Presidi siciliani: una legge ha salvato il concorso ma tornano in corsa anche i ricorrenti.
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Il presidente Napolitano firmerà la legge che li salva?
di Silvana La Porta
E’ di ieri la notizia che in Senato la VII Commissione Istruzione pubblica, Beni culturali del Senato ha approvato, in sede legislativa, in via definitiva il ddl 2392 concernente la rinnovazione del concorso per dirigenti scolastici indetto in Sicilia nel 2004…
Ciò significa che al momento attuale i presidi siciliani sono salvi e che si attende la firma del presidente Napolitano e la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Adesso il problema è proprio questo. Giorgio Napolitano firmerà un provvedimento palesemente incostituzionale?
Il presidente della Repubblica, il garante delle istituzioni, il difensore preposto affinchè il nostro sia uno stato di diritto e non la repubblica delle bananas, creerà un precedente del genere, un caso in cui una sentenza della magistratura viene riveduta e corretta da un provvedimento di legge?
Non dimentichiamo che è questo il secondo tentativo di superare la sentenza dei giudici con una leggina ad hoc. Nel novembre 2009 la Camera votò un emendamento al disegno di legge sui precari che salvava anche i presidi siciliani, evitando loro la ripetizione del concorso. Napolitano, resosi conto dell’assurdità della situazione, fece sapere al governo che avrebbe promulgato la legge a condizione che venisse cancellata quella sanatoria. Così l’articolo salva presidi fu espunto.

















