
il vescovo Michele Pennisi
“La morale non si può lottizzare, né si può usare come clava per distruggere o delegittimare i propri avversari politici».
Monsignor Michele Pennisi, vescovo di Piazza Armerina, teologo e studioso di dottrina sociale, colloca nel loro naturale contesto le polemiche di questi giorni sulle frequentazioni del premier e sull’immoralità dilagante nella nostra classe politica. «Polemiche strumentali e parziali», per l’appunto.
Ma se la questione morale irrompe di nuovo nella scena politica italiana, non dobbiamo esser contenti?
«Che la questione morale venga messa al centro dell’attenzione della politica italiana, astrattamente parlando, è un bene in quanto mette in discussione la pregiudiziale separazione tra etica e politica, sostenuta da chi teorizza che tutte le esperienze della vita umana sono autonome dalla morale.
In concreto bisogna, però, chiedersi se la “questione morale” sollevata da improvvisati Catoni non sia usata come una clava contro i propri avversari politici e se dietro campagne moralistiche non si nascondano ipocritamente interessi economici e strumentalizzazioni elettorali di basso profilo. L’ipocrisia – come ricordava Chesterton – è l’omaggio che il vizio rende alla virtù». Negli anni di Tangentopoli l’unico precetto morale sembrava essere: non rubare e fai ciò che vuoi. Oggi i riflettori sono puntati solo sul decoro pubblico, su alcuni palazzi della politica ridotti a una suburra…
«La morale non si può lottizzare. I dieci comandamenti o stanno assieme o cadono assieme a partire dal numero uno che mette Dio al primo posto.
Durante tangentopoli si insisteva solo sul settimo comandamento («Non rubare»), oggi – dopo aver predicato la libertà sessuale come segno di emancipazione – si riscoprono, non so con quanta convinzione, il sesto («Non commettere atti impuri») e il nono («Non desiderare la donna d’altri »). Il fariseismo moralistico può reggersi sulla lottizzazione dei principi morali in base alla quale si dichiara bene solo ciò che uno mostra di poter osservare e male ciò che fanno gli altri, filtrando i moscerini e ingoiando i cammelli come dice Gesù nel Vangelo. Il teologo evangelico tedesco Dietrich Bonhoeffer afferma che il fanatismo etico “perde di vista la totalità del male e si precipita come il toro contro il drappo rosso anziché contro colui che lo agita”, mancando il vero bersaglio».
Che effetto le fa vedere i sostenitori a oltranza del capriccio individuale, diventare difensori del buoncostume?
«Mi chiedo da che pulpito viene la predica quando coloro che esaltano il libertinaggio morale del singolo individuo e sostengono campagne di legittimazione della soppressione di esseri umani innocenti o in favore della selezione eugenetica degli esseri umani in stato embrionale o dell’eutanasia come progetto di estensione del suicidio assistito, si ergono a difensori della morale altrui. I casi sono due : o sono diventati di botto bacchettoni o sono rimasti farisei ».
La morale è una coerenza?
«La moralità non consiste in uno sforzo improbo di coerenza con principi astratti, ma è desiderio e tensione continua verso il bene che non si scandalizza della propria e altrui fragilità perché scaturisce dalla riconoscenza per l’esperienza di un amore gratuito. A partire dalla presenza di Gesù Cristo nella propria esistenza si deve tendere alla coerenza fra fede e vita, ricordando che il santo non è colui che non cade mai, ma colui che dopo essere caduto si rialza perché Qualcuno gli tende misericordiosamente la mano. Il moralismo è, invece, osservare delle regole astratte per se stesse e può degenerare nel fariseismo nella misura in cui è la persona a stabilire il criterio del bene e del male con il quale generalmente assolve se stessa e condanna gli altri. E’ l’atteggiamento di chi pensa di avere le mani pulite, ma non si accorge di avere il cuore sporco».
Eppure l’emergenza morale nella vita politica e sociale italiana sta esplodendo ben oltre i casi di Noemi e delle escort baresi.
«Oggi, in un’epoca dominata dal relativismo nichilistico, l’emergenza sta nella difficoltà ad una educazione a valori morali assoluti, che possono conservarsi solo se non vengono sganciati dalla radice che continuamente li alimenta: l’esperienza della compagnia di Gesù che ci accoglie e ci perdona».
INTERVISTA su LA SICILIA









Come non essere d’accordo? Negli ultimi anni la cattiva politica, unitamente al desiderio ardente di sensazionalismo e cattivo gusto da parte della stampa, hanno messo a punto un nuovo modo di occuparsi del Paese: mescolare etica, mal costume, allarmi sociali, crisi economiche e molto altro in un unico squallido calderone. Sì, perchè per vincere le elezioni non c’è più bisogno di un sano e coerente programma politico, ma molto più efficace sembra essere distruggere gli avversari su altri fronti.
Pur non giustificando le “eroiche” imprese del capo del governo bisogna anche osservare che non si può chiamare in causa la morale solo quando e come fa comodo. L’etica non è una bandiera da sventolare soltanto in talune circostanze per poi tornare a riporre nel casseto. L’etica è intrinsecamente mescolata alla vita di ciascuno e non può essere modificata in funzione del soggetto interessato.
Bisogna aprire gli occhi ed evitare i grandi titoli di testate giornalistiche tutt’altro che impegnate nella ricerca della verità politica socialmente utile.
Oggi il relativismo è purtroppo la regola, ci viene imposto dai fatti che accompagnano la vita di tutti i giorni, e sarà sempre così fino a quando ciò sarà conveniente per chi comanda, nella politica come nel clero, …
Ma poi siamo proprio certi che queste critiche sulla morale arrechino danno agli accusati?
Per chi non può arrivare alla fine del mese, ed oggi sono in tanti, la morale del premier non ha alcun peso.
Comunque, se si parla sempre del premier, il premier prende voti!
Dopo avere letto don Farinella bisogna prendere un kilo di bicarbonato per digerire l’acido che emana questo servo di Dio, ha ragione il berluska quando chiama questi tipacci kompagni!
Poi ho letto la risposta del cardinale Bagnasko che più diplomatica ed enciclica non poteva essere, poteva benissimo scriverla in latino tanto non l’avrebbe capito nessuno che era uno svicolare e un dribblare il problema ma nelle alte sfere si suole parlare del peccato e mai del peccatore.
Infine per fortuna ho letto quella del Pennisi, limpida e chiara che apre uno spiraglio al perdono, cristiana per l’appunto ma che non lascia tregua agli ipocriti, a quella parte della sinistra anni 68 anticlericale che oggi per scopi elettorali si riscopre bacchettona. Pennisi merita un oscar per questo. Non per avere giustificato l’uomo berluska che sarà puttaniere (un cardiopatico e malato di prostata quasi 80enne lo potrebbe?) ma nell’inchiesta di Bari però sono quelli di sinistra a essere indagati come ladri. Anche il governatore Vendola lo crede se ha licenziato tutti i suoi assessori regionali!
Bravo mons. Pennisi: i comandamenti o si osservano tutti o non vale.
Io ho trovato più beneficio a leggere Pennisi che nel prendere 5 cucchiai di bicarbonato. E fossi nelle condizioni di Bagnasco, quel come si chiama Farinella lo inviterei a fare esercizi spirituali di cristianesimo e siccome siamo in estate, la Siberia sarebbe una buona idea, a meno che non preferisca le Chapas messicane.
quel come si chiama é uno spergiuro che una seria chiesa dovrebbe sciogliere dal sacramento del sacerdozio certo che é estremamente indecente vedere i fautori del libertinaggio in ogni sua forma ergersi a paladini della morale contro un vecchio con un tumore alla prostata malato di cuore (ilcuore glielo tengono in vita le macchine americane) Fare il don giovanni come un ragazzino ma non lo capite che é soloun gioco? ma siano seri questi compagni cosa volete che faccia il Berluska alle ragazze le guarda e sogna che quando era giovane e bello non aveva una lira e non poteva permettersele e mentre i ricchi sollazzavano sulla navi da crociera lui e il fido Confaloniere SUONAVANO IL PIANOFORTE.ERAIL PIANISTADELL’OCEANO.
E LASCIATELO ILLUDERSI NON CI COSTA NIENTE.
CERTO CHE CHI SOSTIENE DI SORVOLARE SUL BERLUSCA NON HA PROPRIO CAPITO NIENTE. VIVE IN UN MONDO DI TEKìLENOVELAS.
QUANTO A PADRE PENNISI, O MEGLIO QUELLI CHE LO APPREZZANO DICO CHE HANNO ROVESCIATO I TERMINI DELLA QUESTIONE. PADRE FARINELLA E’ UN VERO CATTOLICO E CRISTIANO, PENNISI, FORSE UN PREZZOLATO POLITICO. RICORDIAMOCI CHE E’ DA DUEMILA ANNI CHE LA CHIESA ISTITUZIINE ROMPE LE PALLE COL PRIMATO DELòLA MORALE, DELLA CARITA’ CRISTIANA. E’ DA UNA VITA CHE AL CATECHISMO CI INCULCANO L’IDEA CHE SIANO FRAYTELLI, DI AMARE IL PROSSIMO, DARE L’ALTRA GUANCIA ECCETERA. COSE SCRITTE NELLA BIBBIA, PREDICATTE NELLA CATECHESI CATTOLICA ECCEETA. QUINDI PADRE FARINELLA HA SOLO FATTO UN RICHIAMO ALLA COERENZA. SECONDO ME HA SCPERCHIATO O INDICATO LA DISONESTA’ DELLA CHIESA COME POTERE TEMPORALE CHE HA SCHIACCIATO QUELLO SPIRITUALE. IL RICHIAMO ALLA SPIRITUALITA’,ALL’AMORE NASCE PRIMA DI PADRE FARINELLA, AD ESSO EGLI SI RICHIAMA, COERENTE,MENTE CONL VANGELO CRISTIANO. PERCIò E’ SBAGLIATO CRITICARLO, OME DIRE CHE SAREBBE IOPOCRITA LUI CHE ATTACCAìHEREBBE BERLUSCONO PERCHè DI SINISTRA. IL SUO NON E’ SICURAMENTE UNO SCHIERARSI CNTRO PER FINI POLITICI.RICORDAT MASTRO GIULIO? APPESA ALLA STATUA SCRIVEVA: GESU’ ERA COMUNISTA. INTENDEVA DIRE CHE COME I COMUNISTI EGLI AEVA A CUORE IL POPOLO, I POVERI, QUELLI CHE POSSIAMOP COMUNISTAMENTE DEFINIRE OPERAI. GESU’ STAVA DALLA PARTE DEI POVERI ECCETERA. NON DITE CHE MASTRO GIULIO(SCILA DI COGNOME) ERA UN POCO MATTO. AVEVA MOLTO PIU’ CERVELLO DI ALCUNI CHE SCRIVOMìNO CAVOLATE QUALUNQUISTE SU QUESTO BLOG.
PADRE PENNISI DOVREBBE VERGOGNARSI QUANDO SCRIVE CONTRO FARINELLA. DOVREBBE ESSERE LUI A RIMPROVERARE IL DOPPIO GIOCO DI BERLUSCONI E DEL CASINO CHE STA FACENDO IN ITALIA. NON PUO’ FARLO , ANCHE LUI, VESCOVO, STA NELLE STANZE DEL POTERE TEMPORALE.