
Tony Zermo
Pochi votanti alle europee, referendum senza quorum.
Rispetto agli altri Paesi gli italiani erano quelli che votavano di più, adesso siamo come gli altri. Perché?
Le cause sono tante: 1) gli ideali si stanno sfarinando, 2) non ci sono più leader trascinatori perché anche l’immagine di Berlusconi s’è appannata, 3) sono pochi quelli che credono alla politica, 4) l’Europa ci appare una costruzione monca e lontana e non basta l’euro se non c’è una politica estera comune e una difesa comune.
La verità è che la gente guarda al proprio territorio, se le strade sono sporche, se ci sono buche, se manca l’illuminazione, se il Comune non dà servizi decenti (trasporti, assistenza agli anziani, ecc.). E’ per questo che si arrabbia ed è disponibile a protestare e a scommettersi. Il successo della Lega sta in questo, cioè nell’avere molti sindaci bravi che curano il proprio paese.
Questo significa che la politica deve partire dal basso, dal soddisfacimento dei bisogni primari dei cittadini. La gente non bada più ai discorsi, alle promesse e inoltre pensa che il livello generale della politica sia scadente.
La Sicilia sta peggio di tutte, tranne forse la Calabria.
Mancano le risorse, i trasporti sono da terzo mondo, le autostrade non hanno alcuna manutenzione da otto anni, abbiamo una Regione elefantiaca. Perché mai i siciliani dovrebbero credere nella politica?
Il Governatore Raffaele Lombardo ha tentato una strada difficile, quella di un partito autonomista sganciato dalle segreterie nazionali. Bello, bellissimo, ma non ha i numeri. Del resto il suo MPA è in campo solo da tre anni, mentre la Lega ha cominciato la sua marcia da oltre un decennio. Temo che abbia anticipato troppo i tempi e che sganciarsi da Roma sia al momento utopistico. La Lega del Sud che Lombardo vagheggia ha ancora bisogno di tempo. Intanto i siciliani assistono alla guerriglia interna alla maggioranza senza sapere bene con chi schierarsi. E’ uno dei momenti più bui della storia di questa terra.









E’ proprio vero che la Sicilia è ridotta malissimo in materia di trasporti e/o di servizi in genere. L’altro dato importante è la differenza culturale tra le due Italie, quella del nord dove il cittadino fa il proprio dovere pagando le tasse e sa come reclamare i propri diritti, la stessa cosa avviene anche al sud dove il cittadino paga le tasse ma non fa nulla per fare rispettare e tutelare gli stessi diritti. Da circa tredici anni viaggio in treno da Fiumefreddo di Sicilia per Catania e dal 2001 che ho creato assieme ad altri pendolari il Comitato Spontaneo Pendolari Me-Ct-Sr. La cosa che mi lascia molto perplesso è, che il siciliano non si lamenta mai nel posto giusto, non reagisce, non punta mai l’indice ed in virtù di questo che ho coniato il motto: “La Politica dell’anzi” anzi che c’è, anzi che ci fanno viaggiare… e così via, come se occorre non inimicarsi nessuno. Così facendo i siciliani, non andranno da nessuna parte, occorre reclamare i sacrosanti diritti per tutti quei servizi che ci sono stati tolti da un Governo nazionale che ci penalizza sempre più e da una politica regionale totalmente assente ai fabbisogni della Sicilia e dei Siciliani.
Giosuè Malaponti – Coordinatore Comitato Pendolari Me-Ct-Sr