Ma ne valeva la pena?
reportage da Firenze
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Ho avuto la ventura di assistere giovedì ad una scena insolita, vedere collocata sul Duomo di Firenze la statua del David di Michelangelo. L’aveva portata a quell’altezza considerevole una gru.
All’imbrunire, giunto davanti l’ingresso alla cupola del Brunelleschi, ho visto molti guardare in su, dove tecnici montati su un carrello aereo erano intenti a provare l’illuminazione della gigantesca statua colore marmo bianco di Carrara.

Il David e la folla indifferente
Era un falso, una copia in vetroresina della statua di 5,17 metri di altezza per 400 chili di peso, mi dissero, posizionata sul primo sprone della tribuna di destra della cupola. La messinscena fa parte di una delle performance di Florens 2010, la Settimana internazionale dei beni culturali e ambientali (info: www.florens2010.com).
Il David in vetroresina sarà “itinerante”: verrà spostato sabato sul sagrato del Duomo e domenica in piazza Signoria. Il tutto in ricordo della disputa del 1504 su dove dovesse essere collocata l’opera.

Renzi Matteo sindaco Firenze
Un improvvisato personale breve sondaggio tra i turisti, italiani e stranieri di media cultura o comunque informati della storia di una delle più belle piazze d’Italia che il mondo ci invidia, si è rivelato abbastanza critico sull’iniziativa.
La maggior parte conveniva sul giudizio di una esibizione esteriore sopra le righe e comunque non gradita, per altri di uno spreco di risorse pubbliche. Pochissimi in effetti si soffermavano davanti alla singolare iniziativa e quasi nessuno entusiasta.
Al sindaco della città – se dovesse leggere o essere informato - giro due appunti: l’esagerato balzello per i parcheggi che tartassano residenti e turisti e l’accattonaggio davanti a quel Duomo, a quel Campanile e a quel Battistero che a Stendhal in visita fecero provare il famoso svenimento di piacere, donde la famosa sindrome omonima.
Due vere e proprie vergogne a cui potrebbe portare rimedio tra un passaggio televisivo e l’altro: non basta lottare i vecchi della politica per sentirsi giovani politici preparati. Non gli porta merito infatti il salassare la gente meno abbiente e il permettere ad un esercito di zingare l’occupazione fisica di ogni angolo e mattone di questo paradiso. Il celebre primo cittadino dovrebbe essere l’angelo custode della città, dei residenti e dei turisti: veda di far qualcosa e dimostri di essere bravo nell’agire così come gli riesce nel parlare.
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