.
Bompensiere, pochi e disagiati
.
Le Poste Italiane hanno inviato al sindaco Salvatore Gioacchino Losardo una lettera nella quale hanno fatto rilevare l’esigenza che, essendo Bompensiere un comune con una popolazione inferiore a mille abitanti (676), i giorni di apertura dello sportello postale locale dovevano essere ridotti da sei a quattro.
In pratica, la Posta sarebbe rimasta aperta il lunedì, martedì, giovedì e sabato, mentre nelle giornate del mercoledì e del venerdì sarebbe rimasta chiusa. Una decisione che, tuttavia, il primo cittadino non ha condiviso. Per questa ragione ha scritto una lettera indirizzata non solo alle Poste Italiane, ma anche al Prefetto.
Nel documento è stato evidenziato che l’eventuale riduzione dei giorni di apertura del locale ufficio postale comporterebbe dei disagi gravissimi per la popolazione bompensierina, soprattutto quella anziana.
In particolare, il sindaco ha fatto rilevare che nel suo comune non esiste un solo istituto bancario: «I miei concittadini si servono dell’ufficio postale per effettuare quelle che sono le normali operazioni che andrebbero fatti in una banca; ad esempio, tutti hanno un conto corrente postale e non tutti, se la posta aprisse solo quattro giorni a settimana, avrebbero la possibilità di recarsi in uno dei paesi vicini, Montedoro o Milena, per effettuare le operazioni che gli servono, con gravi disagi che la cittadinanza verrebbe a patire».
La situazione è stata rappresentata anche al Prefetto di Caltanissetta. «Noi, rispetto a comuni con un numero inferiore di abitanti che però hanno gli istituti bancari in sede, invece non possiamo contare sulla presenza di banche nel nostro territorio – ha concluso il sindaco Losardo- per cui chiedo che questa decisione venga rivista consentendo l’apertura dell’ufficio postale sei giorni su sei».
C. L.











Il Sindaco di Bompensiere, come tutti i Sindaci dei piccoli Comuni della nuova generazione con le “tasche vuote”, a volte si sentono come “infusi dello Spirito Santo” ed allargano amaramente le mani di fronte alle difficoltà.
Di converso dimenticano di essere stati eletti dal popolo per trovare soluzioni di progresso. Ed in questo senso pensano di risolvere, come in questo caso, con una lettera di protesta senza entrare (volutamente?) nel merito del problema.
Oggi, purtroppo, le “soluzioni di progresso” passano attraverso un diffuso, cinico (purtroppo) mercato ove il “referente politico di turno” diventa sempre meno efficace.
La logica del mercato chiede forti iniziative nel senso dello sviluppo ove i finanziamenti dovrebbero seguire, appunto, progetti di sviluppo, non le sollecitazioni di un referente disattento e, forse, ormai incapace di “sollecitare”, soprattutto senza un cospicuo tornaconto elettorale.
Morale: si dia alla “banca-posta” un motivo di mercato, aggiungendo anche un sospiro di richiesta di solidarietà che possa far capire che simil popolazioni non potranno mai risollevarsi senza un aiuto da parte dei soggetti economici istituzionali e non.
Magari un po’ sollecitati da superiori organi di governo… sensibili!
In diverse legislature passate, sia nazionali che regionali, erano emersi disegni di legge dedicati e destinati ai piccoli Comuni: che fine hanno fatto? Perché non sollecitarne la riedizione? Perché non fare fronte… Comune? Perché non sfruttare adeguatamente le cosiddette “Unioni di Comuni”?
Aspettiamo i “Liberi Consorzi”? Per ricominciare a piangerci dentro?
Al sindaco di Bompensiere,
se fosse utile questa mia testimonianza, potrà usarla.
Da anni, poichè la posta di Milena è superaffollata, sia la mia famiglia che molti amici e conoscenti, spesso “scendiamo” a Bompensiere dove troviamo cordialità degli operatori e meno folla.
La mia testimonianza è facilmente riscontrabile dai movimenti (versamenti, raccomandate etc, etc.) intestabili a residenti in Milena. Ecco un motivo in più per tenere aperta la posta sei giorni su sette.
Con tanti auguri per la campagna del sindaco pro posta.
Concordo con il dott. Cipolla…anche io mi reco spesso a Bompensiere, tante volte senza neanche guardare se nella posta di Milena ce affollamento…a Bompensiere si fa tutto più velocemente sia per la cordialità e velocità dell’ operatore (a Milena addirittura mangiano il pane e si fanno i capelli mentre lavorano) sia per la poca affluenza di persone…comunque spero che rimanga aperta tutti i giorni com è stato fino ad adesso.
Concordo con idem e con il dottore Cipolla. sopratutto sulla cortesia degli impiegati postali di Bompensiere a differenza di quelli di Milena.