A Pompei crolla la celebre “Schola Armatorum”. E’ polemica sui tagli del ministro Bondi
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Quasi duemila anni fa, prima che la tragica eruzione del Vesuvio del 79 d.C. seppellisse Pompei, la ‘Schola Armaturarum Juventis Pompeiani’ era la palestra degli atleti dell’antica città romana.
Oggi è andata completamente distrutta.
Quello che un tempo era un edificio riservato a custodire armature e trofei militari, si è trasformato in un cumulo di macerie.
Quella che dai turisti viene chiamata ‘la Casa dei Gladiatori’ era stata costruita lungo la via dell’Abbondanza, la strada principale della città sepolta percorsa ogni giorno da centinaia di visitatori.
All’interno, nella grande sala, furono rinvenute durante gli scavi molte armature adagiate su scaffali di legno. Sulle porte d’ingresso vi erano dipinti di trofei ed effige di successi bellici.Nonostante la visita turistica fosse interdetta e la Schola accessibile soltanto dall’esterno, adesso il tratto antistante è stato transennato e chiuso al pubblico.
Il crollo della Schola Armaturarum a Pompei ripropone il tema della ‘tutela del patrimonio culturale.
Il segretario generale Uil Beni e Attività culturali, Gianfranco Cerasoli, denuncia le gravi responsabilità del ministro dei Beni e delle attività culturali Sandro Bondi nel crollo a Pompei della “Schola armaturam iuventis pompeiani”, denunciando la mancata nomina di un soprintendente.
“Sono veramente gravi le responsabilità del ministro Bondi che si è affidato alle cure del Commissariamento di Pompei e aldilà della propaganda i risultati di scelte dissennate e incomprensibili la dice lunga su ciò che è stato fatto nell`area archeologica più importante del mondo”, dichiara in una nota Cerasoli.
Stamani tra le 6 e le 7 del mattino, quando gli scavi erano ancora chiusi, è infatti “letteralmente crollata, sembra quasi sotto l`effetto di un terremoto o di un bombardamento, la casa chiamata ‘Schola armaturarum iuventis pompeiani’”.La casa fu rinvenuta nel 191 e restaurata nel 1946 e “da allora – denuncia il segretario – non sembrano essere stati fatti interventi salvo il rifacimento dell`asfalto del tetto durante la gestione commissariale. Infatti l`asfalto risulterebbe essere stato rifatto da circa 7 mesi”.
“Molto probabilmente – continua Cerasoli – la casa è crollata per effetto delle infiltrazioni d`acqua ma è veramente singolare che durante la gestione commissariale che era deputata proprio alla messa in sicurezza , nessuno si sia reso conto dello stato in cui tale casa si trovava”.Il ministro replica: “Non alimentare polemiche inutili”
Il crollo – spiega il ministro – ha interessato le murature verticali Schola Armaturarum che erano state ricostruite negli anni Cinquanta, mentre parrebbe essersi conservata la parte più bassa, la parte cioè che ospita le decorazioni affrescate, “che quindi si ritiene che potrebbero essere recuperate”.
“Alla luce dei primi accertamenti, il dissesto che ha provocato il crollo – prosegue il ministro – parrebbe imputabile ad uno smottamento del terrapieno che si trova a ridosso della costruzione per effetto delle abbondanti piogge di questi giorni e del restauro in cemento armato compiuto in passato.
Fonte Tiscali











Vesbiana cinere tecta
Quater tulit quinque saecula
Schola Armatorum
Sed quater non tulit quinque
Domus quod sibi
Imperator aedificavit
Protetta dalla cenere del Vesuvio, la Scuola dei Gladiatori aveva sopportato 20 secoli, ma non ha sopportato che l’Imperatore costruisse solo per sé 20 case