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Archivio per 11 novembre 2010

Mi votu e mi rivotu

“Tra le canzoni popolari siciliane – scrive Francesco Giuffrida – Mi votu e mi rivotu è tra le più note e cantate”

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Nasce, o comunque si diffonde in Sicilia, nel Settecento, infatti la prima registrazione su carta risale ai primi anni dell’ Ottocento. E’ stata nel repertorio di Rosa Balistreri e, più recentemente, è stata riproposta da Carmen Consoli e Mario Venuti.

Mi votu e mi rivotu suspiranno
Passu li notti ‘nteri senza sonnu
E li biddizzi to ‘iu cuntimplannu
Mi passa di la notti sinu a ghiornu

Giuffrida ci invita innanzitutto a ragionare sul termine ‘nteri, apparentemente un “italianismo” ospitato nella canzone. In effetti sia Giuseppe Pitrè che il musicista Francesco Paolo Frontini riportano   una versione differente: passu le notti ‘nterra senza sonnu. “ L’ipotesi più probabile – afferma Giuffrida – è quella che individua la nascita del canto tra - quelle persone use a dormire in terra, almeno in qualche fase della loro vita: i contadini, appunto, se costretti a lavorare molto lontano da casa, i mietitori, i pastori, i vendemmiatori e anche gli allevatori di bachi da seta che cedevano i loro letti per ospitare in casa i bachi quando dovevano formare il bozzolo”.

In questa versione l’uso del termine ‘nterra sottolineerebbe, in contrasto con l’idea di un mondo contadino gioioso e bucolico, la tremenda fatica del lavoro. Probabilmente, questo riferimento così realistico è sparito nel corso della trasmissione orale del canto, perché la canzone è stata “adottata” anche da chi col dormire ‘nterra non aveva alcuna dimestichezza, e ciò l’ha resa più universale, favorendone sopravvivenza e diffusione.

Altra curiosità, dopo il quarto verso, ma non in tutte la varianti, la nostra canzone, differentemente dalla tradizione siciliana che si compone di otto endecasillabi in rima alternata, cambia rima come se fosse la somma di due canti diversi ma di contenuto compatibile.

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Piccole donne crescono…

LE NUOVE “ASPIRAZIONI”

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Utopia

Utopia, ingrediente oggi indispensabile

di Roberto Cafiso

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L’utopia è un sogno inutile oppure un progetto.

In quest’ultimo caso essa ispira i comportamenti di coloro i quali gettano il loro cuore oltre l’ostacolo, credono e si credono e mettono in atto tutto quanto è nelle loro possibilità per trasformare l’evidenza in qualcosa di insperato.
In fondo l’utopia ha fatto evolvere il mondo. Il pensiero illuminato di molti precursori dell’umanità ha consentito di migliorare le condizioni di vita degli abitanti del pianeta. L’utopista non si è limitato a credere e predicare, ha anche lottato, combattuto, per arrivare al traguardo agognato. E se non c’è arrivato personalmente ha fatto si che altri, tempo dopo, lo raggiungessero.

In effetti l’utopista è una persona concreta, perché al di là dei luoghi comuni orienta i suoi comportamenti nel lasso esistenziale a sua disposizione a concretizzare l’idea che lo ispira, il ferreo credo impregnato di carità, equità, solidarietà. L’utopista è un ingenuo a tratti incosciente, perché se tenesse in conto tutte le difficoltà che ostacoleranno il suo cammino non lo inizierebbe neppure.

Ma questa sua fede ne fa un agente di cambiamento e pur sconfitto su un terreno, ricomincerà per indole una nuova battaglia, ancora ispirata dall’utopia. Quale volano per le giovani generazioni l’utopia si iscrive negli stili di vita che ripudiano la materialità, l’utilità egoistica e si proiettano negli ideali a cui un ragazzo non può rinunciare per avere il senso del proprio futuro, dei motivi in cui credere.

L’utopista ha una sua ideologia che non sempre tiene conto dell’analisi sociale e della comprensione della realtà. Il suo pensiero scavalca le contingenze, le dinamiche interumane ed arriva dritto alla meta, attraverso un iter del quale si limita a descrivere lo svolgimento, contro ogni evidenza e probabilità.
Un pensiero insulso, falso, si potrebbe pensare. Ma non è esattamente così. L’utopia autentica, l’anelare di volontà e desiderio oltre se stessi, conferisce a questa ideazione un carattere corroborante, contagioso, utile per lo spirito, cioè per le istanze più profonde oltre gli istinti di base con cui ognuno di noi deve fare i conti.

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Uno strano trenino

Foto scattata in un paese dell'agrigentino. Chi l'indovina?

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Il diadema di Roberto

“Il diadema di pietra” di Roberto Mistretta conquista il secondo posto al Concorso Nazionale di Poesia e Narrativa

Roberto Mistretta

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“Il diadema di pietra” di Roberto Mistretta sul podio.

Il romanzo del nostro collaboratore con protagonista il maresciallo dei carabinieri Saverio Bonanno ed ambientato tra il Vallone e il Kossovo, ha conquisto il posto d’onore al Concorso Nazionale di Poesia e Narrativa “Città di San Leucio del Sannio (Benevento), giunto alla XV° Edizione.

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Solo 1 a cavallo

C O M U N E D I M I L E N A
ufficio servizi sociali

SERVIZIO DI ATTIVITÀ EQUESTRE IN FAVORE DI DISABILI

AVVISO PUBBLICO

Il Distretto Socio Sanitario n. 11 di San Cataldo ha pubblicato avviso pubblico per la selezione dei soggetti da ammettere al servizio sopra indicato nell’ambito del Piano di Zona Distrettuale (per Milena 1) I soggetti interessati al sopraddetto servizio, relativo ad attività equestre, possono presentare istanza entro e non oltre il 15/11/2010 presso il Comune di Milena.
Il servizio suddetto sarà erogato in favore dei soggetti diversamente abili per i quali non sia controindicata l’attività di ippoterapia.
L’istanza, scaricabile da internet http://www.comune.milena.cl.it o da ritirare al Comune deve essere corredata dalla seguente documentazione:
– Attestazione I.S.E.E. relativa ai redditi 2009
– Certificazione sanitaria della situazione di disabilità.
– Certificato medico attestante l’idoneità del soggetto all’attività di ippoterapia.
– Copia documento di riconoscimento.
Nel caso di esubero di domande si procederà alla formulazione di una graduatoria con priorità per i richiedenti con I.S.E.E. più basso.
Per ulteriori informazioni rivolgersi al Comune di Milena – Ufficio Servizi Sociali.
Milena 29 Ottobre 2010

IL FUNZIONARIO RESPONSABILE L’ASSESSORE IL SINDACO
(Dr. Lorenzo SAIA ) (Giuseppe INGRAO) (Dr. Giuseppe VITELLARO

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