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Triplice gattinicidio

Annegati in un bevaio di Mussomeli tre gattini appena nati

2012-04-08-12_16_52di Roberto Mistretta

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Tre gattini appena nati, crudelmente annegati dentro l’abbeveratoio di Piazzale Annivina. A fare la scoperta alcuni giorni addietro è stato Vincenzo Ricotta, coordinatore Rmi al Comune e che da mesi si prende cura dello storico abbeveratoio che sorge nella zona a sud del centro abitato, un pregiato biglietto da visita architettonico per quanti passano da lì per recarsi in pellegrinaggio al santuario della Madonna dei Miracoli.
Senonché quell’antico bevaio, valorizzato da un’artistica fonte scolpita in pietra, da decenni è diventato luogo privilegiato per il lavaggio fai da te delle auto e quant’altro, nonostante nel merito sia stata emanata apposita ordinanza di divieto.
Ieri mattina quindi, Vincenzo Ricotta s’è recato come è solito fare ogni dieci giorni circa, presso l’abbeveratoio per ripulirlo dalle alghe che spontaneamente si formano.

20130407_13121_20130406_gattini_mortiMa ha trovato uno spettacolo indecoroso e non ha evitare uno sfogo: «Nei giorni scorsi, avevamo appena ripulito l’abbeveratoio che sembrava uno specchio, ma già nella stessa giornata, qualcuno privo di scrupoli vi ha gettato dentro una busta di plastica contenente tre gattini vivi che quindi sono morti annegati. Un gesto che si commenta da solo.

Sia come sia, l’abbeveratoio però si presentava come è giusto che sia, ben tenuto e sistemato. Stamattina quindi (ieri per chi legge n. d. r). sono tornato per la pulizia ordinaria ma mi sono demoralizzato. Ho trovato buttato di tutto anche dentro l’acqua.

abbeveratoioPerfino bottiglie di plastica di shampoo per auto utilizzato per lavare le autovetture, e quindi contenitori d’olio per auto, lattine di ogni tipo e sporcizia varia. Come si può continuare a pulire un pezzo della nostra Mussomeli se poi c’è gente incivile che nessuno controlla. Stamattina quindi mi sono rifiutato di pulire l’abbeveratoio perché è tempo perso. Fintanto che non saranno attivati i necessari controlli, il nostro lavoro viene vanificato dall’inciviltà che ci circonda. Ho deciso quindi di autodenunciare la mancata pulizia dell’abbeveratoio, anche per sensibilizzare chi di competenza al rispetto del nostro ambiente».
Ci siamo quindi recati sul posto e in effetti Vincenzo Ricotta non aveva esagerato. Un giovane che nei pressi possiede un appezzamento di terra ci ha detto: «La gente butta lì l’immondizia perché hanno spostato il cassonetto dei rifiuti». Il cassonetto, infatti, che stonava non poco accanto all’antico bevaio, è stato spostato di appena una decina di metri. Il problema quindi è di ben altra natura, ma basterebbe qualche multa a chi non osserva le ordinanze sindacali per scoraggiare gli sporcaccioni che non rispettano le basilari regole del vivere civile.

Musumeci-Nello-470x312Ars, l’on. Gianluca Miccichè vicepresidente dell’Antimafia

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Il deputato nisseno Gianluca Miccichè è stato eletto vicepresidente della Commissione regionale antimafia all’Ars ed ha provveduto ad insediarsi assieme al presidente Nello Musumeci ed agli altri componenti dell’organismo nel giorno del ventunesimo anniversario della strage di Capaci.

mi1-0011«Sono onorato – ha dichiarato il deputato dell’Udc – che in un giorno così importante per la Sicilia, per i siciliani e per ciò he rappresenta per tutta l’Italia, che mi sia stata data fiducia per assolvere a questo importantissimo ruolo». Soddisfazione è stata espressa dai componenti della segreteria provinciale e cittadina dell’Udc per la nomina di Miccichè.
Intanto Giovanni Di Giacinto, capogruppo del “Megafono” all’Ars si è espresso favorevolmente per l’elezione di Nello Musumeci, ma si è anche rammaricato «che Antonio Malafarina, dirigente superiore di Pubblica sicurezza ed impegnato in prima persona nella lotta alla mafia, non abbia potuto accedere nell’ufficio di presidenza della Commissione».

Spirito-SantoDal Vangelo di Gesù Cristo secondo Giovanni 16,12-15.

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Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso.
Quando però verrà lo Spirito di verità, egli vi guiderà alla verità tutta intera, perché non parlerà da sé, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annunzierà le cose future.
Egli mi glorificherà, perché prenderà del mio e ve l’annunzierà.
Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà del mio e ve l’annunzierà.

Trova i sigilli al contatore idrico senza sapere di essere moroso

di Roberto Mistretta
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imagesCAT5URTBDall’oggi al domani un padre di famiglia di Milena, con figli piccoli in casa, s’è visto sospendere l’erogazione idrica da parte di Caltaqua a causa di una sua presunta morosità. Non avendo ricevuto, sostiene l’utente, solleciti di pagamento da parte di Caltaqua, lo stesso è caduto dalle nuvole quando s’è ritrovato coi rubinetti a secco.

E così ieri mattina s’è recato presso gli uffici di Caltaqua a Mussomeli, ben deciso, se morosità ci fosse, a saldare le eventuali pendenze arretrate. Senonché gli uffici di Caltaqua che erano allocati in via Europa, sono chiusi, causa il trasferimento presso i locali messi a disposizione dal sindaco Salvatore Calà, presso il palazzo comunale (piano terra).

E qui l’utente di Milena s’è quindi recato per verificare la sua situazione e chiedere l’immediato riallaccio dell’acqua ed eventualmente saldare le pregresse spettanze dovute a Caltaqua.

imagesCAGG348MMa nonostante abbia trovato piena disponibilità da parte dei dipendenti della società privata, è stato impossibile risolvere il suo problema perché gli uffici non sono ancora operativi.

Lamenta l’utente di Milena: «Ho sempre pagato puntualmente le bollette, ma non escludo che qualche bolletta sia ancora da saldare per dimenticanza, anche se non ho ricevuto alcun sollecito di pagamento. Di fatto però mi sono ritrovato con l’acqua tagliata ed avendo bambini piccoli, come si fa? Ho perso una mattinata di lavoro per andare a Mussomeli al Comune, dove si è trasferita Caltaqua, e ho parlato con la dott. ssa Genco di Caltaqua, che non è ancora operativa per il trasloco e quindi, non è stato possibile risolvere il mio problema».

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