
Alessandro Pagano
BOCCIATI AUMENTATI E SCUOLE PIU’ SERIE
Si sono appena conclusi gli esami di maturità 2009 e sono già a disposizione le prime statistiche. I non ammessi agli esami di stato sono stati circa 29 mila, quasi il 30% in più dell’anno scorso. Anche la media dei voti si è abbassata e i 100 sono stati il 10% in meno. Con le nuove regole della Riforma Gelmini (ammissione con la media minima del sei; il cinque in condotta elemento ostativo all’ammissione; maggiore valorizzazione del curriculum, cioè dei risultati ottenuti in costanza di studio, piuttosto che della buona prestazione occasionale del solo ultimo anno) il percorso scolastico ha ricominciato ad essere serio.

Mariastella Gelmini
I risultati sociologici di questo buonismo scolastico, durato 40 anni, sono sotto gli occhi di tutti: ragazzi de-strutturati e de-futurizzati, cioè senza nerbo e senza voglia di combattere per se stessi e per il loro futuro. Certo, le cause di questo disagio sono tante ma questa scuola attuale, incapace di far rispettare le fondamentali regole di vita, capace solo nelle promozioni di massa e che ha messo al bando il merito, ha avuto le sue brave responsabilità.
Lo spirito di sacrificio per esempio non è stato coltivato negli studenti italiani e infatti oggi la stragrande maggioranza di loro si aspetta che siano gli altri (cioè gli adulti) a risolvere i loro problemi, e non mi riferisco solo a problemi scolastici.
Abbiamo disabituato i ragazzi alle prove impegnative.
Il soldato nelle esercitazioni impara a non avere paura, a sopportare la fatica e la fame, a non temere il dolore. Fa del suo corpo uno strumento docile alla sua volontà. All’estremo opposto di questo perfetto autocontrollo, di questo dominio dello spirito sul corpo, c’è l’obeso che non sa resistere all’impulso e si ingozza fino a sformarsi, tanto da diventare incapace persino di camminare.
Gli Americani si pongono traguardi sempre più elevati, prove sempre più difficili. Chi conosce come funzionano i master nelle grandi università americane sa che ogni studente riceve una bibliografia immensa e per farcela deve studiare 14-15 ore al giorno. E’ così che negli USA formano la loro classe dirigente!
Anche in Italia esiste qualcosa di serio, i test di ammissione alla facoltà di medicina per esempio sono diventati da qualche anno veramente duri e anche in questi casi i corsisti per farcela arrivano a studiare fino a 18 ore al giorno pur di apprendere e superare i difficili test. Ma ahimé! Questa è un’eccezione perché da noi il più delle volte le cose vanno male.
Abbiamo demotivato i professori riducendoli a rango di burocrati senza alcun prestigio e con scarsi compensi, derisi dai bulli e dagli strafottenti, nonché umiliati dai genitori che, anziché ringraziarli per quello che fanno, vanno ad accusarli quando questi puniscono o rimproverano i loro “cocchi”. Cambiare le cose era quindi un dovere per quanti amano il nostro Paese e le generazioni future. Ma non tutti la pensano alla stessa maniera, quasi tutto il Partito Democratico ha gridato allo scandalo: “Una scuola con più bocciati rischia di lasciare indietro i figli delle famiglie che hanno più problemi e meno cultura”, ha affermato tra i tanti Stefano Rusconi.
Ma costoro non capiscono che una scuola di massa mette tutti allo stesso livello e quando tutti hanno il 6, piuttosto che l’8 o il 9, a vincere nella vita sarà sempre il figlio del benestante o del più raccomandato.
Quando invece si realizza una scuola meritocratica, il figlio studioso della famiglia umile con il suo curriculum eccellente non sarà mai raggiunto dal figlio mediocre della famiglia borghese perché a quest’ultimo nessuno gli potrà gonfiare i voti. Così ci si affranca dalla povertà e si diventa qualcuno! Quando capiremo che la “severità è amore ” non sarà mai troppo tardi! Esigere il massimo delle possibilità da ciascuno è fattore di giustizia e di crescita umana e sociale.
Alessandro Pagano










da “www.repubblica.it” del 19/07/2009
“Le statistiche sui risultati degli esami parlano di un calo dei respinti
E’ la seconda volta che i dati correggono le dichiarazioni della Gelmini
Bocciati, meno anche alle medie
smentite le indicazioni del ministero
di SALVO INTRAVAIA
Scuola del rigore? Forse, ma i dati definitivi sembrano smentire la Gelmini, almeno in parte. Quest’anno, i bocciati nelle classi intermedie (dalla prima alla quarta) della scuola superiore, seppur di poco, sono diminuiti. Stesso discorso per i ragazzini che non ce l’hanno fatta a superare agli esami di terza media: anch’essi in calo, nel 2009. Eppure, dopo avere raccolto i primissimi dati provenienti dalle scuole, il ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, aveva annunciato con un certo trionfalismo il contrario. “La scuola buonista del ’68 è stata archiviata”, commentava il ministro dopo i primi “exit poll”. Peccato che i dati inizino a delineare un quadro diverso: agli esami di terza media i professori sono stati più clementi di una anno fa o, in alternativa, i ragazzi più bravi.
..omissis..”
Ma di cosa parla l’On. Pagano?
Che la scuola avesse bisogno di una nuova strada questo era scontato: il Quaderno Bianco, le Istruzioni per i curricoli, etc. non avevano ancora sortito effetto.
Che gli insegnanti siano demotivati è un fatto assodato.
Mancano vari passaggi in questo articolo, di non poco spessore: l’aspetto economico, l’aspetto culturale, l’aspetto organizzativo…
La Riforma Gelmini ha pesantemente virato sulla secondaria di primo grado dopo aver tastato il polso degli addetti ai lavori sulla primaria (cioè, fino al 29 ottobre si parlava di maestro unico, poi dal 30 di ottobre è passata una riforma con maestro prevalente, con problemi numerici ma con scuola a 30 ore per tutti nelle medie, anche là dove si offrivano le 32, 33 e 36!).
Si è parlato di leggi anti-bulli, ma: 1. bocciarli non fa altro che prolungare il bullismo (sarebbe magari stato più efficace parlare di recupero sociale in comunità!) e comunque il 5 è stato riservato soltanto per chi -reiterando e continuando ad essere recidivo- aveva visto combinarsi una sanzione gravissima, con allontamento dalla scuola per più di 15 giorni; 2. i bulli aumentano e vengono fermati, ma gli organici vengono ridotti … e siamo all’ultimo aspetto, quello economico. La riforma Tremonti-Gelmini aveva uno scopo economico e non didattico: tagliare insegnanti e ATA. Il prossimo Dpef non prevede granché per la scuola e -giusto per la cronaca- i fondi destinati al funzionamento quest’anno sono stati 0 (e non è un’approssimazione! verificare il bilancio di tutte le scuole d’Italia alla voce: entrate dal Ministero).
L’argomento va approfondito e non ridotto alle bocciature: la scuola non deve obbligatoriamente bocciare, ma obbligatoriamente FORMARE. Alla prossima, volendo in modo più esteso
Bravo Arnaut! E c’è tanto altro da dire ……
Ma dov’è questo rigore?
Nei giorni delle prove scritte, le tracce ministeriali dei temi erano su internet alle 08:35, e non mi dite che a scuola i ragazzi non usano il telefonino???????
Il paragone con gli USA non ha senso, perchè lì copiare è un disonore.
L’unica azione certa di questo governo è la riduzione degli organici, per pagare meno stipendi. Questo governo sta rivedendo le classi di concorso, cioè … chi deve insegnare cosa. E la riduzione degli organici si vede dal fatto che i supplenti non lavorano più, mentre un numero sempre maggiore di insegnanti di ruolo perde posto e dovrà coprire un posto in una sede lontana, scomoda, un posto che poteva essere destinato ad un neoassunto in ruolo.
Gli insegnanti vengono mandati dove c’è un posto vuoto, anche se non hanno le competenze giuste per quel posto.
Così i ragazzi non hanno, a volte, docenti preparati ……
Oggi una maestra può insegnare matematica anche se, ai suoi tempi, veniva rimandata a settembre per la matematica, ed ovviamente non si è laureata in matematica!
Oggi alle medie si può insegnare scienze matematiche, chimiche, fisiche e naturali, ma quale corso di laurea racchiude degnamente queste discipline?
Se vogliamo una scuola migliore dobbiamo scegliere i docenti in base al corso di laurea seguìto, e non in base alle necessità del momento.
Questo governo sta distruggendo la scuola pubblica, se ancora ne rimaneva qualcosa.
“un passo avanti e due indietro”
scriveva lenin,
certo non parlava della riforma gelmini ma mi accorgo che molti oggi parliamo di scuola senza conoscere REALMENTE la scuola.
sarebbe opportuno leggere il commento di qualcuno che è veramente dentro…
no comment
Non siamo soliti commentare le argute riflessioni dell’on. Pagano che periodicamente milenalibera ci propone, stavolta, facendo uno strappo alla regola, vorremmo impelagarci in alcune considerazioni dettate dal trovarci in disaccordo su alcuni passaggi.
Premesso che vorremmo sorvolare sui paragoni tra i soldati, gli obesi e gli studenti poiché siamo convinti che chi ha scritto l’articolo probabilmente non ha espletato il servizio militare o comunque ne ha tratto un insegnamento sui generis che molto si discosta dalle esperienze dei più, e che ancora le motivazioni che inducono l’obeso ad “ingozzarsi” trovano, a volte, spiegazioni negli ambiti di pertinenza della psicologia, della medicina, della genetica; convinti come siamo che lo scopo della partecipazione del proprio pensiero non fosse quella di discutere su ciò, ci esimiamo dall’approfondire tali tematiche.
Ci troviamo d’accordo sulla validità formativa di una scuola che premia i meritevoli, non condividiamo il fatto che bocciando, non ammettendo o riducendo la votazione finale di un esame di stato (supponiamo il tutto sia riferito alla scuola secondaria di secondo grado) si possa riuscire a formare una classe dirigente più consona, “strutturare” o “futurizzare” i ragazzi, “dare nerbo”.
Come se far durare sei o sette anni invece che cinque il corso di studi per il conseguimento del diploma possa essere esaustivo a che nella vita possa andare avanti il più capace, dimenticando che basta sborsare qualche migliaio di euro per iscriversi ad una scuola privata, mi pare che ne esistano anche nel nostro territorio, per essere oggetto di un insegnamento talmente individualizzato e produttivo che riesce a sfornare diplomi in serie e voti “elevati” anche nei confronti di chi ha manifestato serie difficoltà nel frequentare proficuamente la scuola pubblica;
come se frequentare seriamente il corso di laurea e diventare “intimamente” dottori possa risolvere l’annoso problema occupazionale dando titolo a partecipare, speranzosi delle proprie capacità e fiduciosi delle proprie conoscenze, ai pubblici concorsi facendo finta di non sapere che esistono, sparse sul territorio, numerose “agenzie” (anche qui sarà a causa dell’insegnamento individualizzato o forse delle estreme capacità didattiche degli insegnanti) capaci di laureare chicchessia alla modica cifra di qualche decina (stavolta) di migliaia di euro;
come se l’esito della partecipazione ad un concorso, o del mettersi in gioco sul mercato del lavoro, possa essere funzione della preparazione scolastica “certificata” dal titolo di studio invece che essere mera conseguenza di conoscenze personali, politiche o, per fortuna più raramente, compravendita.
Occorre non dimenticare che l’attuale classe dirigente, anche politica, è per lo più figlia di quel quarantennale sistema scolastico, tanto vituperato e senza dubbio migliorabile, che così drasticamente e radicalmente si vuole cambiare addebitandogli di avere generato nei giovani l’incapacità a risolvere i propri problemi; occorre non dimenticare (è cronaca che si ripete periodicamente su tutti i giornali) che i nostri giovani laureati vanno sistematicamente ad ingrossare le fila dei ricercatori nelle università americane.
Solo per rimanere in tema con l’argomento scuola vogliamo ricordare la sentenza del C.G.A. Sicilia del 25 Maggio 2009 con la quale è stato annullato il concorso a dirigente scolastico che invece aveva titolato ”menager dell’istruzione” candidati che avevano commesso perfino grossolani errori di sintassi, oltre che avere avuto un voto, per la preparazione emersa dagli elaborati scritti, attraverso una valutazione “ictu oculi”, così come affermato dal responsabile al controllo della legittimità delle operazioni partecipando al programma televisivo Mimandaraitre nella trasmissione del 16 marzo 2006.
Forse, caro on. Pagano, non è quello proposto dal ministro Gelmini il modo per “dare nerbo” ai giovani, sicuramente non può essere solo quello che darà lo stimolo necessario per potere contare sulle proprie capacità e le proprie forze per potere andare avanti, di certo non è l’unico sistema per infondere fiducia verso un futuro giusto.
Bella la sua frase, nonostante mi sforzi non riesco a trovarne altre di migliori. Nonostante abbia iniziato dicendo che non sono d’accordo con Lei sono costretto a citarla: “Quando capiremo che la “severità è amore ” non sarà mai troppo tardi! Esigere il massimo delle possibilità da ciascuno è fattore di giustizia e di crescita umana e sociale”.
“La Gelmini: Ora meritocrazia” (Il Giornale, 27 luglio 2009). Gelmini: Riaffermare il merito e promuovere il talento significa battersi contro i privilegi” (Adnkronos, 27 luglio 2009). Sono due delle tante dichiarazioni della Gelmini in favore della meritocrazia. Concetto sostanzialmente condivisibile: è giusto che chi merita di più faccia più strada. E lei? Qual è l’esempio che viene dal ministro? Liceo privato confessionale, il suo insegnante di latino e greco la ricorda studiosa ma poco brillante; non sempre arrivava alla sufficienza e si è diplomata con 50/60 (nei centesimi attuali avrebbe preso 83). Primo incarico politico nel 1998 al Comune di Desenzano: nominata presidente del consiglio, sfiduciata nel 2000. Laureata in giurisprudenza a Brescia, ha superato l’esame di stato a Reggio Calabria nel 2002 (a 29 anni). Nel 2002 diventa assessore della provincia di Brescia (delega al territorio, poi all’agricoltura). Eletta in Parlamento nel 2006, entra nella Commissione Giustizia. Dal 2008 è Ministro dell’Istruzione.
Domande:
1) Quali passi della sua carriera pre-ministeriale sono stati dedicati alla scuola e all’istruzione?
2) In quali momenti della sua carriera si è distinta in maniera tale da primeggiare?
3) Perché è diventata ministro?
4) Se la meritocrazia si applicasse nei suoi confronti, lei sarebbe Ministro dell’Istruzione?
5) Come può coerentemente predicare la meritocrazia quando lei l’ha ignorata in ogni fase della sua carriera?
A voi le risposte.
A proposito di meritocrazia e scuola più seria, di cui si vanta l’On. Pagano, in merito al concorso per dirigenti scolastici in Sicilia si propone quanto affermato dall’On. Scilipoti dell’Italia dei Valori.
Concorsi pubblici
Scilipoti: Scandalosa correzione ictu oculi degli elaborati
Roma – 28.07.09 – “Il Consiglio di Giustizia Amministrativa (CGA) per la Regione Sicilia, con le sentenze n. 477 e n. 478 depositate in data 25 maggio 2009, ha annullato l’intera procedura concorsuale rilevando e censurando l’illegittima composizione delle due Commissioni che avevano proceduto alla correzione degli elaborati”.
Così il Deputato dell’Italia dei Valori Domenico Scilipoti in merito alla truffa nel concorso per dirigenti scolastici in Sicilia.
“Tale annullamento opera non solo nei confronti delle parti che sono state in giudizio, ma anche di coloro che, sebbene rimasti estranei al processo, si trovano nelle medesime condizioni dei ricorrenti.
Rimango scandalizzato – prosegue Scilipoti – dal fatto che la commissione nominata per correggere i numerosi elaborati dei candidati al concorso, non solo non ha operato nella sua composizione legittima, ma per di più, cosa non irrilevante, ha proceduto ad una correzione lampo degli elaborati, una correzione ictu oculi (ad occhio).
Di conseguenza – conclude il Deputato – dinanzi alle aspettative di legalità da parte dei candidati esclusi e di quanti (oltre duecento) hanno ricorsi pendenti, chiedo al Ministro competente in materia di intervenire in maniera incisiva, perché le sentenze vengano immediatamente eseguite, annulli la procedura concorsuale e tutti gli atti connessi e consequenziali e rimetta tutti nella condizione di poter partecipare ad un nuovo legittimo concorso”.
On. Domenico Scilipoti
PS.: quando l’On. Pagano parla di serietà e meritocrazia parla solo per parlare oppure di quali meriti parla?
Alfonso Paolino Cipolla
Italia dei Valori – Milena