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Archivio per 16 giugno 2010

Italia allo specchio 4

Torna Insideout, la rassegna stampa dall’estero farcita di buona musica, ironia e.. un pizzico di malizia. Con noi oggi Le Monde e l’Independent, GQ, euobserver.com e tanti altri.

Si parlerà di donne e televisione, “tette e culi” (se vogliamo essere scurrili).  Un vile trucchetto per aumentare lo share della trasmissione, lo ammetto.
Sarà un’inchiesta sull’Italia alla deriva di Videocracy e sulle mafie, il vero grande vincitore di questa Legge Bavaglio.

Questo e molto altro sul blog della trasmissione, http://insideout-italia.blogspot.com, in cui potrete trovare gli articoli tradotti citati durante la puntata e tanti altri pezzi per farvi un’opinione decentemente, una buona volta!
C’è di più…se diventate amici di Insideout su Facebook, tanta buona informazione in omaggio per voi!
Oggi su radiocittàfujiko alle 19,15 circa (pubblicità e approfondimenti vari permettendo) o sul blog, in podcast, a partire da domani!

Lillo

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Nè ricchi nè poveri

UN VIDEO CONSIGLIATO DA GAETANO

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Il tormentone dei mondiali

La vuvuzela è una tromba da stadio lunga non più di un metro da tempo in voga tra i tifosi sudafricani.  

La trombetta viene venduta in prossimità delle strutture sportive, solitamente è fatta di plastica e richiede un bel po’ di fiato per essere suonata a dovere. Secondo alcuni, il nome vuvuzela deriverebbe da un termine onomatopeico Zulu traducibile (a spanne) in “emettere un rumore che fa vuvu”.  

 Il modello di plastica, oggi il più diffuso negli stadi sudafricani dei mondiali, si è affermato nel corso degli anni Settanta tra i tifosi che seguivano le partite di calcio in Messico.  

La vuvuzela aveva guadagnato l’attenzione dei cronisti sportivi già durante la Confederation Cup della FIFA dello scorso anno. Valutato l’effetto del continuo e incessante ronzio causato dalle migliaia di trombette presenti negli stadi e la potenziale pericolosità dello strumento nel caso di tafferugli, la FIFA aveva deciso di vietarne l’utilizzo nel corso dei mondiali.  

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Scopri le differenze tra Ricchi e Poveri

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Se vuoi saperne di più,

se non ti accontenti

della solita vignetta

guarda il seguente video

e capirai

quanta differenza

passa

tra un ricco

e un povero.

http://satira.umorismocolto.oknotizie.virgilio.it/go.php?us=9b058cc03048193

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Presidio a Roma

Roma. Il braccio di ferro tra i 426 presidi siciliani e il ministero della Pubblica istruzione continua.

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I presidi hanno regolarmente vinto un concorso e sono in carica da tre anni e non vogliono essere «retrocessi a professori». All’ipotesi di ripetere il concorso non ci stanno e ieri, in circa trecento, hanno manifestato cantando l’inno di Mameli in piazza Montecitorio.
I dirigenti scolastici siciliani, vincitori di un concorso del 2004 i cui esiti adesso sono stati annullati, contestano la decisione del Cga siciliano che ha stabilito che devono essere rinnovate le procedure concorsuali, chiedendo che vengano tutelati i diritti «di chi da circa tre anni esercita l’incarico di dirigente scolastico. Vogliamo essere trattati da italiani», spiega il dirigente scolastico Giampiero Finocchiaro, facendosi voce della protesta dei presidi isolani.
«E non ci fermeremo – assicura – fin quando il presidente della Camera, Gianfranco Fini, e il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, non avranno ascoltato le nostre ragioni».

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Quelli con la casa pagata da noi /3

200 onorevoli non aventi diritto

di Franco Bechis

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Ben 200 parlamentari si fanno pagare casa grazie a un assegno non dovuto: 48.000 euro all’anno ciascuno per un totale di 9,6 milioni di euro. In una legislatura sono 240.000 euro a testa, 48 milioni in tutto. Sono i 200 parlamentari che prima di essere eletti erano già residenti nella capitale, dove avevano casa e famiglia. E che non avendo alcuna spesa in più per vivere nella città eterna si prendono zitti zitti ogni mese 4.003,11 euro a titolo di “rimborso spese per il soggiorno a Roma”. Un assegno extra non tassato.

Qualche esempio illustre?

Fini arrivò a Roma nel lontano 1971 e lì prese residenza insieme alla famiglia. E’ diventato romano di acquisto. Nella capitale si è laureato in pedagogia con il massimo dei voti, a Roma ha iniziato la sua carriera politica.

Eletto deputato romano nel 1983 è nel palazzo da 27 anni. Era residente a Roma, aveva casa lì, viveva lì. Quando salì a Montecitorio per lui fu un onore, ma nessuna spesa in più.

Eppure da allora ad oggi Fini ha ricevuto un rimborso spese per il soggiorno a Roma non dovuto per un totale di un milione e 2897 mila euro.

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Pagano dimentica…

Replica del commissario provinciale dell’MpA Francesco Musotto

Francesco Musotto

«Questione precari, l’on. Pagano colto da amnesia»

Pronta replica dell’on. Francesco Musotto, commissario Mpa cdi Caltanissetta, alle affermazioni dell’on. Alessandro Pagano in merito alla problematica dei precari ed all’azione del governo Lombardo che ha chiesto la deroga al Patto di Stabilità.

Nel merito delle affermazioni dell’on. Pagano, va precisato che la sua solidarietà è tutt’altro che “incondizionata” e l’accusa nei confronti del Presidente della Regione è l’alibi che si è precostruito per votare contro i precari, temendo che i padroni del suo partito potrebbero chiederglielo. A ben leggere l’articolo in questione, non sappiamo se si tratti dell’ex assessore regionale al Bilancio o alla Sanità o di un ex sindaco leghista della Valcamonica e dintorni, quando stigmatizza le assunzioni clientelari e lo sperpero del denaro pubblico della Regione Siciliana.

Alessandro Pagano

Se il Pagano che firma è l’ex assessore al Bilancio, si vede che, colto da amnesia fulminante, ha dimenticato di avere contribuito a lasciare ai posteri un bilancio regionale che definire colabrodo è un eufemismo, zeppo com’era di mutui contratti per far fronte ai mille sprechi di quella stagione. Se il firmatario è l’ex assessore alla Sanità, si vede che ha dimenticato di avere contribuito in maniera significativa al disastro del Servizio sanitario cui il Governo Lombardo ha posto riparo.

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