CIMINO SOLLEV_ATO
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«Non sono soltanto io a sostenere che gli attuali componenti del Consiglio di Amministrazione dell’Ato Ambiente CL1 sono decaduti. Una nota esplicativa dell’assessore regionale Pier Carmelo Russo, conferma quanto vado sostenendo da mesi e cioè che gli amministratori della società di ambito sono scaduti e che vanno rinnovati. Qui invece si è fatta confusione tra organi amministrativi (che devono continuare a svolgere le funzioni loro assegnate fino alla rimodulazione degli Ato in Sicilia) e le persone fisiche che compongono tali organi».
Il sindaco di Caltanissetta Michele Campisi torna quindi a chiedere le dimissioni del presidente dell’Ato Ambiente Giuseppe Cimino, e svela che nelle scorse settimane ha corso il rischio di essere dichiarato decaduto con la grave attribuzione di responsabilità di inefficienza nel fare fronte all’emergenza rifiuti.
«Con l’assessore all’Ambiente Pier Carmelo Russo è stato chiarito che il sindaco rischia tale grave provvedimento soltanto se non ottempera ai propri doveri e non è in grado di garantire il rispetto delle condizioni di salute pubblica. Ma io, nelle scorse settimane, ho fatto tutto ciò che era mio dovere fare. Ad andare a casa, insomma, non devo essere io, ma chi continua ad amministrare l’Ato Ambiente. Una nota esplicativa dell’assessore del 3 agosto mette in chiaro le cose».
La “querelle” tra Campisi e molti colleghi sindaci rappresentanti dei Comuni dell’Ato Ambiente si era aperta nei primi mesi di quest’anno, in occasione di infuocate assemblee tra i soci della società di ambito denominata CL1. «L’assessore Pier Carmelo Russo, sollecitato a dare un parere – aggiunge Campisi – ha ora chiarito che il comma 12 della legge regionale n. 9 del 2010, allorquando si fa riferimento ai soggetti già deputati alla gestione integrata del ciclo dei rifiuti che devono continuare a svolgere le competenze loro attribuite, si riferisce alle società, alle persone giuridiche ed ai soggetti giuridicamente individuati, non già alle persone fisiche componenti gli organi amministrativi. E l’assessore spiega pure che quando si parla di organi preposti all’amministrazione delle società di ambito e dei consorzi che devono restare in carica ed operare con pieni poteri, si fa riferimento alla continuità gestionale in questa fase degli organi amministrativi ordinari rispetto alla successiva fase di liquidazione e non già alla permanenza delle stesse persone fisiche in seno agli organi amministrativi oltre la scadenza prevista e senza che si proceda al loro rinnovo a norma di legge e di statuto».
Di fronte al chiarimento pervenuto dall’Assessorato regionale competente che non prevede la proroga della scadenza degli organi amministrativi delle società di ambito in deroga alla loro normale scadenza, quindi, Campisi ribadisce che gli attuali componenti del CdA dell’Ato Ambiente CL1 dovrebbero farsi da parte e lasciare che l’assemblea dei sindaci proceda all’elezione dei nuovi responsabili.
Ma nei giorni scorsi il sindaco non è andato a Palermo soltanto per mettere in chiaro la propria posizione, bensì per parlare del debito del Comune nei confronti dell’Ato Ambiente. Cosa che è avvenuta nel corso di un incontro con lo stesso assessore Russo e con la collega di Giunta regionale Caterina Chinnici (che ha la delega agli Enti locali). «L’assessore Russo – dice Campisi – ha confermato che il Comune di Caltanissetta deve pagare il debito di quasi 10 milioni maturato al 31 dicembre 2007 ma chiede, contestualmente, che l’Ato Ambiente produca anche i bilancio 2008 e 2009, che come è noto non sono stati ancora approvati. In ogni caso è stato concordato che il Comune di Caltanissetta farà ricorso all’art. 45 della legge finanziaria regionale per “spalmare” il debito in 15 anni, senza interessi, e che tale debito verrà pagato attraverso minori trasferimenti annuali. Inoltre ho ottenuto l’accesso al fondo di rotazione per altri 5 milioni di euro (pure pagabili in 15 anni, senza interessi) che terrò pronti per fare fronte ai debiti maturati sempre nei confronti dell’Ato Ambiente, per gli anni 2008 e 2009. Sul credito di 15 milioni di euro, relativo alla refezione scolastica, che il Comune vanta nei confronti della Regione ho invece appreso che tale somma, se la sentenza resterà favorevole a noi, diventerà esigibile soltanto dopo il processo di appello fissato per il 15 gennaio 2013».









