Ed è domenica. Domenica di Pasqua. Lontano dai miei! “Natale con i tuoi e Pasqua con chi vuoi”. Credo di avere “scelto” bene! Si celebra la messa, nella grande tenda refettorio, con il Presidente Lombardo che ha dormito in tenda con i terremotati e tutti gli addetti qui presenti. Cerimonia davvero commovente.
A pranzo ci ritroviamo con il Direttore Cocina e il Presidente della Regione. Finita la messa al lavoro. Con nuovi edifici da controllare per l’agibilità. Tanta gente che ci guarda con un filo di speranza per la sorte della loro casa, per il loro centro commerciale, per la loro vita sconvolta… Una ottima domenica di Santa Pasqua immersa nel lavoro di solidarietà!
Ultimato il pasto decidiamo, finalmente con qualche poco di tempo, di andare ad Onna, la piccola frazione di 300 abitanti che ha avuto circa 40 morti. La frazione è stata appositamente visitata dal Presidente della Repubblica. Sconvolgente. Completamente rasa al suolo in un contesto territoriale praticamente pianeggiante. Case di contadini e qualche attività agricolo-commerciale. Oggi luogo pietosamente visitato da turisti delle catastrofi.

Intanto aspettiamo che le squadre possano essere integrate dai vigili del fuoco. Arrivano lunedì dell’Angelo.
Con noi viene Michele Burgio, un ingegnere del comando di Palermo. Lavoriamo tutto il giorno in maniera meravigliosamente coordinata. Siamo orgogliosi di lavorare con loro, e mentre lo facciamo ci rendiamo amabilmente conto di non riuscire a fermarci al solo aspetto tecnico. “Abbiamo” anche voglia di parlare con la gente. E loro quasi sembra che ce lo chiedano; e con l’intenzione condivisa di far capire la necessità delle decisioni del nostro lavoro. Qualcuno insiste nel volere la casa agibile, non riusciamo a capire quale istinto di sopravvivenza spinge a fare tale richiesta. Quando non riusciamo a trovare una ragione di convincimento poniamo l’estrema domanda: “ma verresti a viverci con questo pericolo?” E la risposta è naturalmente rassegnata: no! Parliamo alla gente rivolgendo il “lei”, ma qui in Abruzzo tutti ci danno del tu. Con vero piacere accettiamo e riusciamo a essere “con loro, ognuno di noi, uno di loro”, in questa terra ove vivono persone che, nella disgrazia dell’avvenimento, riescono ad esserci grati in tutte le azioni del quotidiano.









