ACQUA INQUINATA
10 Novembre 2009 di milocca
Pubblicato in Comune, Politica, Salute/Medicina | 10 Commenti
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Da un annetto a questa parte mi sono abituato alla filosofia pirandellenia per cui niente più mi meraviglia, però trattandosi di salute, della mia, della mia famiglia, di tutti noi vorrei raccapezzarmi meglio, insomma l’acqua è non è potabile?, ovvero si può assumere con i cibi? ad esempio si può sbollentare la pasta con l’acqua delle rete?, posso degustare il pane impastato con la suddetta acqua?, posso bere una tazza di the, a casa o al bar, preparato con questa acqua? ed ancora posso sciacquarmi i denti sempre con la medesima acqua? se le risposte alle mie domande sono negative ovvero NO NO NO perchè debbo pagare l’acqua non potabile per potabile?
Lavorando a Mussomeli ho recepito che gli esercizi pubblici che preparano e/o somministrano alimenti vengono riforniti con autobotti che si approvvigionano dall’acquedotto Madonia Est presso il comune di Villalba.
Mi sorge spontanea la domanda, siamo forse figli di un Dio minore? i Milenesi debbono espiare qualche colpa degli antenati? oppure…… ?
l’acqua è inquinata, ma la bolletta non ne risente!
Nel 2009 non abbiamo avuto mai, per un intero trimestre , la fornitura di acqua potabile, quindi tutte le bollette di Caltaqua del 2009 sono irregolari.
Sindaco, se non ci scrivi NON POTABILE non ci rimborsano il 50%. Non lo sai?
portiamo la fotocopia di tutte le bollette al comune e facciamo pagare il conto ai pirandelliani amministratori
sindaco non ci prendere per i fondelli SCRIVI NON POTABILE così non paghiamo l’acqua inquinata
Scrivo per la “farsa dell’acqua inquinata ma non rimborsata” rivolgendomi particolarmente ai cari sindaci (“cari”, perchè ci costano caro).
Riguardo agli Ato e a tutto quello che gli gira attorno ne ho viste tante, ne ho dette pure tante. Ma ora la misura è colma, ma ora mi sono stufato di questo “gioco delle tre carte” che si fa e rifà alle spalle della cittadinanza, anzi contro la cittadinanza di gran parte della provincia di Caltanissetta. Mancuso e Federico, se ci siete, battete un colpo; non vedete che milenesi e nisseni con la pazienza di Giobbe inspiegabilmente continuano a sopportare queste sopraffazioni come solo i muli sanno fare, o sarebbe meglio dire, come esclusivamente solo gli asini…
Grazie anche all’informazione sulla rete e dei blog, l’ignoranza dei fatti va scemando e sale la consapevolezza a tal punto che oramai è chiaro a tutti il gioco a cui molti personaggi e società stanno giocando.
Il GIOCO DELLE TRE CARTE. Il classico gioco/imbroglio in cui stranamente non perde nessuno dei tre giocatori ma il cittadino di questa provincia “babba” e pirandelliana. Non perde mai nessuno dei tre giocatori che invece sembrano divertirsi e guadagnarci qualcosa, politicamente parlando. Vediamole queste tre carte.
Prima carta. L’asp, l’unità sanitaria comunica al comune, cioè ai sindaci che l’acqua è inquinata. Stavolta dal manganese, in precedenza dai trialometani, qualche altra volta perchè genericamente si vede “gialla” e sporca…
Seconda carta. I primi cittadini invitano (non ordinano) alla popolazione amministrata con tanto di avvisi esposti nei locali pubblici a non bere quell’acqua contaminata: come se fossero consigli per gli acquisti di costanziana memoria.
Terza carta. Non scrivendo NON POTABILE operano una “magìa” però. Grazie all’omissione di queste due parole magiche, le società che gestiscono l’affare dell’acqua, con il tacito consenso dell’ato idrico, non applicano nella bolletta lo sconto del 50% come è previsto dal regolamento in caso di disservizio. La magìà beneficia solo le ditte e stordisce i cittadini.
Ecco svelato il trucco: quando i “primi” cittadini non scrivono la frase “magica” NON POTABILE, lor signori consentono alle ditte private di non perdere migliaia di euro e permettono di non rimborsare i cittadini, condannando questi “ultimi” a pagarsi di tasca loro tutte le spese per l’acquisto dell’acqua per bere, e lavare e cucinare i cibi.
Se non ricordo male, questa farsa del giochetto va avanti dal mese di marzo, a “tira-e-molla”, un elastico che quando si rilascia all’improvviso o rompe, ci sbatte in faccia e ci fa male anche alle tasche.
Ora è chiaro, anzi chiarissimo: SI CONTINUA A PRENDERE IN GIRO NOI CITTADINI.
Perchè la fanno? Perchè invece di difenderci si schierano contro di noi e a favore di ditte private? Fino a quando giocheranno alle tre carte?
Fino a quando i sindaci, le forze dell’ordine, la prefettura, la procura della repubblica resteranno immobili e assisteranno inattive mentre si compie questo atto di ingiustizia nella nostra provincia? Perchè un pò tutti si chiudono gli occhi, si turano le orecchie e serrano la bocca?
Insomma perchè quelli che dovrebbero non fanno niente e assistono a questo gioco cinico e baro?
Il mio augurio è che si risvegli in noi tutti un poco di civica coscienza.
Perchè dobbiamo pagare per intero la bolletta quanto l’utilizzo è parziale?
Complimenti al dottore Cipolla che ci ha chiarito le idee. Bello il paragone del gioco delle tre carte e anche quello delle tre scimmiette che non vedono, non sentono, non parlano. Tutto bello ma se rimane alivello di sfogo personale non porta utilità, ci vogliono atti concreti della popolazione. A Mussomeli hanno fatto un comitato di giovani per l’emergenza degli ato, a Milena che fanno i nostri giovani, suonano bevono e cantano? A Musomeli il sindaco ha messo a disposizione della cittadinanza un avvocato del comune contro l’ato che vuole fare pagare l’acqua non buona da bere per buona. A Milena i caporioni si vantano di avere sistemato un revisore di Milena all’ato idrico. A me a noi del pdl si rivolta lo stomaco nel vedere che la politica non fa gli interessi della gente ma quelli di certi politici di certi precisi partiti. A parole criticano pure quelli dell’IDV e del PDCI di Milena ma è una rivolta senza fatti concreti, lamenti che lasciano tutto come prima. Sono deluso per quel cambiamento nel cui credevo e che non è mai arrivato. Fatti allora ci vogliono per lottare gli ato e per impedire che la politica sistema gli amici e i parenti fregandosene del paese.
INTERVENGA IL DIFENSORE CIVICO DI MILENA
Come suggerisce il semplice buon senso,
NON SI PUO’ FAR PAGARE COME POTABILE L’ACQUA CHE NON SI PUO’ BERE E CON LA QUALE NON SI PUO’ CUCINARE.
Si ricorda che nell’anno 2009 i cittadini utenti di Milena hanno più volte dovuto rinunciare a bere ed a cucinare con l’acqua che esce fuori dai rubinetti anche su inviti scritti a firma del sindaco di Milena.
Pertanto,
l’Italia dei Valori chiede pubblicamente al difensore civico di Milena, dott. Giuseppe Cipolla, di farsi promotore di un’iniziativa a difesa dei cittadini di Milena nei confronti dell’ATO idrico di Caltanissetta (di cui il comune di Milena è socio per legge) affinchè sia rispettato (nella sostanza) il contratto di servizio con gli utenti e non si paghi come potabile l’acqua che non si può bere.
Alfonso Paolino Cipolla
Italia dei Valori – Milena
PAGARE SI DEVE!!!