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Archivio per 14 ottobre 2010

Carrubbo o carrubo?

La delibera andrebbe ritirata, corretta, riscritta in italiano e approvata con la indispensabile partecipazione dell’Eroe del Carrubbo

La titolata VIA DEL CARRUBBO

 

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Non facciamoci prendere per analfabeti!

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C’era una volta e ci dovrebbe essere  ancora sulla scrivania del segretario comunale un dizionario della lingua nazionale, da consultare in caso di dubbi, per evitare errori e brutte figure negli atti pubblici: a proposito pubblici si scrive con una o due bi?

E’ il caso dell’arcinoto millenario albero di via S. Pellico: carrubbo si scrive proprio così? con due b? come si pronuncia in slang milocchese e per come è stato scritto in delibera? Di errori in passato - quando al comune lavoravano persone ed amministratori molto ma molto meno istruiti, senza diplomi e lauree – se ne sono fatti, alcuni fanno inorridire, basti vedere l’effetto che fa alle persone di normale istruzione leggere via Macchiavelli e non Machiavelli come in effetti si chiamava Niccolò (o Nicolò) o Innocenzo scritto Innoccenzo!

La delibera sul "carrubbo" senza chi ne è stato l'eroe: uno sgarbo? (clicca per ingrandire 'immagine)

CARRUBBO O CARRUBO?

Risolviamo il dilemma.

Secondo il dizionario Devoto-Oli, che abbiamo consultato, si scrive in questo modo: carrubo. “Carrubbo” così come è scritto nella delibera è un errore grave.

L’errore, perchè di errore si tratta, potrebbe spiegarsi per l’assenza di due assessori, Curto e Nicastro: guarda il caso! si tratta degli assessori rispettivamente all’istruzione ed alla cultura e, si sa, quando mancano scuola e cultura è sicuro che si commettono strafalcioni!

Accertato l’errore, adesso ci si aspetta il ritiro e la riformulazione in italiano della delibera n.86 dell’8 ottobre 2010. Non foss’altro pensando alla meraviglia e alle risate sfottenti delle persone normoistruite e ai turisti e agli artigiani che dovessero passare per Via del Carrubbo!

Torniamo al Devoto-Oli per un’ulteriore sorpresa: ”Carrubo (car-rù-bo) s.m. (sostantivo maschile) – dall’arabo kharrab – si scrive con una sola bi. Ma anche: carubo va bene. Mai carrubbo!!!

E allora? La delibera cambiare si deve!!! 

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Trattativa privata al ribasso da euro 2.494,80 oltre Iva al 20%

di c.l.

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Smaltire materiale in eternit è un’operazione sempre parecchio costosa per gli enti comunali. A Milena oggi, scade alle ore 12 la trattativa privata indetta dal comune per lo smaltimento di alcune vasche di eternit in disuso siti nella Scuola Media Luigi Pirandello.
La trattativa consiste nell’affidamento del servizio di smaltimento delle vasche di eternit e comprende la stesura del piano di lavoro per l’ottenimento del nulla -osta dell’ASP competente, versamenti, prelievo, trasporto, smaltimento e quanto altro previsto nel rispetto della normativa vigente in materia.
L’importo complessivo del servizio, presuntivamente ammonta ad euro 2.494,80 oltre Iva al 20% calcolato sulla base di € 2,97 oltre Iva al Kg. di rifiuto da smaltire. Tale importo sarà suscettibile di variazione in aumento o in diminuzione in funzione del peso reale del materiale da smaltire che dovrà risultare da apposto verbale di pesatura.

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Conserbiamoli bene!

Sentimenti contrastanti alle notizie recenti.

Grande gioia per i minatori cileni.

Grande rabbia per gli imbecilli ultras serbi di Genova.

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Trota contro Piovra, e la mafia trema!

Trota, così Umberto Bossi chiama il figlio Renzo eletto, cioè fatto eleggere deputato regionale con oltre 10.000… euro al mese. Grazie babbo. Ora presiederà una commissione, lui che per diplomarsi superò la soglia… di due bocciature solenni.  

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Il vaso di Pandora

Ora il Pd spenderà una parola come per Maira?

di Vincenzo Pane

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Legami fra politica e imprenditoria e ipotetiche connessioni per influenzare gli apparati burocratici. Si allarga l’inchiesta della Procura della Repubblica che vede al centro l’imprenditore nisseno Pietro Di Vincenzo e spuntano altri nomi eccellenti di presunti referenti politici che avrebbero garantito all’imprenditore di aggiudicarsi molti lavori con le sue imprese.
Al nome dell’on. Rudy Maira, facente parte del partito “Popolari per l’Italia” e attuale vicepresidente della Commissione antimafia all’Assemblea regionale siciliana, adesso si affiancano quelli dell’ex parlamentare ed ex ministro delle Poste e Telecomunicazioni Salvatore Cardinale, che fu in carica nel governo di centro-sinistra e di Vincenzo Lo Giudice, ex Udc, già condannato per presunte connessioni con Cosa Nostra nel processo “Alta mafia” svoltosi ad Agrigento.

Ma la lista dei contatti eccellenti di Pietro Di Vincenzo non si esaurirebbe qui, visto che sarebbero ancora parecchi i nomi sui quali i magistrati della Direzione distrettuale antimafia di Caltanissetta, guidata dal procuratore Sergio Lari e dagli aggiunti Amedeo Bertone e Domenico Gozzo, stanno indagando. Dagli uffici della Procura, al quarto piano del Palazzo di Giustizia, non trapela nulla. I magistrati mantengono il più stretto riserbo sull’intera vicenda visto che le indagini, pur proseguendo a ritmo serrato, sono ancora in corso.

Il nome dell’on. Maira era già venuto a galla durante l’udienza del procedimento per la confisca dei beni all’imprenditore Di Vincenzo, quando il procuratore generale Roberto Scarpinato ha parlato di dazioni di denaro da parte dell’ex presidente dell’Ance all’ex sindaco di Caltanissetta.

E qualcosa di simile sarebbe avvenuto anche con l’on. Cardinale, almeno stando ai verbali di interrogatorio resi da Pietro Di Vincenzo ai magistrati della Procura nissena nell’agosto scorso. In quella circostanza i sostituti procuratori della Dda avrebbero chiesto chiarimenti a Di Vincenzo su dazioni di denaro a Maira e anche a Cardinale basandosi su alcuni appunti dello stesso di Di Vincenzo.

Appunti che vennero sequestrati da Dia e Guardia di Finanza nelle proprietà dell’ing. Di Vincenzo nel giugno scorso, quando l’imprenditore finì in manette con le accuse di estorsione nei confronti dei suoi dipendenti, intestazione fittizia di beni e ricettazione.

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La lettera di Margie

Help me

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Sono tra coloro ( tanti ?)che non hanno partecipat0 al concordo per DS .Non ho voluto partecipare allora per motivi familiari ma adesso sono pronta ad affrontare con competenza e giusta passione quest’avventura.Ma dopo le vergognose dispute relative al concorso in questione pare che non ci sarà nessun nuovo concorso perchè tutti i posti disponibili saranno assorbiti dai…duellanti.
Lo trovo ingiusto e penso che anche noi…” mai nati ” abbiamo il diritto di aspettare un concorso tanto sbandierato e poi abortito.
Cosa possiamo fare affinchè il diritto e la legalità non venga calpestata da gente che vuole restare sulle poltrone conquistate in modo illegittimo e da gente che sulla scia di un abuso vuole entrare dalla finestra senza affrontare la prova?
Possiamo indire anche noi un’azione legale perchè non vengano inseriti in questa tornata concorsuale i posti non previsti nel 2004?
cosa consigliate?
grazie

Margie

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di Francesca Brunati

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È stata un’aggressione di gruppo, feroce, quella che ha subito Luca Massari, il taxista pestato brutalmente dopo aver investito inavvertitamente a Milano un cane sfuggito ai suoi padroni perché senza guinzaglio.

Un pestaggio a cui avrebbero preso parte anche altre persone e non solo l’uomo finito in carcere a poche ore dai fatti, che lo ha picchiato perché gli ha «fatto venire i nervi».
Un mix di violenza e prepotenza su cui pesa anche il silenzio complice di molte persone che hanno assistito alla scena, ma si rifiutano di parlare, segnati da quel clima di omertà che da anni regna nella zona. Il luogo dove il taxista è stato ferito è nei pressi dello Stadera, quartiere da sempre definito «difficile», una delle roccaforti della ‘ndrangheta, alla periferia sud di Milano.

Il primo che ha osato rompere il silenzio, raccontando agli inquirenti quello che aveva visto, l’ha pagata: all’alba ha trovato la sua auto distrutta dalle fiamme. Completamente bruciata. Un gesto questo, per gli investigatori, inconfondibile: un avvertimento a scopo intimidatorio contro chi ha scelto di collaborare.

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