’99 per un importo di 108.902 euro.
La Giunta, nella considerazione che l’inizio degli stessi cantieri, per motivi logistici, non potrà avvenire contemporaneamente, ha ritenuto necessario determinare un ordine di priorità. - c.l.)
Inverno d’altri tempi
Postato in Poesia il giorno 21 dicembre 2010 | Lascia un commento »
Mmiarnu d’antri tiampi
di Gioacchino Pellitteri
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e pari ca pi l’aria passìa;
la chiana è tutta bianca, anchi la serra
e li carusi jocanu p’a via.
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Ha nivicatu assani sta ‘mmirnata
e lu viddanu intra fa li steddi,
ogni tantu a li carti ‘na jucata
o fa, assittàtu, panàra e carteddi.
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Li mammi stannu all’asciacu affacciati
arripizzannu canzi e li picciotti
arraccamanu cuntri proccupati
ca sta vita di schetti nun po’ gghiri;
quasi ca tutti affacciànu la notti:
“Malanni ca ti possanu vinìri!”
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(poesia di Gioacchino Pellitteri pubblicata sul primo numero de La Voce di Milena)
Gelmini: si, no o ni?
Postato in Governo, Scuola il giorno 21 dicembre 2010 | Lascia un commento »
ELOGIO DEL COMPROMESSO
di Nuccio Palumbo
Sulla riforma Gelmini pareri discordanti e sempre molto netti: “Svolta epocale”. “No, un disastro”.
Non ci stanno mediazioni, sfumature, mezzi termini. Questo è il parlar pragmatico critico-sintetico proprio del bipolarismo politico all’italiana: dissentire sempre reciprocamente, e non trovarsi mai d’accordo su alcunché con l’avversario!
Ma dove sta la verità?
Piaccia o no, la verità questa volta sta nel compromesso che – come ci ricorda Amos Oz – non è una brutta parola. Anzi. Essa è sinonimo di vita. Il contrario di compromesso è fanatismo, morte. Quando si dice compromesso – è sempre Oz a ribadirlo- non si dice capitolazione. Si dice semplicemente che s’intende incontrare l’altro, più o meno a metà strada.
Scrive Amos Oz: «Sono un gran fautore del compromesso. So che questa parola gode di una pessima reputazione… in particolare tra i giovani. Il compromesso è considerato come una mancanza di integrità, di dirittura morale, di consistenza, di onestà. Il compromesso puzza, è disonesto. Non nel mio vocabolario. Nel mio mondo, la parola compromesso è sinonimo di vita. E dove c’è vita ci sono compromessi. Il contrario di compromesso non è integrità e nemmeno idealismo e nemmeno determinazione o devozione. Il contrario di compromesso è fanatismo, morte… Quando dico compromesso non intendo capitolazione… Intendo incontrare l’altro, più o meno a metà strada . Comunque non esistono compromessi felici, un compromesso felice è una contraddizione. Un ossimoro».
La riforma Gelmini è un compromesso, e come tale va considerato.















