EXTRACOMUNITARI PROTAGONISTI
Il calcio nisseno non conosce emarginazione e intolleranza
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Ben integrati nel tessuto socio – culturale dei comuni in cui vivono, con un lavoro (proprio o delle famiglie con cui abitano), promettenti nel calcio come a scuola. E’ il profilo di alcuni calciatori extracomunitari che militano nei campionati giovanili e in quelli dilettantistici. Storie diverse, ma con un unico comune denominatore: il calcio come veicolo d’integrazione.
In origine, era stato “Charlie” Radhouane uno dei primi extracomunitari ad integrarsi in Provincia di Caltanissetta. L’attaccante del Vallelunga, oggi quarantaquattrenne, è stato un antesignano in tal senso. Dopo aver militato per tanti anni sia nel Vallelunga che nel Villalba, oggi “Charlie” ha messo su famiglia a Vallelunga dove vive alternando calcio e lavoro.
Un altro marocchino, classe ’94, ma che già ha esordito nel campionato di Terza categoria con la maglia del Milena è Mounain Mousaid, attaccante promettente che si sta mettendo in bella mostra con la squadra di Salvatore Ingrao. Anche lui, grazie alla sua innata simpatia e al suo estro, s’è ormai integrato nel paese delle “robbe” nel quale è stimato al pari della sua famiglia.
A Santa Caterina, sponda Caterinese, invece, i tifosi impazziscono per i gol e le irresistibili serpentine di Alin Jonut Tuca, “Giovanni” per gli amici. Con i suoi gol, 12 finora, il ventiduenne attaccante rumeno sta trascinando la sua squadra verso la promozione in Seconda categoria. Un ragazzo semplice e ben voluto a Santa Caterina dove vive e lavora coltivando anche lui l’amore per il calcio. La sua intesa con una bandiera del calcio caterinese come Antonio la Monica, ma anche il gran rapporto di stima e amicizia che lo lega a tutti gli altri suoi compagni rappresentano uno dei segreti della grande stagione che la squadra di Paolo Di Francisca sta fin qui portando avanti in campionato.
A Caltanissetta, sponda Real Nissa, infine, gioca Florin Zecheru, difensore rumeno classe ’93. Un autentico baluardo difensivo, ma anche un ragazzo che a scuola (frequenta il Pacle di Caltanissetta) promette bene. «E’ un ragazzo per bene, una persona con un grande profilo sportivo e umano», ha detto di lui il tecnico della Real Nissa Fabrizio Ponticello.
E che dire di Ahmed Atia? Lui è la fantasia al potere in un Mussomeli che sta facendo bene nel campionato regionale Allievi. Assist, gol e belle giocate rappresentano il bagaglio di questo ragazzo marocchino classe ’93 che frequenta il terzo anno di Ragioneria e che a Mussomeli è molto ben voluto dai suoi coetanei. «E’ un ragazzo d’oro, uno di quelli che il calcio ce l’hanno nel sangue e che, soprattutto, riesce a farsi voler bene dai suoi compagni», ha detto di lui il tecnico Raimondo Raviotta. Suo padre segue ogni sua partita e ogni gol del suo Ahmed lo saluta con tutta la gioia di un genitore felice non solo di vedere il figlio far gol e divertirsi, ma anche di vederlo integrato in una realtà come quella mussomelese che ormai lo considera parte integrante del suo tessuto sociale di riferimento.
Storie di calcio e di vita in cui sport e integrazione creano un connubio vincente dimostrando ancora una volta come, al di la dei risultati che si possono conseguire in campo, è possibile vincere la partita più importante: quella contro l’intolleranza e l’emarginazione sociale.
C. L.
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