Oggi ricorre la festa dei morti e come tanti sono andato al cimitero a trovare i miei cari morti. Una bella giornata, fredda ma assolata. Per fortuna che ci sono questi alti e grandi cipressi. Fanno ombra ai fiori deposti sulle tombe e anche a chi sosta lì davanti per un ricordo e una preghiera. Grazie ai loro ospitali rami decine di uccelli si sentono cinguettare interrompendo di tanto in tanto il silenzio del posto che concilia i ricordi e la dolce corrispondenza di affettuosi sentimenti verso chi ci ha lasciati. “Meno male che ci sono questi vecchi alberi” concordava un’altra coppia di visitatori.
“Ma quanto sono vecchi questi alberi? Molti si pongono tale domanda, evidentemente non tutti ne sono a conoscenza. La risposta a queste domande è nel curriculum vitae del cav. Giovanni Cassenti che si riporta.
“Nel 1924 a Milocca si faceva a gara per migliorare il paese. Uno dei primi atti del paese diventato autonomo da Sutera e Campofranco l’anno prima (30/12/1923), fu l’ammodernamento del cimitero che venne ampliato. Esso era però privo di ombra perchè nessun albero vi si trovava. Sfruttando le mie origini suteresi, abbordai la Milizia Forestale che era di stanza a Sutera.
Il comandante venne incontro alla mia richiesta di avere piantine ad alto fusto pronte al trapianto. Dopo cinque giorni pervenivano a Milocca piantine in numero di 82. Curai personalmente in pochi minuti lo squadro per assegnare ad ognuna il suo posto. Gli stessi becchini le interrarono. Non un solo soldo di spesa. Nessuna di loro fallì. Ora dopo più di mezzo secolo sembrano ultracentenarie e messe lì chissà da quanto tempo. Belle da vedere da vicino ma anche da fuori il paese”.









Brava milenalibera avete scritto altre due belle pagine della nostra storia locale. Del cavaliere Cassenti che ho conosciuto da piccola me ne parlava bene mia madre con ammirazione per la sua intelligenza.