Studente si lancia nel vuoto dalla stanza della preside
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Un ragazzo di 13 anni è precipitato attorno alle 10.30 da una finestra al secondo piano di una scuola privata di Bologna, in via Montello. E’ stato trasportato d’urgenza all’ospedale Maggiore in condizioni giudicate dai medici molto gravi. Non è ancora chiara la dinamica dell’accaduto e in particolare se il ragazzo sia caduto accidentalmente o meno. Sono intervenuti 118 e polizia.
Secondo una prima ricostruzione della squadra mobile, il ragazzo, che in quel momento era in ricreazione, ha aperto la finestra dell’ufficio con una scusa, si è seduto su una sedia, è salito in piedi sul davanzale e si è buttato dal secondo piano in una zona dell’ istituto che si affaccia sul cortile interno.
Il professore, che non era accanto al ragazzo, ha riferito che, quando si è reso conto delle sue intenzioni, ha provato a dirgli qualcosa, ma senza avvicinarsi troppo perché, non conoscendolo bene, aveva paura di una sua reazione. Ma il ragazzo non ha risposto al professore e si è lanciato. Subito dopo sono arrivati i primi soccorritori chiamati dalla scuola, che hanno trovato lo studente cosciente.
Pare abbia pronunciato qualche parola. Sono stati avvertiti i genitori che lo hanno raggiunto all’ospedale Maggiore dove il ragazzo è stato ricoverato. Il professore e la preside dell’ istituto (che comprende più classi, dalle materne fino al liceo, con circa 500 alunni) suor Stefania Vitali, sono stati sentiti dalla polizia e dal pm di turno Giuseppe Di Giorgio.
La scuola ha poi provveduto a discutere della cosa nelle classi e seguendo le indicazioni degli psicologi, oggi le attività didattiche inizieranno con un momento di riflessione e di preghiera.









La scuola è sempre più lontana
Prima di tutto mi auguro che il ragazzo si riprenda!
Ma la gravità del fatto fa riflettere:
– L’articolo è tratto da rainews24, dove la foto reca in
didascalia il titolo “Scuola”. Ma questa foto ha poco a
che vedere con la scuola italiana, e niente a che fare
con una scuola media. Perchè il numero di alunni è di
appena 15, mentre normalmente sono 30.
Perchè l’aula è pulita, perchè l’arredo è integro, perchè
non è presente materiale didattico ( quaderni, libri,
penne, matite, …. ) sui banchi.
– I tagli al personale del nostro amato governo
provocano inevitabilmente un calo dell’attenzione del
personale, docenti ed ATA, verso il singolo alunno.
Se era complicato occuparsi, sia dal punto di vista
didattico sia da quello educativo, di una classe di 20
alunni, pensate come vadano le cose ora che le classi
sono di 30 alunni.
Il docente dovrà dividere la propria attenzione tra 30
alunni, mentre prima erano 20. Il docente è, per
forza di cose più distante dall’alunno.
– “Con tutta probabilità il pm aprirà un fascicolo contro
ignoti, per istigazione al suicidio, lesioni gravissime e
omesso controllo”.
Ma non ho capito come può fare un singolo
docente a controllare , per diverse ore al giorno, ben
30 persone, ed impedire il verificarsi di simili
eventi.