IL VENTENNALE DELLA VITTORIA

Guardando il manifesto di oggi dell’anniversario della Vittoria si prova lo stimolo di ricercare il significato di questa tanto decantata Vittoria, l’unica riportata dall’Italia al di fuori dell’ambito calcistico.
Partendo dal concetto che della Vittoria nessuno ne può parlare meglio dei diretti interessati, dei combattenti quella Grande Guerra, abbiamo scartabellato negli archivi del Cavaliere Giovanni Cassenti, fonte inesauribile di antiche testimonanze.
Cassenti, eletto Presidente dell’Associazione Combattenti nel 1919, mantenne tale carica ininterrottamente per ben 21 anni. La sezione di Milena arrivò ad avere ben 350 iscritti che recitarono un ruolo di primo piano nella lotta per l’Autonomia del nostro paese raggiunta nel ‘23, come vedremo in seguito.
Oggi offriamo agli amici di MML una foto “storica” dei partecipanti al Ventennale della Vittoria del 4 Novembre 1938.

Onofrio Raimondi-Matteo Maida- Calogero Falletta- Vincenzo Mantione - Filippo Angilella - Giovanni Cassenti- Giuseppe Cipolla - Giuseppe Chiarelli
Otto uomini di Milena si recarono a respirare quel clima nazionale e a vivere una bella pagina di storia, fuori dai ristretti confini del nostro paese e davanti i loro occhi si aprì lo spettacolo delle mura trimillenarie di Roma, come disse Mussolini nel suo discorso celebrativo, che si riporta per opportuna conoscenza storica.
IL DISCORSO DI MUSSOLINI
Camerati combattenti!
Dalle novantotto province d’Italia voi siete giunti in massa a Roma per celebrare fra le sue mura trimillenarie il ventennale della Vittoria, che le Forze Armate di terra, di mare e di cielo riportarono nell’ottobre del 1918 ponendo termine alla guerra mondiale.
Venti battaglie, quaranta mesi di eroiche e durissime prove furono necessari per abbattere un impero che era il secolare nemico d’Italia e per portare le nostre bandiere sui termini sacri e naturali della Patria. Non dunque invano fu sparso il generoso sangue dei settecentomila Camerati caduti, il cui spirito immortale aleggia in questo momento fra noi.
Voi avete vissuto giorno per giorno la guerra e ne portate l’orgoglioso ricordo spesso nelle vostre carni, sempre nei vostri cuori. Orgoglio giustificato perché voi, o camerati combattenti, non vi siete misurati contro popoli imbelli, ma contro eserciti potentemente organizzati e contro razze tradizionalmente guerriere e militari. I nostri avversari di ieri hanno dato ripetute, solenni, qualche volta commoventi testimonianze del valore italiano.
Dopo venti anni la Vittoria riconsacrata dal Fascismo coincide con l’inizio della vera pace secondo giustizia per tutti.
Nel cielo politico dell’Europa la zona dell’azzurro tende ad estendersi. Uomini responsabili lavorano a questo scopo, ma sarebbe imprudente e poco fascista abbandonarsi ad ottimismi esagerati e prematuri. Vi sono uomini i quali, sentendosi particolarmente battuti dalla rettilinea, veramente pacifica, europea ed umana politica dell’Asse, sognano ad occhi aperti aleatorie e impossibili rivincite. Per questo, o camerati, bisogna ancora dormire colla testa sullo zaino, come facevamo in trincea.
Camerati!
Tornando alle vostre case dopo questa gloriosa giornata romana, fate vivere in voi e tramandate nei vostri figli, che hanno l’inestimabile privilegio di crescere nel clima imperiale del Fascismo, lo spirito della Vittoria, che significa: dovere, coraggio, dedizione assoluta alla Patria.
Camerati combattenti!
Saluto al Re!
Benito Mussolini










