“Quella volta il camaleonte cambiò colore sull’insalata, venne la volpe affamata e lo divorò.”
Poteva sembrare una caratteristica di alcuni animali, ma anche di alcune piante, e invece se diamo un’occhiata in giro ci accorgiamo che noi, esseri umani, ne siamo dotati … eccome! Un fatto naturale per sfuggire ai predatori, per alcuni; un fatto naturale per riuscire meglio a predare, per altri.
E noi? Che c’entriamo noi esseri umani con questa sbalorditiva caratteristica che ci consente di cambiare e di assumere sembianze? Qualcuno potrebbe obiettare che siamo solo una specie … superiore, ma sempre da avi scimmieschi deriviamo e quindi, come retaggio, ancora dotati di tutta una serie di caratteristiche che ci ricordano e ci legano al nostro passato, tra l’altro non molto lontano. Nulla di che se, la caratteristica del cambiare o dell’assumere, è in connessione con posture, toni di voce, anche colore della pelle; tutto ciò, insomma, che è legato alla parte fisica di noi. Il fatto è che, forse proprio in quanto “esseri superiori”, siamo dotati di capacità di ragionamento con performance un po’ più elevate rispetto agli altri appartenenti al regno animale; abbiamo una spiccata volontà ed una altrettanto notevole capacità di poter prevedere ciò che sta, ciò che può, ciò che deve accadere.
Sulla scorta di quelli che sono i nostri “obiettivi” riusciamo a modificare il nostro modo di essere; in funzione degli interessi che abbiamo riusciamo a modellare i nostri pensieri e le nostre convinzioni; in relazione allo scopo che ci prefiggiamo siamo capaci di adattare amicizie, simpatie e tutto quanto fa riferimento non solo al manifesto ma anche all’”io”.
Alcuni lo fanno, più che spontaneamente, istintivamente non riuscendo a mascherare il turbinio interno che porta a cambiare umore, arrabbiarsi, rilassarsi ma anche evolvere nelle idee (anche politiche oltre che sulla visione della vita e di come va vissuta).
Altri … “mutano” in maniera ragionata, asseverando i cambiamenti ad una forma di tornaconto egoistico che, in parte, giustifica, speculativamente, anche evidenti quanto madornali marce indietro ed il rinnegare di quanto fino ad allora detto, predicato, inseguito.
Altri ancora, un misto informe tra i due precedenti, sono cromosomicamente asserviti ad una sorta di predisposizione innata tale che risulta più che naturale il cambiamento, ma soprattutto l’adattamento. Variamente definiti, con termini che spesso ricordano parti poco nobili del corpo umano, sono i meno copiati, i meno presi ad esempio; per lo più considerati una variante amorfa del genere umano che poco ha dell’umano (dal punto di vista della dignità personale).
Scartata quest’ultima categoria, per ovvie ed evidenti motivazioni, non ci resta che ritornare con la lente d’ingrandimento sulle prime due specie, ovvero i camaleontici per ragionamento ed i camaleontici d’istinto. Questi ultimi vanno in parte compresi, in quanto il loro cambiamento avviene a causa di una totale mancanza della capacità di gestire emozioni e sentimenti, tutto viene fatto per istinto e non per mero calcolo.
La categoria degli “ragionati” è la più complessa; va presa con le pinze poiché all’apparenza riesce a camuffare, attraverso un atteggiamento mansueto ed accomodante, un interesse subdolo che tenta di attuare attraverso la mistificazione del proprio comportamento. Così facendo spesso riesce a prendere in giro, ingannando coloro i quali, ignari, si avvicinano con semplicità. Fermo restando un comportamento da cui bisogna guardarsi, necessita, per una sana e sincera relazione con gli altri tenere sempre presente l’esistenza di tali atteggiamenti e tentare il distinguo tra le diverse specie; alcune, così come noi pensiamo, possono davvero essere molto pericolose.
“Quella volta il camaleonte cambiò colore sull’insalata, venne la volpe affamata e lo divorò.”
E’ vero il camaleonte cambia colore per tentare di ingannare il suo simile, ma a volte diviene vittima; come dire “Sopra l’ingannator cade l’inganno”.









Gentile redazione,
mi permetto farle notare un errore nella pubblicazione dell’autore degli articoli; i camaleontici è stato scritto da me e non da vespa125, mentre il mio nick spunta nell’articolo via quel crocefisso.
La prego di rimediare, grazie.
Abbiamo provveduto a rimediare ad un errore “inspiegabile”, sicuramente non voluto. Grazie kenna. Un cordiale saluto.
dissento sull’origine sscimmiesca. Darwin o chi per lui era solo una bella bandiera per il comunismo, L’uomo é stato creato da dio. Leggiti qualche libro al posto di pontificare. Non c’é nulla nel creato che assomigli all’uomo
già dal nik … è tuttto un programma. I libri sono di tanti generi … anche di scienze!!!!
… e continuo a giocare … quante facce riconosco in quella categoria … alcune passano insignificanti senza lasciare strascico … altre, ahimè, ….. ….. ….