
La Volpe e l'Uva - Carla 2007
LA VOLPE e L’UVA
Un giorno una volpe affamata passò accanto a una vigna e vide alcuni bellissimi grappoli d’uva che pendevano da un pergolato.
- Bella quell’uva! – esclamò la volpe e spiccò un balzo per cercare di afferrarla, ma non riuscì a raggiungerla, perchè era troppo alta.
Saltò ancora e poi ancora e più saltava più le veniva fame.
Quando si accorse che tutti i suoi sforzi non servivano a nulla disse: – Quell’uva non è ancora matura e acerba non mi piace! – E si allontanò dignitosa, ma con la rabbia nel cuore
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La favola è scritta per coloro che disprezzano a parole ciò che non possono avere.
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Per regola e altri amici che la prediligono nella versione originale in latino
Fabulae – Libro IV – IV, 3 – De vulpe et uva
Fame coacta vulpes alta in vinea
uvam adpetebat summis saliens viribus.
Quam tangere ut non potuit, discedens ait:
“Nondum matura est; nolo acerbam sumere”.
Qui facere quae non possunt verbis elevant,
adscribere hoc debebunt exemplum sibi.
Fame coacta vulpes alta in vinea








Ricordiamoci sempre che:
“L’uva passa, gli acciacchi restano!”.
Potresti scriverla nella lingua originale?
“Uva transit, malannus restat”.
E’ vero che la favola sarebbe più lunga?