LA DIVINA COMMEDIA DI DANTE DECLAMATA DA ROBERTO BENIGNI SCARDINERA’ LA SECOLARIZZAZIONE DELLA NOSTRA CULTURA
Discutere anche di questo argomento significa infiammare ulteriormente il dibattito sulla scuola italiana.
Eppure la proposta lanciata dalla veneta Elena Donazzan, assessore all’Istruzione e alla Formazione della Regione Veneto, che vuole rendere obbligatorio l’insegnamento della Religione Cattolica nelle scuole della sua regione ha una logica.
“Dovrebbe essere un’ovvietà se non fossimo un Paese sciocco e smarrito”, scrive Antonio Socci perché è impossibile studiare letteratura, filosofia, storia in Italia, senza fare riferimento esplicito ai contenuti della fede cattolica.
Certamente la Donazzan sarà attaccata dall’intellighentsia progressista che imperversa sui nostri media, ma questi intellettuali sono gli stessi che nei mesi scorsi hanno applaudito alle serate culturali in Piazza S. Croce a Firenze, quando Roberto Benigni ha declamato sapientemente la Divina Commedia di Dante.
“ La Divina Commedia è un compendio perfetto di teologia cattolica e non si capisce neanche una terzina senza conoscere il cattolicesimo. Sostanzialmente eliminata dagli studi scolastici dagli anni Settanta in poi, la Commedia oggi è stata riscoperta proprio da coloro che l’avevano abolita”. (Antonio Socci, Lode alla “santa” assessora che vuole sdoganare la religione, 7.9.08 Libero).
Non si tratta di fare propaganda cattolica, o insegnare il Catechismo della Chiesa cattolica, ma solo di usare la ragione, la libertà, la capacità di indagare e il rispetto della persona. Tutte queste cose hanno permesso, attraverso i secoli, che il mondo fosse civilizzato.
Noi europei, italiani in particolare, dobbiamo molto ai monaci del “bieco” Medioevo, definiti dal grande storico (laico) Henri Pirenne, “Educatori economici”. Sono in tanti a riconoscere nel Cristianesimo le radici della nostra Civiltà, in pratica il meglio della cultura laica. Basta ricordarne alcuni come Benedetto Croce: “Il Cristianesimo è stato la più grande rivoluzione che l’umanità abbia mai compiuta: così grande, così comprensiva e profonda, così feconda di conseguenze, così inaspettata e irresistibile nel suo attuarsi, che non meraviglia che sia apparso o possa ancora apparire un miracolo”.










