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Archivio per 19 dicembre 2010

Un lavoro al coperto!

di Giuseppe Virciglio

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L’industria era già nel sogno di un piccolo gruppo di sei giovani milocchesi, tutti della stessa “robba”, arrivati ad Asti nel febbraio del 1954.

Così racconta uno dei sei: “Nell’atrio della stazione una signora, vedendo che eravamo emigrati, ci dà un indirizzo di una cascina nel comune di Vigliano. Gli altri volevano lavorare nell’industria. Ci siamo dati un appuntamento per vederci la domenica successiva alla stazione. Tutti eravamo andati in campagna, non c’era l’industria.

Bisognerà arrivare al 1961-62 per trovare qualche milocchese assunto, oltre alla Saclà e da Fava e Scarzella, in altre industrie della città, per essere più precisi in due aziende, la Sisa e la Vetreria, industrie ambedue legate al settore viti-vinicolo, la prima per la produzione di cartoni ondulati per imballaggi e la seconda per la produzione di bottiglie e damigiane. Due aziende con una storia completamente diversa, che anche per gli immigrati di Milena hanno avuto un valore completamente differente.

ASTI - LA VETRERIA

La Vetreria nata nel 1906 divenne astigiana nel 1911, negli anni 60 iniziò la meccanizzazione e diventò prima la Saciv che poi fu assorbita dall’Avir. Tra il 1960 e il 1971 è passata da 460 a 490 addetti, nel 1978 543 per poi iniziare un lento ma inesauribile declino: oggi si è passati a 381 di cui 150 in cassa integrazione.

Il primo rapporto di alcuni milocchesi con questa azienda è da far risalire ai primi anni ’60, quando manovali dell’Impresa edile Ercole, che aveva in appalto la manutenzione della Vetreria, parteciparono alla costruzione di un forno. Chi si comportò bene nel corso di questi lavori potè meritarsi l’assunzione in fabbrica.

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Per un pugno di talleri

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Fanno a gara per farlo godere

Il sindaco gongola per 10 mila €:

 «Non posso che ritenermi soddisfatto anche perché, con i soldi risparmiati, potremo eventualmente utilizzarli per migliorare altri servizi».

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Due ditte partecipano alla gara per aggiudicarsi il servizio di assistenza domiciliare agli anziani ed entrambi presentano un ribasso del 100% sulla cosiddetta parte gestionale del servizio.

Alla fine, nonostante un simile insolito ribasso, s’è dovuto addirittura ricorrere al sorteggio per stabilire chi, tra le due cooperative, avrebbe dovuto aggiudicarsene la gestione.

E’ l’incredibile esito che ha avuto una gara pubblica tra due cooperative sociali di Milena. Queste ultime avevano presentato istanza al Comune per la gestione del servizio di assistenza domiciliare agli anziani.

In relazione a quanto poi registratosi al momento dell’apertura delle buste, c’è da presumere che, dovendo presentare la propria offerta, i responsabili delle due cooperative, per non rischiare di non aggiudicarsi il servizio, hanno ritenuto di andare sul sicuro pensando che, per avere la matematica certezza di vincere la gara, dovevano praticare un ribasso del 100%. Un ragionamento che, evidentemente, hanno fatto entrambi.
E così, quando sono state aperte le buste, s’è scoperto che le due ditte avevano praticato lo stesso ribasso rinunciando alla parte relativa al costo gestionale del servizio. A quel punto, s’è dovuto procedere al sorteggio.

E laddove non è riuscita ad arrivare la certezza matematica, è invece giunta la fortuna. Il sorteggio, svoltosi nei locali del comune, ha favorito la cooperativa “Luce del Sole” che s’è aggiudicata la gestione del servizio di assistenza domiciliare agli anziani.

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Giocattoli nocivi

OCCHIO AI REGALI

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Come ogni anno arriva il Natale e porta con sé un gran carico di doni, nella maggioranza dei casi giocattoli. Nessuno di noi potrebbe vedere del male in tutto ciò e tutti siamo consapevoli del valore formativo che hanno questi strumenti fondamentali per lo sviluppo di una giovane vita. Eppure quando parliamo di bambini sembra che i pericoli siano dietro l’angolo e di ogni tipo.

La storia recente e le statistiche fornite da Istat e Issn (International Standard Serial Number) ci insegnano che bisogna essere molto prudenti e attenti nell’affrontare l’argomento. Ma come fare per regalare un oggetto senza dover temere conseguenze negative per chi poi ci giocherà?

Scegliere un giocattolo per Natale sembra essere una scienza per esperti e iniziati. Che sia meglio ripiegare su altri tipi di regalo, come capi di abbigliamento o dolciumi? Non necessariamente. Non solo perché, come diceva Pablo Neruda, “il bimbo che non gioca non è un bambino”, ma anche perché a sostegno dei genitori ci sono tutta una serie di leggi, regolamenti e standard di sicurezza che permettono di certificare la sicurezza e controllare la conformità dei giocattoli.

Quindi oltre al buon senso e all’istinto genitoriale, ingredienti fondamentali di ogni scelta, ci sono delle piccole accortezze da seguire per scegliere dei giocattoli sicuri e adatti alle attività e all’età del bambino.

L’etichetta
Innanzitutto controllate sempre l’etichetta: deve riportare sempre la dicitura CE, che attesta il pieno rispetto delle normative di legge. Nello specifico questo logo deve essere nero e non più piccolo di 5 mm, altrimenti si tratta di una contraffazione. Per essere sicuri, è bene verificare che abbiano il marchio “Imq” o “giocattoli sicuri”, simbolo di certificazioni di enti che eseguono test di sicurezza sui prodotti. Sulla targhetta devono essere riportati allo stesso modo, nome, ragione sociale, marchio e indirizzo del produttore dell’articolo in questione.

Le avvertenze
La confezione del gioco, poi, riporta una serie di informazioni necessarie per comprendere a chi sia destinato. Leggete con attenzione le avvertenze e le precauzioni d’uso, tipo: “Attenzione. Da usare sotto la sorveglianza di adulti” o “Giocattolo non adatto a bambini di età inferiore ai 36 mesi”.

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Il pericolo giallo

Alessandro Pagano

Dai campi di concentramento in Cina alle fabbriche di lavoro forzato in Italia una vergogna da cancellare

    

ABBATTERE I CIRCUITI DELLA SCHIAVITU’

                               di Alessandro Pagano

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La domanda politica più interessante me l’ha fatta Alessio Falcone di Radio Radicale:   “come mai 170 deputati di tutti i partiti, nel momento in cui si dibatte sulla sfiducia al  Governo Berlusconi, anziché restare sul tema del giorno decidono di presentare una proposta di legge su un argomento apparentemente lontano dall’attualità politica ? ”

L’argomento oggetto della domanda del giornalista di Radio Radicale è una proposta di legge che vieta la produzione, l’importazione e il commercio di merci prodotte in schiavitù, presentata nei giorni scorsi, primi firmatari gli on. Pagano, Sposetti, Moffa, Cimadoro, Poliedri, Volontè, Calgaro.

Si ! Perché anche se a qualcuno potrebbe sembrare strano, l’argomento strano non è. Anche in Italia, per fare qualche esempio, si rammenta che nel distretto tessile di Prato, ma ciò accade anche in molte altre parti d’Italia, laboratori clandestini, gestiti quasi tutti da cinesi, producono milioni di prodotti di qualità scadente e a prezzi stracciatissimi. Come può accadere tutto questo in pieno terzo millennio ? 

Silvia Pieraccini,  nel suo libro inchiesta “ L’assedio cinese “, Edizione Sole 24 Ore, ci mostra cifre da capogiro: solo a Prato insistono 30 mila clandestini che producono 2 miliardi di giro di affari (almeno la metà in nero), che però denunciano appena tre casi di infortuni all’INAIL e che hanno una vita media aziendale di tre anni e mezzo al fine di sfuggire ai controlli. La materia prima che si lavora in questo distretto produttivo arriva quasi sempre dai campi di concentramento cinesi, i famigerati lao-gai. In questi posti terribili i dissidenti politici assieme ai condannati per reati comuni vengono schiavizzati lavorando 18 ore al giorno, fino a quando non schiantano dalla fatica. Molte volte a coloro che muoiono vengono espiantati i loro organi vitali (cuore, reni, fegato).

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Il sogno continua… oltre la realtà

Milocca – Milena Libera - oltre 1.500.000 fans

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PDS, il Partito Degli Sfigati

di Haldeyde
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L’antiberlusconismo è una ventata di sfiga che ti si attacca al midollo e ti opprime i visceri.
Potreste, lorsignori, opporre al Caimano anche uno straccio di programma condiviso? Che so, basato solo su due punti, ma condivisi: conflitto di interessi ed interventi strutturali sul lavoro. Tanto per cominciare con qualcosa dove è impossibile trovare contrasti. Poi vi scazzerete su temi etici, istruzione, giustizia, ma intanto cominciate.
Siamo sul Titanic, bellezze! In prima classe vi strafogate di ostriche e champagne, mentre l’acqua ha già sommerso la terza classe. Ma l’acqua sale, sale, sale……
E arriva anche da voi. Dopo, ma ci arriva. Ed è fredda. Freddissima. Ancor più fredda per chi è abituato al calduccio.

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Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 1,18-24.
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Ecco come avvenne la nascita di Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo.
Giuseppe suo sposo, che era giusto e non voleva ripudiarla, decise di licenziarla in segreto.
Mentre però stava pensando a queste cose, ecco che gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa, perché quel che è generato in lei viene dallo Spirito Santo.
Essa partorirà un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati».
Tutto questo avvenne perché si adempisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta:
Ecco, la vergine concepirà e partorirà un figlio che sarà chiamato Emmanuele, che significa Dio con noi.
Destatosi dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore e prese con sé la sua sposa,

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