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Archivio per 7 novembre 2010

Il 4 Novembre da noi è il 7

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Milocca 2- Acquaviva 1

Il Milocca dedica la vittoria ad Alfredo

a cura di ci

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Il Presidente la dirigenza e tutti i giocatori dell’asd milocca 2009 dedicano la meritata vittoria ad Alfredo Cordaro scomparso sabato scorso dopo un terribile incidente sul lavoro.

Prima dell’inizio le 2 squadre hanno ricordato il nostro caro amico con un mazzo di  fiori e un minuto di raccoglimento in suo  onore anche il pubblico ha partecipato dedicandogli un lunghissimo applauso….

La partita è difficile per la squadra del milocca, infatti l’Acquaviva voleva riscattarsi dopo il 4 a 0 della prima giornata.

Il primo tempo di studio si chiude in parità

Nel secondo tempo sono gli ospiti a cominciare meglio andando subito in vantaggio col numero 10. Ma passano solo 5 minuti e c’è subito il pareggio del Milocca  derivato da un autogoal su lancio di  Calogero Insalaco.
Poi è un assedio dei bianvoverdi che dopo aver pareggiato vogliono portarsi a casa  i 3 punti e ci riescono dopo che Morello inventa un bel goal su assist di Cammarata.

Secondo successo di fila della squadra di Angelo Falzone dopo quello di Riesi.

La prossima trasferta è quella di Vallelunga. Speriamo in un risultato positivo….

Forza Milocca

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Dallo “zappuni” alla “zappetta”

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La scelta dell’agricoltura fu il punto iniziale precedente l’avvio verso il mondo industriale perché per il milocchesi il Piemonte significa città, non campagna.

Il milocchese passò da una agricoltura di tipo estensivo basata sul cerealicolo alla quale possono aggiungersi coltivazione di ulivi, alberi da frutta e di piccoli orti i cui prodotti sono destinati al consumo individuale e non al mercato, ad una agricoltura di tipo intensivo, incentrata soprattutto sulla viticoltura.

Dovettero apprendere la modalità di conduzione di un’azienda contadina dell’astigiano, basata sulla forte intensività colturale dovuta all’uso delle rotazioni dei campi (grano, granoturco, foraggio, ecc.), all’impiego di mezzi tecnici, con prevalenza di coltura viticola e dotata di stalla con allevamento bovino.

In questo cambiamento, sicuramente più faticoso sia per l’adattamento alle nuove colture, sia per il monte ore di impegno, vi fu una novità: un cambiamento di utensile che diede un certo sollievo. Si tratta del passaggi dallo zappuni alla zappetta; il primo, molto pesante, usato in Sicilia per dissodare i terreni pesanti e siccitosi, la seconda, usata in Piemonte, per sarchiare i terreni più leggeri.

Si racconta che Antonio Cannella, oggi imprenditore edile, con spirito manageriale, organizzasse gruppi di compaesani, prendendo in appalto vigne da zappare a cottimo.

Ma sia perché la fatica dello zappare della vita del contadino, anche al nord, non aveva corrispondenza di guadagno adeguata, sia per l’atavico disprezzo per la terra matrigna e soprattutto perché il modello vincente era quello urbano, la quasi totalità dei milocchesi abbandonò le campagne spingendosi verso il mondo industriale.

Infatti “per loro Piemonte significa città, se è città l’industria” (Barberis, 1963, p.1539.

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Un altro operaio è morto !

dal sito pdcimilena

Alfredo Cordaro, da giorni ricoverato nell’ospedale di Caltanissetta, a seguito di un brutto incidente, non ce l’ha fatta !
Con ansia e trepidazione, abbiamo seguito di ora in ora, l’evolversi della degenza.
Questo epilogo, inaspettato ed ingiusto, lascia tutti, in preda ad una sofferenza indicibile.
Tragedie come questa, non hanno bisogno di commenti.
Ogni parola, ogni espressione, rischia di essere fuori posto e fuori luogo.
In questo terribile momento di immensa sofferenza, alla sua famiglia, va il nostro sincero abbraccio .

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Non ce l’ha fatta

Alfredo Cordaro non ce l’ha fatta. Nelle prime ore di ieri 6 novembre è morto sotto i ferri lasciando nel più completo sconforto i genitori, i parenti, gli amici, l’intero paese.

Il giovane è morto subito dopo un ennesimo disperato intervento neurochirurgico al cervello messo in atto dai sanitari per salvargli la vita.

Un altra vittima degli infortuni sul lavoro va aggiungersi ad una lunga terribile fila.

Siamo tutti profondamente colpiti da questa disgrazia e vicini al dolore dei suoi cari. Non riusciamo a dire altro perchè nessuna parola potrà mai rendere la commozione generale, la voce rotta e le lacrime che non si riesce a trattenere.

Riposi in pace Alfredo e il Signore dia pace ai suoi.

MML

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W la Repubica !!!

L’Italia bigama e bigotta

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Cosa rimprovera l’Italia bigotta al Cavaliere che ammette pubblicamente i festini notturni ad Arcore giustificandoli con un “amo la vita, amo le donne”?

Gli rimprovera, in fondo, che certe cose (ci occupiamo altrove della telefonata alla Questura di Milano) non è bene che le faccia un uomo pubblico e che vengano alla luce. E gli rimprovera, inoltre, di essere un “malato sessuale”.
I commenti, spesso bigotti, di autorità (per nulla) morali ci riportano alla mente una frase di Pier Paolo Pasolini: «In questa epoca moralista – notava in “Scritti corsari” – è presente la più grande immoralità».

Entriamo nel merito della questione. Silvio Berlusconi, pluridivorziato, non ha perduto la manìa di andar dietro alle gonnelle, di essere – per dirla con Giuliano Ferrara – un «puttaniere, un libertino giocoso e gaudente».

Ma il Cavaliere non è il primo politico italiano, né il primo uomo di governo occidentale, a trovarsi in una simile situazione. La lista sarebbe lunga.

Cosa è cambiato, invece, col passar degli anni?

E’ cambiato – grazie soprattutto al consumismo e alla tv – quello che chiamiamo il comune senso del pudore, la cui soglia s’è abbassata sempre più.

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Pdl, Da immagini su cronistoria partito ‘sparisce’ quella di Fini

di Apcom
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Una cronistoria per immagini, dalla manifestazione di San Giovanni del 2006 a quella che si è tenuta nella stessa piazza nel 2010. Protagonista: Silvio Berlusconi. E’ il video che è stato proiettato prima dell’inizio della Direzione nazionale del Pdl, convocata al complesso monumentale di Santo Spirito in Sassia.
La cronistoria ricorda il giorno del ‘predellino’ del novembre 2007, passando per la vittoria elettorale del 2008 e il Congresso che sancì la nascita del Pdl.

In nessuna immagine compare comunque l’attuale presidente della Camera, Gianfranco Fini.

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Dopo la frutta arriverà il conto

Ennio, ovvero “La fine di un ventennio”

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Giorno dopo giorno, perde i pezzi come un vecchio carrozzone.
Neanche i soldi riescono più a contenere la fuga di suoi fedeli verso altri lidi.
Il COPASIR lo convoca per chiarimenti sulla sicurezza, mentre il Forum delle Famiglie gli chiede di rimanersene in pantofole, perchè la sua prevista presenza sarebbe d’imbarazzo …
Se avesse un minimo di dignità, farebbe meglio a starsene a casa e dedicarsi ai nipotini ( quelli veri, non quelli da 5000 Euro a notte ).

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Speriamo non ci sia in atto uno smantellamento totale

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Forza Italia, fai come la Germania

L’Italia del Sud è come la vecchia Germania dell’Est: per cambiarla ci vogliono gli stessi metodi.

A. Pagano

Lettera aperta di Pagano ad Angelo Panebianco

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Ha ragione Angelo Panebianco quando sulle pagine del Corriere della Sera il 26 Ottobre u.s., scriveva: “c’è in alcune classi dirigenti del Sud (politici, intellettuali, imprenditori, professionisti) una sorta di complesso di inferiorità psicologica e culturale verso gli omologhi del Nord del Paese”; solo così si spiegano frasi del tipo << lo Stato ha abbandonato il Sud >>.

Gli do ragione perché questi stessi “campioni del piagnisteo” che si lamentano sempre, nulla fanno per cambiare le cose, continuando nel loro esercizio quotidiano di disfattismo, pessimismo, se non addirittura di piccoli interessi di bottega.

Angelo Panebianco

Ha ragione ancora una volta Angelo Panebianco, quando nello stesso articolo afferma che “i 60 anni di democrazia non hanno portato doni al Mezzogiorno “. Ma ha ragione perché le politiche economiche del Mezzogiorno volevano solo un Sud assistito. Al Sud non doveva esserci sviluppo autentico e per tutti, ma solo per il ceto medio e per i cortigiani della politica, delle corporazioni e degli apparati, che si dovevano ingrassare e che non si dovevano lamentare. Anzi! Il resto della popolazione invece doveva emigrare per diventare forza lavoro necessaria a sostenere il boom economico di quegli anni nel nord-ovest del Paese.

Orbene, non si può pensare che 60 anni di assistenzialismo non abbiano inciso negli usi, nelle abitudini e negli stili di vita della gente del Sud. L’ assistenzialismo è un cancro culturale che uccide i neuroni e sviluppa una capacità mostruosa nell’evitare le fatiche e i sacrifici e nel ricercare il facile guadagno.

Quando la Germania festeggiò il decennale della sua unificazione il 3 Ottobre dell’ anno 2000, la felicità non sprizzava nei tedeschi. Dopo due lustri di investimenti i panzer teutonici si sentivano quasi frustrati per i pessimi risultati che avevano fin lì raggiunto.

Ma non si arresero! Sapevano che dovevano cambiare una mentalità che, per caratteristiche antropologiche, si modifica solo dopo tempo. E così continuarono gli investimenti in infrastrutture sotto la stretta regia dello Stato Centrale; investimenti che ad oggi ammontano a 1300 miliardi di Euro, mentre da noi si sta ancora a discutere della fondamentale Catania-Ragusa o del Ponte sullo Stretto.

Oggi dopo 20 anni di cura da cavallo la ex Repubblica Democratica Tedesca ha festeggiato il ventennale della sua unificazione con risultati da capogiro. Per esempio, ha visto crescere il PIL del 163% rispetto al 49% dei Lander dell’Ovest.

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