
Federico Giuseppe presidente provincia
Riceviamo e pubblichiamo
LETTERA APERTA AL PRESIDENTE
Egregio Onorevole,
come si sa, dal 23 marzo 2009 i sindaci di molti paesi vietano ai loro concittadini di bere l’acqua perchè contiene certe sostanze presenti in quantità non consentite dalle norme vigenti. A causa di questo divieto, ogni nucleo familiare deve affrontare, per bere e pulire gli alimenti, in media una spesa mensile non prevista di circa 100 €; senza conteggiare il disagio derivante dal recarsi in auto (più consumo di carburante) ai supermercati e il tempo sottratto ad altri impegni quotidiani.
Nonostante le denunce quotidiane dei quotidiani -mi perdoni la ripetizione- finora nessuno ha saputo o voluto trovare una soluzione all’ingiustizia di pagare per buona l’acqua che ci vietano di bere perchè contaminata da trialometani. Una vera e propria “soperchieria” verso gran parte degli abitanti della provincia nissena di cui Lei è presidente. E’ proprio in questa veste che ho pensato di suggerirLe una proposta facile-facile da realizzare, in quanto tutto dipende da Lei e da nessun altro.
Lei non ha niente da chiedere a nessuno essendo sia il presidente della provincia regionale di Caltanissetta che il presidente dell’Ato Idrico! S’affretti dunque a disporre di far “togliere” dalle bollette la quota non dovuta.
Le scadenze del pagamento incalzano, ci ripaghi per l’acqua imbevibile e per le spese d’acquisto di altra acqua, cara e minerale, per scopi alimentari e di cucina. E, già che c’è, disponga che ci si rimborsi anche la quota per i disagi provocati e l’acquisto di medicine e tisane contro la bile che i nisseni di paesi e città ci facciamo, grazie a tanti politici e dirigenti che non danno le risposte dovute.
Ascolti la mia proposta.
Approfitti della coincidenza delle due cariche di Presidenza (della Provincia e dell’Ato Idrico) che ricopre. Dimostri di non appartenere a questa triste ed inoperosa schiera.
E, sempre se vuole, sfrutti anche la terza: la carica di deputato regionale, per pregare l’on. Raffaele Lombardo di sciogliere questi Ato che hanno raddoppiato le spese e dimezzato i servizi. Si stava meglio quando si stava peggio, quando a tutto pensavano i comuni: non sarebbe il caso di un bel ritorno al passato?
La prego come cittadino della provincia e come persona che l’ha votato e fatto votare, di cogliere al volo questo spunto che, se vuole, a Lei darà ogni onore e gloria e ai nisseni la soddisfazione che si meritano e attendono dalla politica con la “pi” maiuscola.
Cari saluti
Alfonso dr Cipolla









Prima l’idea di sfruttare gli avvocati dei comuni e quello della provincia per ricorrere contro le ingiustizie.
Ma perchè non pensare pure ai difensori civici?
Ora questa lettera aperta indirizzata al triplo incaricato che è onorevole e presidente di provincia e ato.
Ma perchè non pensare pure alla procura della repubblica?
Io e mio marito ci complimentiamo con il nostro dottore.
Ma temiamo che tutti i movimenti e le riunioni che si fanno di giorno per eliminare gli ato e difendere i cittadini siano come la famosa tela di Penelope che di notte disfacevo.
C’è chi temporaggia e vuole che le cose non cambino.
Ma c’è veramente qualcuno che disfà le azioni che costruisce di giorno?
Onore comunque al lottatore instancabile che si ostina di liberare schiavi che non vogliono essere liberati e in fondo sembrano sono contenti di come vengono trattati.
Ora non ci sono più alibi. Federico può e deve intervenire per tutti i cittadini offesi della provincia di Caltanissetta.
Se non ricordo male il consigliere provinciale di Sommatino parlava che la legge prevede già una riduzione del 50% in casi come questo.
Un’ ulteriore pressione su Federico che sarebbe molto gradita la potrebbe fare il presidente del consiglio provinciale Michele Mancuso.
Dai che il temo stringe.
Caro signor satiro solitario
non credo che il presidente del consiglio e i consiglieri provinciali possono fare altro dopo quello che hanno già fatto sull’ato idrico.
Sono note le pubbliche prese di posizione di Mancuso e del consigliere Sanfilippo del Pdl (riducete del 50% le bollette) e la istituzione di una commissione di indagine.
Ora la palla passa al presidente Federico (ma che bella idea hai vauto, forte dottò!) e alla giunta e ai partiti Mpa e Udc sui quali gli amici di Milena possono fare tutte le pressioni che vogliono.
azzurrino caro,
se vogliono… possono!
Federico non ha più scuse,
ma, se riveste tre cariche, non è fesso!