
Stangata in arrivo per 14 parlamentari nazionali o europei che godono del cumulo

Leoluca Orlando
In atto, gli ex-parlamentari regionali per cui scatterebbe la sospensione della doppia indennità sono 14:
Sebastiano Burgaretta Aparo, l’ex presidente della Regione Angelo Capodicasa (Pd) e il suo collega di partito Mirello Crisafulli, l’ex presidente dell’Ars Nicola Cristaldi (Pdl), l’ex presidente della Regione Totò Cuffaro e l’ex ministro Lillo Mannino (entrambi dell’Udc). E ancora Fabio Granata, Pino Firrarello, Salvo Fleres, Alessandro Pagano, Raffaele Stancanelli, Ugo Grimaldi e Dore Misuraca tutti del del Pdl, nonchè l’ex sindaco di Palermo Leoluca Orlando (Idv). – Costo stimato un milione di euro l’anno
Forbici anche per il vitalizio degli ex-deputati regionali, in atto parlamentari europei o nazionali. Non potranno più godere del cumulo. Il problema ha un duplice aspetto: etico e giuridico. Etico, perché mentre, in clima di crisi economica, si tenta di raschiare il barile della pubblica amministrazione, sembra giusto che anche la casta faccia i suoi sacrifici. Giuridico perché si pone per la prima volta un problema che potrebbe finire al vaglio della magistratura ordinaria.
Dice Cristaldi, ex-presidente dell’Ars e in atto deputato alla Camera, che farebbe ricorso in caso di delibera del Consiglio di presidenza dell’Assemblea regionale con cui gli venga sospeso il vitalizio. Ma Camera e Senato già hanno deliberato per la parte di loro competenza. Ribatte Cristaldi: «La Camera non è ricorribile, l’Ars sì». Fleres ritiene che sia fattibile purché non si tocchi il pregresso. In questo caso, potrebbe ricorrere anche lui alla magistratura ordinaria. In effetti, come sostiene il professor Pitruzzella, noto e attendibile costituzionalista, Camera e Senato non sono ricorribili, mentre per l’Ars il problema in seguito a eventuali ricorsi si porrebbe per la prima volta.
Il presidente dell’Ars, Cascio, ha annunciato che la delibera che blocca il cumulo del vitalizio di ex-deputato regionale con l’indennità parlamentare nazionale o europeo, è pronta dall’inizio della settimana. Sarà portata alla ratifica del Consiglio di presidenza il 9 giugno.
«Mi è sembrato giusto adottare questa decisione – dice Cascio – che formalmente sarà ratificata nel prossimo Consiglio di presidenza. Trovo necessario, in un momento di grandi difficoltà economiche, dare un segnale di contenimento della spesa pubblica e di moralizzazione della politica. E non vedo perché, se gli ex-parlamentari nazionali eletti all’Ars subiscono la sospensione del vitalizio da parte di Camera e Senato, lo stesso non dovrebbe valere per gli ex-deputati regionali eletti in altri parlamenti».
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