«Testimonianza a’ fasti eran le tombe, ed are a’ figli; e uscían quindi i responsi de’ domestici Lari, e fu temuto su la polve degli avi il giuramento: 100 religïon che con diversi riti le virtú patrie e la pietà congiunta tradussero per lungo ordine d’anni».
Dei Sepolcri, Ugo Foscolo
MORTE E SEPOLTURA NELLA SICILIA ARCAICA – CONVEGNO INTERNAZIONALE «NEL MONDO DI ADE»
lunedì 7 e martedì 8 giugno, Palazzo Pignatelli Gela
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Dalla cerimonia funebre per una principessa indigena a una lettura traversale degli spazi e dei costumi funerari; dalle testimonianze consegnate dal mare – con i rituali sacri nella vita di bordo – ai contributi della medicina legale, fino ad arrivare ad un’indagine sulle pratiche funerarie per gli infanti nella protostoria e nell’età greca della sicilia.
Quanto ci è dato sapere del leggendario mondo di Ade, e del suo senso di eternità che lega indissolubilmente scomparsi e superstiti?
Domande, risposte e approfondimenti arriveranno da una tre giorni di confronto che ha i contorni di un viaggio indietro nel tempo, tra l’ VIII e il IV secolo a.C., nella culla di millenari riti funebri, di cui abbiamo preziose testimonianze.
Un parterre d’eccezione, formato da archeologi, studiosi e docenti di fama internazionale, sarà presente al convegno “Nel mondo di Ade. Ideologie, spazi e rituali funerari per l’eterno banchetto (VIII-IV secolo a.C.)”, promosso dalle Soprintendenze ai Beni Culturali e Ambientali di Caltanissetta e Ragusa – rispettivamente dirette da Rosalba Panvini e Vera Greco – in collaborazione con SiciliAntica – Associazione per la tutela e la valorizzazione dei beni culturali e ambientali – sedi di Ragusa e Gela, presieduta a livello regionale da Giuseppe Lo Porto.
Un’occasione più unica che rara per fare il punto sul tema delle “città dei morti”, le necropoli, che ancora oggi divide e affascina, benché «da decenni in Sicilia non se n’è più parlato con la dovuta attenzione – spiega la sovrintendente Panvini – è stato questo il motivo che ci ha convinto a riunire oltre 40 relatori di fama mondiale, che apriranno le porte di queste realtà millenarie, approfondendo i rituali di deposizione, delle sepolture infantili, di quelle ad inumazione o ad incinerazione dalla tarda età del ferro in poi».
La tomba, dunque, nel suo valore ancestrale di “casa del defunto”, curata sia nell’architettura che negli arredi: verranno presentati i casi più importanti a noi pervenuti, legati a quel passaggio tra i due mondi, visto come un viaggio che il defunto compiva scortato da spiriti infernali, accompagnato dai beni più personali e preziosi, come gioielli, armi, oggetti della sua vita.
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